Monaco di Baviera – Per nove decenni il marchio Bmw ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della mobilità personale su due ruote. In questo lasso di tempo, il talento per l’innovazione, il successo nelle competizioni motoristiche, gli eccezionali standard di qualità e il design inconfondibile sono valsi a Bmw Motorrad lo status di cui oggi si vanta. I veri “fondatori” di questa tradizione di successi sono le moto Bmw, che hanno dimostrato la loro efficienza e affidabilità funzionali, sia in campo sportivo sia nel mondo reale della guida quotidiana, per soddisfare un fabbisogno basilare per gli spostamenti indipendenti. Nel corso dei decenni, tuttavia, il piacere puro della guida in moto è costantemente aumentato di importanza. Infatti, una tecnologia accattivante e l’esperienza di libertà continuano ad alimentare la sempre crescente popolarità del marchio Bmw Motorrad oggi in tutto il mondo.
A 90 anni dalla presentazione della primissima moto Bmw, nuove sfide si sono presentate, particolarmente quando si tratta di mobilità urbana. Bmw Motorrad ha concentrato la sua attenzione su diverse questioni (l’importanza della riduzione delle emissioni e rendere più efficiente l’utilizzo dello spazio disponibile per il traffico sono tra le più importanti) anche mediante concetti di sistemi propulsivi completamente elettrici (e quindi con emissioni zero). Questi veicoli aprono una finestra nel piacere di guida con tecnologie basate sulla propulsione sostenibile ed offrono un ulteriore esempio di come Bmw Motorrad abbia indirizzato la sua passione per l’innovazione e per la dinamica al servizio della mobilità personale.
Il debutto di una moto dotata di motore boxer, la R 32.
Il 28 settembre 1923 segna non solo l’inaugurazione del Motor Show di Berlino, ma anche l’inizio della costruzione di moto alla Bmw con la presentazione al pubblico della R 32. Questa è una moto il cui concetto basilare di propulsione – un motore due cilindri boxer a quattro tempi raffreddato ad aria con i cilindri montati orizzontalmente in direzione di marcia, un cambio manuale azionato direttamente da una frizione e un albero di trasmissione a cardano, è ancora applicato a numerosi
modelli Bmw dei giorni nostri.
La R 32 viene sviluppata nello spazio di poche settimane dal direttore tecnico Max Friz e dal tuo team. Fino a quel momento la Bmw si era concentrata su motori aeronautici, marini e di camion. La giovane azienda ha, tuttavia, anche costruito motori boxer per costruttori terzi di moto già dal 1920, e questo rende lo sviluppo di una moto a marchio Bmw un passo successivo logico. La dimostrazione che le competenze di sviluppo necessarie sono disponibili in sede arriva con la R 32, spinta da un motore da 494 cc che sviluppa 6,25 kW/8,5 cv, con manovrabilità sicura, prestazioni eccezionali e ottima affidabilità. A differenza dei suoi concorrenti, che si basano soprattutto sulla geometria della bicicletta, la R 32 viene concepita come veicolo a se stante che presenta un livello di qualità che nessun concorrente può eguagliare. Di conseguenza, la semplice e modesta R 32 viene posizionata come modello premium.
Un veloce sprint verso la gloria sportiva.
Fin dall’inizio, lo sport motoristico gioca un ruolo significativo come fattore motivante e fonte di ispirazione nello sviluppo delle moto Bmw. Il successo arriva molto presto, grazie alla stessa  R 32. E più tardi, la R 37, presentata nel 1924, è la prima moto in assoluto ad essere mossa da un motore con testate cilindri in lega leggera. La maggiore potenza di questi motori dà ai piloti un vantaggio extra sulle piste. Allo stesso tempo, la Bmw sta sviluppando il suo primo modello monocilindrico e Josef Stelzer non perde tempo a portare la R 39 (247 cc, 5 kW/6,5 cv) alla vittoria nella classe 250 cc nel campionato tedesco del 1925. Inoltre, la Bmw vince il campionato nazionale 500 cc nel 1924 e ancora, senza interruzioni, dal 1926 al 1929. Questo intenso periodo di successi nelle competizioni va a pari passo con l’aumento delle vendite delle moto Bmw. Tra il primo anno intero di produzione nel 1924 ed il 1929, il numero di unità consegnate ai clienti cresce da 1.640 a 5.680.
Innovazioni e record di velocità L’eccellenza innovativa dei progettisti delle moto Bmw continua a mietere successi in pista e su strada negli anni successivi. Le R 12 e R 17, spinte da motori boxer da 750 cc e presentate nel 1934, presentano un nuovo sviluppo rivoluzionario che fa il suo debutto internazionale su moto prodotte in serie: una forcella telescopica ammortizzata idraulicamente per la sospensione della ruota anteriore. Questi due nuovi modelli presentano anche la novità di freni a mezzo mozzo integrati nella ruota posteriore, nonché un telaio di acciaio pressato. Quest’ultimo conferisce alle moto un aspetto potente, al quale viene successivamente attribuita l’ispirazione per la “scuola tedesca” dell’ingegneria motociclistica, nonché una maggiore stabilità.
La R 17 ne diventa il beneficiario più eclatante, in quanto la sua potenza di 24 kW/33 cv e la velocità massima di 140 km/h la portano a diventare una delle più veloci e potenti moto di serie dei suoi tempi. La Bmw mantiene il successo di questi primi anni anche nella classe 500 cc e nelle moto monocilindriche. Moto come la R2, la R 35 e la R 5 da 500 cc, che presentano un telaio tubolare di acciaio e una forcella telescopica che permette una regolazione dell’ammortizzazione, sono esempi indicativi dei progressi tecnici dell’azienda. Ulteriori dimostrazioni le abbiamo con l’arrivo nel 1938 della R 51, la prima moto che presenta una sospensione con molleggio idraulico telescopico per la ruota posteriore, soluzione che offre un eccezionale livello di comfort.
La gamma di modelli delle moto Bmw viene ampliata e così anche le attività sportive delle due ruote crescono in modo sempre più diversificato. Ernst Henne vince il campionato tedesco nel 1926 e la Targa Florio nel 1928 ed è membro della squadra Bmw che è al vertice della classifica per nazioni, tra il 1933 ed il 1935, nella Sei Giorni Internazionale, che si svolge ogni anno. A questi risultati si può anche aggiungere una serie di prestazioni da record che stupiscono la comunità dello sport motoristico. Quello di Henne (216,75 km/h) nel 1929 è il primo di 76 record mondiali di velocità stabilito dal pilota tedesco su moto Bmw. Nel 1937, porta questo record a 279,5 km/h su una Bmw da 500 cc supercompressa – un record che sarebbe durato 14 anni. Georg “Schorsch” Meier, nel frattempo, viene incoronato campione tedesco ed europeo nel 1938 nella classe 500 cc e l’anno successivo diventa il prima pilota al di fuori delle Isole Britanniche a vincere il Tourist Trophy Senior sull’Isola di Man a bordo di una Bmw modello “Kompressor”.
Durante questo periodo, anche la produzione di moto Bmw raggiunge nuovi vertici, superando le 100.000 unità prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Si ricomincia con 12 cavalli, la R 24.
Con la produzione motociclistica in Germania dedicata quasi interamente ai fabbisogni militari nella prima metà degli anni Quaranta, una volta terminate le ostilità, l’industria si trova a dover ripartire da zero – in termini sia di sviluppo sia di produzione. Nel 1948, per esempio, inizia la produzione della monocilindrica R 24 nello stabilimento di Bmw Motorrad di Monaco. Basata sulla R 23 anteguerra sviluppante una potenza di 9 kW/12 cv, essa segna l’inizio di una necessaria nuova era per quanto riguarda la mobilità personale.
Nel 1950, inizia di nuovo la produzione di una moto bicilindrica boxer. La R 51/2 è anch’essa progettata sulla base di un modello anteguerra. Tuttavia, mentre il numero delle vendite aumenta, gli ingegneri iniziano a godere di una maggiore libertà di innovazione. Una nuova generazione di motori viene introdotta con la R 51/3 nel 1951. L’anno seguente vede il debutto della R 68 che, con un motore bicilindrico da 600 cc che sviluppa 26 kW/35 cv, diventa la prima moto di serie tedesca in grado di raggiungere i 160 km/h. Le cose diventano ancora più calde nel campo sportivo: per la RS 54 introdotta nel 1954, gli ingegneri della Casa di Monaco hanno sviluppato un motore boxer con due alberi a camme in testa guidati da steli verticali, che eroga una potenza di 33 kW/45 cv e fa accelerare questa moto ideata per le corse – moto che è anche in vendita al pubblico – a quasi 200 km/h.
Campione del mondo nel 1954 e quasi imbattibile fino al 1974 nella specialità sidecar.
Il “miracolo economico” della Germania del dopoguerra vede la produzione annuale di Bmw raggiungere oltre 30.000 moto per prima volta nel 1954. Il marchio inizia a primeggiare anche nelle competizioni agonistiche. “Schorsch” Meier ha già conquistato un titolo di campione nazionale nel 1947 e nel 1956 Walter Zeller è il secondo nel campionato del mondo su una moto da corsa  RS 500 cc. Quello che colpisce ancora di più, però, è la serie di successi del marchio nelle gare di sidecar, iniziando con Wilhelm Noll e Fritz Cron che trionfano nel campionato mondiale 1954. Negli anni fino al 1974, la raccoglie non meno di 19 titoli mondiali piloti e 20 titoli costruttori. L’abbinamento nelle moto da gara di un lungo braccio oscillante per la ruota anteriore e di un braccio oscillante per quella posteriore viene adottato per le moto di serie dal 1955. La R 50 da 500 cc, la R 60 da 600 cc e la R 69, nonché – dal 1956 – la monocilindrica R 26, utilizzano una sospensione a braccio oscillante per stabilire un nuovo parametro in termini di comfort e di stabilità direzionale.
Con i loro motori rivisti e con telai più robusti, i modelli boxer R 50/2 e R 60/2, introdotti nel 1960, presentano ulteriori sviluppi dei loro rispettivi predecessori. Inoltre, al profilo sportivo del marchio viene dato un aspetto più filante nei modelli R 50 S e R 69 S, che offrono non solo maggiore potenza, ma anche ammortizzatori idraulici del manubrio. I livelli di comfort nel frattempo aumentano con l’eliminazione della sella con molle in favore della nuova sella obbligatoria a panca. La R 69 S, in particolare, dimostra le sue qualità con una serie di successi nelle gare di endurance. La monocilindrica R 27 sviluppa più potenza della R 26 e presenta supporti del motore e della scatola del cambio in gomma, che minimizzano le vibrazioni.
1969, la Bmw inizia la produzione di moto a Berlino-Spandau.
Così come la crescita economica della Germania accelera durante gli anni Cinquanta, allo stesso modo si instaura un cambiamento fondamentale nella natura della mobilità personale. Per la Bmw, questo sviluppo ha due principali conseguenze. Mentre l’industria automobilistica gode di uno straordinario boom, la domanda per le moto si affievolisce drammaticamente. I clienti hanno rivalutato le loro priorità e la Bmw si adegua in molti settori. L’azienda smette la produzione dei suoi modelli monocilindrici nel 1966 e inizia una ricollocazione, in fasi, delle sue attività di produzione motociclistiche a Berlino-Spandau. Soltanto i reparti di sviluppo e di prove vengono lasciati a Monaco, dove restano ancora oggi.
L’inizio della produzione motociclistica a Berlino-Spandau segna anche il lancio di una gamma di modelli completamente nuova. Nell’autunno del 1969, Bmw Motorrad presenta i primi modelli della sua Serie /5: la R 50/5 con 24 kW/32 cv, la R 60/5 con 29 kW/40 cv e la R 75/5 con 37 kW/50 cv, tutte moto che offrono una notevole erogazione di potenza ed un’ottima maneggevolezza.
Elementi come l’albero motore in un pezzo singolo forgiato, cilindri in lega leggera con camice cilindro in ghisa, testate cilindro fissate da doppi bulloni e un carburatore per una velocità costante di 175 km/h per il modello al top della gamma offrono una chiara dimostrazione del progresso tecnico in corso. Nel frattempo, il nuovo telaio a doppia gabbia in acciaio, un braccio oscillante posteriore con ammortizzatori pressurizzati ad olio ed una forcella telescopica anteriore idraulica danno un contributo significativo al comfort di marcia e alla sicurezza che caratterizzano le tre moto come esempi di una nuova generazione di moto turistiche sportive. Il modello al vertice della gamma viene accolto con particolare entusiasmo. Infatti, al 1973 la Bmw ha venduto oltre 38.000 unità della sua prima moto post-bellica da 750 cc. Per la prima volta, la variante più potente di una serie di modelli Motorrad è anche la più venduta.
Un anniversario, concetti innovativi e nuova gloria per le moto Bmw.
Si è aperto un nuovo capitolo nella storia del motociclismo e il piacere di viaggiare su due ruote sta ora dimostrando di essere un’attrazione sempre più popolare per il tempo libero. Nel 1971, un totale di 18.000 moto Bmwesce dalla linea di montaggio di Berlino. E, nel 1973, la produzione della 500.000a due ruote del marchio rende ancora più splendenti i festeggiamenti per i 50 anni di Bmw Motorrad. Concetti innovativi di moto, altri sviluppi tecnologici ed una grande concentrazione circa le prestazioni sportive definiscono la strategia di modelli di Bmw Motorrad durante gli anni Settanta. Il 50mo anniversario vede anche la Bmw introdurre la Serie /6, nelle forme delle R 60/6, R 75/6 e R 90/6. Nuovi strumenti con quadranti separati per mostrare la velocità e i giri, un cambio a cinque velocità e freni idraulici con dischi perforati sulla ruota anteriore danno la dimostrazione dei progressi realizzati in termini di comfort e di sicurezza. Il modello sportivo di spicco della gamma è la R 90 S, il cui motore da 900 cc con grandi carburatori Dell’Orto sviluppa 49 kW/67 cv e porta la moto ad un massimo di 200 km/h. Oltre a ciò, la R 90 S è la prima moto prodotta in serie a presentare una protezione fissata al manubrio. Questa soluzione la rende subito molto gradita tra i clienti appassionati di prestazioni, nonché una pretendente alla gloria sulle piste. Hans-Otto Butenuth e Helmut Dähne guidano la R 90 S a una vittoria di classe nel Tourist Trophy Production del 1976. Steve McLaughlin festeggia la vittoria nella Daytona 200 sullo stesso mezzo ed il suo compagno di squadra, Reg Pridmore, viene incoronato campione superbike degli Stati Uniti lo stesso anno.
Una rivoluzione nella galleria del vento, la R 100 RS.
Bmw AG inizia il 1976 con una ristrutturazione delle sue attività motociclistiche: la creazione di Bmw Motorrad GmbH che dà al settore moto dell’azienda un’identità a se stante. Una delle sue prime mosse come sussidiaria interamente di proprietà di Bmw AG è quella di continuare a realizzare nuovi modelli con un’incursione nella classe da un litro. Le nuove R 100/7 e R 100 S sono spinte da un motore boxer con una cilindrata di 980 cc, ma è la R 100 RS che attrae il maggiore interesse. Questa è la prima moto prodotta in serie al mondo il cui pilota siede dietro a una carenatura completa sviluppata nella galleria del vento. Fissata al telaio, la carenatura non soltanto offre protezione dal vento e dall’acqua, ma permette anche al pilota di percorrere lunghe distanze ad alta velocità in posizione eretta. La moto sottolinea le sue esclusive qualità con giri da record del mondo sul circuito di Nardò in Italia. La potenza di 51 kW/70 cv e l’eccezionale aerodinamica permettono alla R 100 RS di raggiungere una velocità massima di 200 km/h sia sulla strada che in pista. E nel primo sondaggio dalla rivista motociclistica, “Das Motorrad”, viene votata “Moto dell’anno”. La R 100 RT, lanciata nel 1978, porta questo nuovo concetto al suo logico stadio successivo. La sua carenatura completa viene adattata per offrire un confort ancora maggiore; viene anche offerto un sistema esclusivo per i bagagli, il che rende la R 100 RT la moto ideale per i viaggiatori consapevoli.
Lo stesso anno, Bmw Motorrad presenta una seconda gamma di moto boxer, le leggere e facili da guidare R 45 (473 cc, 26 kW/35 cv) e la R 65 (649 cc, 33 kW/45 cv) che attirano un nuovo target. La R 45, il cui motore può essere depotenziato a 20 kW/27 cv per assicurare una tariffa di assicurazione particolarmente favorevole, si dimostra particolarmente adatta per far conoscere il piacere della moto a principianti.
R 80 G/S. la vittoria nel Rally Parigi-Dakar.
Bmw richiama alla memoria i suoi primi successi in competizioni off-road con la vittoria nel campionato europeo del 1980. La moto che Rolf Witthöft guida al titolo trova ben presto il suo sbocco presso i concessionari in una versione prodotta in serie. La R 80 G/S, dotata di un motore boxer da 797 cc che sviluppa 37 kW/50 cv, porta il marchio in un nuovo segmento e vanta particolari tecnici che colpiscono come il braccio oscillante Monolever per la ruota posteriore con la
sospensione montata da una sola parte. Infatti, questa soluzione apre la strada a un genere tutto nuovo di moto touring da enduro. La targa G/S – più tardi scritta senza la sbarra – significa “Gelände/Strasse” (off-road/on-road) ed è così che mantiene la promessa. Le qualità fuoristradistiche della leggera R 80 G/S (che pesa appena 183 kg) sono fuori dubbio, soprattutto dopo che portano a molteplici vittorie nel Rally Parigi-Dakar il francese Hubert Auriol (nel 1981 e nel 1983) e il belga Gaston Rahier (nel 1984 e nel 1985). Tuttavia, forse ancora più impressionanti sono le buone qualità di agilità e di tenuta di strada sull’asfalto piuttosto che sulle pietre e sulla sabbia.
Gli ingegneri motoristici hanno in riserbo un altro colpo sensazionale nel 1983: per la prima volta nella storia dell’azienda essi montano su una moto Bmw un motore a quattro cilindri. E non è tutto. Il propulsore da 987 cc e 66 kW/90 cv viene posizionato longitudinalmente e come elemento portante sul telaio d’acciaio della nuova K 100, che era aperta nella parte inferiore. Alberi a camme in testa e iniezione del carburante sono tra le altre caratteristiche chiave. Tutto sommato, i costruttori di motori Bmw hanno messo in scena un colpo di grande effetto. Ben presto prende forma tutta una serie di modelli con le linee della K 100 RS, della K 100 RT e della K 100 LT e, entro la fine del 1984, ne vengono vendute più di 30.000 unità. Oltre a ciò, la  K 100 è la prima moto del mondo prodotta in serie ad essere disponibile con Abs. È proprio in questo modello che nel 1988 il sistema Abs, sviluppato appositamente per l’utilizzo sulle moto, inizia la sua marcia trionfale. Dal momento in cui è iniziato il lavoro sul motore montato longitudinalmente, gli ingegneri hanno sempre avuto in mente una variante a tre cilindri oltre a quella con quattro cilindri. E nel 1986 questa arriva, come motorizzazione della K 75 (740 cc, 55 kW/75 cv).
È degna di una menzione speciale anche la K1, presentata nel 1988, che vanta un approccio al design e all’aerodinamica all’avanguardia ed un nuovo quattro cilindri che ora sviluppa 74 kW/100 cv, grazie all’avvento della tecnologia a quattro valvole per cilindro. Questa, oltre all’aumento della cilindrata fino a 1.171cc e ad una nuova nomenclatura, rappresenta il primo passo per lo sviluppo di una nuova serie di modelli. L’innovazione che ha l’impatto maggiore, tuttavia, è costituita dal convertitore catalitico a tre vie della K1, che fa il suo debutto proprio con questo modello. Nel frattempo, i titoli sui giornali sportivi sono scritti dalla K 1200 RS, lanciata nel 1997, che eroga 96 kW/130 cv ed ha una velocità massima di 245 km/h.
Un’altra innovazione assoluta degli anni Novanta proviene dal settore della tecnologia delle sospensioni e non è riservata soltanto ai modelli della Serie K. Il braccio oscillante Paralever, che attenua le forze di propulsione sulla sospensione posteriore, viene affiancato nel 1993 dalla sospensione anteriore Telelever. In questa costruzione, la telefork serve ad allocare la ruote anteriore, mentre la vera sospensione e l’ammortizzazione vengono trasferite ad un complesso ammortizzante centrale mediante un braccio ad “A”. Questo principio viene applicato per la prima volta sulla nuova R 1100 RS, il cui telaio, in un nuovo sviluppo, fa a meno di un elemento principale. Invece, l’unità motore-cambio serve come elemento portante sia per la forcella anteriore sia per il braccio oscillante posteriore. La R 1100 RS presenta anche il debutto di un motore boxer di nuovissimo sviluppo, la cui cilindrata di 1.085 cc porta ad una potenza di 66 kW/90 cv. Il raffreddamento dell’aria e dell’olio, la tecnologia a quattro valvole, l’iniezione elettronica del carburante e un albero a camme in testa sono tra le altre caratteristiche principali del motore. Negli anni a seguire, questo nuovo concetto di moto viene trasferito a tutti i modelli boxer, comprese le nuove varianti da 850 cc. Inoltre, nel 1997, la R 1200 C scende in strada… e nei cinema, dove la prima cruiser del marchio viene guidata da Pierce Brosnan nel film di James Bonds “Il domani non muore mai”.
Nel 1993, dopo più di 25 anni, la Bmw torna nella classe monocilindri. Alla nuova serie viene data un nuova e più fresco design, per non parlare di un motore monocilindrico raffreddato ad acqua che eroga 35 kW/48 cv sviluppato in collaborazione con la Rotax. La F 650 è una moto stile enduro, agile e leggera, costruita presso l’Aprilia in Italia. Il pilota francese Richard Sainct porta la versione rally di questa moto alla vittoria nella Parigi-Dakar del 1999 e del 2000.
Poco prima dell’inizio del nuovo millennio, la Bmw sorprende il mondo delle due ruote con un nuovo ed esclusivo concetto. La C1 è offerta nelle versioni 125 cc e 200 cc e unisce la manovrabilità e il design compatto di uno scooter con gli standard di sicurezza propri delle automobili. La rivoluzionaria protezione roll-over e il sistema delle cinture di sicurezza della C1 significano che, in molti mercati, ai guidatori non viene richiesto neanche di indossare il casco.
“S” sta per Sport, “HP” per alte prestazioni
Con la seconda generazione della serie K di successo, gli ingegneri portano la tecnologia dei motori quattro cilindri in una direzione completamente nuova. Per esempio, il propulsore della K 1200 S, presentata nel 2004, non è montato longitudinalmente in direzione di marcia, ma trasversalmente. L’unità ad alte prestazioni presenta anche la tecnologia a quattro valvole con doppio albero a camme in testa azionate a catena e lubrificazione con pompa a secco. Con una potenza di 123 kW/167 cv e una velocità massima di oltre 280 km/h, la K 1200 S è la moto più potente e veloce della storia dell’azienda. E la nuova sospensione Duolever anteriore con due bracci longitudinali che ruotano sul loro telaio viene introdotta per la prima volta. Un’altra innovazione globale – il primo sistema di sospensioni con regolazione elettronica mai offerto su una moto prodotta in serie – può essere richiesta in opzione. Gli anni che seguono portano al lancio della K 1200 R, una moto nuda che vede anche la sua utilizzazione nelle serie Power Cup, nonché una nuova edizione della serie K (ora con una cilindrata di 1.300 cc).
Allo stesso tempo, l’indole sportiva dei modelli boxer è ulteriormente raffinata. Un programma rigoroso di riduzione dei pesi, 81 kW/110 cv, una forcella rovesciata ed un ammortizzatore centrale conferiscono alla HP2 enduro e alla  HP2 Megamoto le loro caratteristiche esclusive. Nel 2007, la HP2 Sport si aggiunge alla nuova serie e il suo motore da 98 kW/133 cv viene utilizzato anche nei modelli aggiornati boxer della Serie R introdotti due anni più tardi.
Il lancio delle F 800 S, F 800 ST, F 800 R, F 800 GS e F 650 GS nel 2006 aggiunge una varietà ancora maggiore alla gamma di motori. Questi modelli di media gamma presentano ora un motore due cilindri con cilindri paralleli. L’ampia gamma del suo portafoglio di modelli permette a Bmw Motorrad di aumentare regolarmente la sua quota dei vari segmenti di mercato. E nel 2006, le vendite annuali globali del marchio superano per la prima volta la soglia delle 100.000 unità.
Nel 2009, arriva finalmente il momento di farsi sentire nel segmento “super sport” fino ad ora dominato dai costruttori giapponesi e italiani. La S 1000 RR fa un’impressione immediata e vincente nel campionato mondiale Superbike, mentre la sua versione prodotta in serie sale al vertice dei test comparativi condotti dalle riviste specializzate. Gli ingegneri dello sviluppo hanno affrontato l’ingresso del marchio in questa prestigiosa classe con grande determinazione. Armata di un motore quattro cilindri da 142 kW/193 cv, un peso a secco di appena 183 chilogrammi e l’opzione di Abs da gara e il Dtc (Controllo dinamico della trazione), la S 1000 RR alza la barra in termini sia di dinamica sia di sicurezza attiva. Il modello di spicco della nuova serie sale alla ribalta nel 2012. La HP4 è la prima moto prodotta in serie con sospensioni semi-attive; il Controllo dinamico della Ammortizzazione regola la compressione e i tempi di risalita della forcella rovesciata e dell’ammortizzatore a seconda delle situazioni del momento.
Il gusto per la raffinatezza, la sete di giri e di un’erogazione di potenza sicura, poi diventati un punto fermo dei motori sei cilindri in linea della Bmw, sono apparsi sul radar dei motociclisti per la prima volta nel 2010 con il debutto del propulsore sei cilindri in linea più compatto del mondo prodotto in serie e montato sulle K 1600 GT e K 1600 GTL. La potenza di 118 kW/160 cv e la coppia massima di 175 Nm danno a queste lussuose moto touring uno sviluppo dinamico di potenza
insieme a un rombo inconfondibile.
Il 2012 vede, inoltre, il passaggio di testimone ad una nuova generazione del tradizionale motore boxer. La nuova R 1200 GS non solo cambia il raffreddamento aria/liquidi a favore della miscela glicole/acqua per il suo motore da 92 kW/125 cv, ma incorpora il cambio a sei velocità, precedentemente fissato con bulloni, nel basamento del motore. La R 1200 GS viene anche dotata di una frizione a bagno d’olio multi-disco con funzione anti-saltellamento.
Concetti all’avanguardia per la mobilità urbana di domani.
Insieme al suo continuo sviluppo di modelli di serie di successo e incursioni in nuovi segmenti del mercato delle moto classiche, Bmw Motorrad affronta anche le sfide della mobilità urbana, del presente e del futuro. Per esempio, nel 2011 il marchio presenta attraenti soluzioni per la mobilità e gli spostamenti in città nella forma dei maxi-scooter C 600 Sport e C 650 GT.
La strategia di sostenibilità del Bmw Group comprende anche la ricerca di concetti innovativi di sistemi di propulsione e nel 2012 BMW Motorrad presenta il prototipo di e-scooter “C evolution”, quasi pronto per la produzione in serie. Da allora, l’azienda ha condotto prove intense in condizioni reali per saggiare la possibile introduzione sul mercato. L’e-scooter, completamente elettrico, presenta una tecnologia basata sulle conoscenze del Gruppo e farà il suo debutto sul mercato nella prima metà del 2014, dopo il lancio delle auto Bmw i.

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