Modena – E’ stata inaugurata questa mattina a Modena la mostra dedicata al centenario della Maserati. Maserati 100 – A Century of Pure Italian Luxury Sports Cars ripercorre il percorso della Casa automobilistica italiana attraverso l’esposizione di alcuni tra i modelli da strada e da pista più significativi ed uno spettacolo immersivo, realizzata con ben 19 diversi proiettori, che permettono al visitatore di rivivere i momenti più significativi della storia della casa del Tridente e conoscere i personaggi che l’hanno scritta. Allestita nella avveniristica struttura del Museo Enzo Ferrari, a pochi metri di distanza dalla sede della Maserati in Viale Ciro Menotti, resterà aperta al pubblico fino a gennaio 2015. Per il valore storico dei modelli esposti, si tratta della maggiore rassegna di vetture Maserati mai organizzata al mondo.
All’inaugurazione erano presenti il Ceo della Maserati Harald Wester e il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Con loro, i cugini Carlo e Alfieri Maserati, rispettivamente figli di Ettore ed Ernesto Maserati, i due fratelli che, insieme ad Alfieri Maserati, nel 1914 fondarono l’azienda che ancora oggi porta il loro nome. Ospite d’onore all’inaugurazione il leggendario Stirling Moss, pilota della Maserati negli anni Cinquanta con la quale conseguì straordinarie vittorie. Curatore della mostra, Adolfo Orsi jr., nipote e figlio di Adolfo e Omer Orsi, proprietari della Maserati dal 1937 al 1967. Coordinatore lato-Maserati è Luca Dal Monte, responsabile della comunicazione della Casa del Tridente. La mostra è organizzata sotto la supervisione e con la regia di Antonio Ghini, direttore del Mef, così come del Museo Ferrari Maranello.
Le vetture Maserati stabilmente esposte sono 21 e una trentina in totale quelle che il visitatore potrà ammirare nell’arco dei 6 mesi dell’apertura della mostra. Una decina di esemplari, infatti, cambieranno a rotazione per permetterne la partecipazione nei prossimi mesi alle numerose manifestazioni che ricorderanno il Centenario Maserati nel mondo intero. Per i visitatori, coerentemente con la struttura che ospita la Mostra, dedicata ed Enzo Ferrari in quanto luogo di nascita del mitico costruttore modenese, anche l’opportunità di vedere  rari modelli di Ferrari e le più significative Alfa Romeo da competizione dell’anteguerra che furono pilotate da Ferrari o iscritte alle competizioni internazionali dalla Scuderia che ancora oggi porta il suo nome. Questa parte di mostra è collocata nella grande officina meccanica dove il padre di Enzo lavorò da fine ottocento alla sua morte, riproposta da oggi come ampliamento della parte espositiva del Museo.
Il Ceo della Maserati Harald Wester ha ricordato che <<il centenario della Maserati non poteva cadere in un periodo migliore della nostra storia. La Maserati oggi è infatti una azienda in piena salute, con modelli nuovi che hanno incontrato il favore di un pubblico sempre più vasto ed altri, in lavorazione, che porteranno l’azienda a raggiungere i prestigiosi traguardi di vendita che ci siamo prefissi. Questa mostra, che ripercorre il nostro primo secolo di vita, è unica nel suo genere: mai in precedenza, infatti, erano state riunite sotto lo stesso tetto tutti quei modelli che hanno fatto la nostra storia>>.
Per il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, che tanta parte ha avuto nel rilancio della Maserati quindici anni fa, <<questa giornata ha un duplice significato per me: rivedo nitidamente, infatti, le condizioni di quasi abbandono in cui si trovava la Maserati nel 1997 quando venni incaricato, insieme al mio team di Maranello, della responsabilità del suo rilancio. Chiudemmo i capannoni produttivi per sei mesi, restaurandoli e re industrializzandoli, costruimmo la palazzina direzionale ed il grande e spettacolare showroom e, soprattutto, demmo inizio alla progettazione ed alla produzione dei nuovi modelli dei quali uno in particolare è divenuto simbolo dell’attuale successo: la Quattroporte del 2003. A questa bella realtà si aggiunge oggi quella di gestire, come Ferrari, questo importante Museo di Modena che contribuisce a dare, al mondo intero, un messaggio inequivocabile della capacità italiana di creare, da sempre, automobili che  fanno  sognare>>.
La scelta delle vetture esposte è stata fatta dal curatore della mostra Adolfo Orsi secondo un criterio di sicuro interesse: <<Nella difficile scelta tra i tanti modelli, da corsa e stradali, che hanno scritto la lunga storia Maserati, ho cercato di immaginare quale sarebbe stato “il dream-garage” di ogni  appassionato, selezionando non solo il meglio della tecnica e dello stile, ma anche i più importanti e storicamente significativi esemplari di quel modello. Sono stato fortunato nel trovare una straordinaria disponibilità da parte degli appassionati collezionisti che hanno generosamente acconsentito a prestare le loro vetture, alcune delle quali provenienti da oltre oceano e difficilmente rivedibili in Europa. È dunque possibile affermare che Maserati 100 sarà la più importante selezione di vetture Maserati presentata fino ad oggi.  Comune denominatore delle vetture esposte è lo stile, uno stile inimitabile e profondamente Maserati>>.
Lorenzo Ramaciotti, oggi a capo del Centro Stile di FCA e di Maserati e ispiratore degli ultimi progetti Maserati, ha sottolineato l’originalità e la creatività del percorso stilistico della Casa del Tridente, evidente nei modelli esposti <<Lo stile per vetture esclusive come le Maserati è sempre stato, insieme a velocità e potenza, un motivo fondamentale di successo. La scelta di Maserati di impiegare gli stilisti italiani con grande libertà consente di leggere, attraverso i suoi modelli, una vera e propria antologia dei designer all'apice della loro creatività. Da Pininfarina a Touring, da Frua a Bertone, da Ghia a Giugiaro, da Vignale a Zagato tutti hanno contribuito con modelli memorabili al patrimonio estetico di Maserati. Oggi il Centro Stile di Maserati porta avanti con orgoglio e passione la tradizione del migliore Stile Italiano, consapevole della responsabilità che arriva da cento anni di storia gloriosa>>.
Rivivono nell’esposizione modenese le due anime dell’azienda: quella “sportiva”, che ha caratterizzato i primi anni di vita fino agli ultimi anni Cinquanta, e quella successiva, dedicata ai modelli stradali, che ne ha sancito la piena maturità come Casa automobilistica.
Tra i pezzi forte della mostra ci sono infatti automobili come la Tipo 26, la prima vettura a fregiarsi del marchio Maserati; e la V4 Sport Zagato, che stabilì il record mondiale di velocità nel 1929 con Baconin Borzacchini, ricarrozzata nel 1934 da Zagato e premiata nel recente Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Non poteva naturalmente mancare la Maserati 250 F vincitrice del Campionato del Mondo  di Formula Uno con Juan Manuel Fangio nel 1954 e nel 1957, anno in cui l’asso argentino trionfò dopo una rimonta furiosa nell’epico Gran Premio di Germania sul circuito del Nürburgring. Una formula uno leggendaria, che contribuì a costruire il mito della Casa del Tridente negli anni Cinquanta.
Stirling Moss, presente all’inaugurazione della Mostra, con questa monoposto ottenne alcuni dei suoi successi più importanti, basti pensare ai gran premi di Monaco e Italia nel 1956. Impossibile poi non menzionare la Tipo 60 “Birdcage,” anch’essa tra le macchine guidate da Moss. Questa celebre biposto sport a motore anteriore, geniale risposta italiana all’evoluzione dei telai da competizione, realizzata saldando decine di sottili tubi metallici per garantire rigidità e leggerezza, schierata in pista da diverse scuderie private, diede lustro a Maserati ottenendo numerose vittorie a partire dal 1959.
Passando alla produzione stradale, tra le vetture esposte c’è un modello che, per quanto in serie limitata e in maniera ancora artigianale, rappresenta la prima Maserati stradale: l’A6 1500 del 1947 carrozzata da Pinin Farina, realizzata partendo da un motore da competizione. Si trattò di un primo tentativo, una sorta di prova generale, che anticipava il futuro della Casa modenese. Facendo un salto temporale in avanti, troviamo esposta la 3500 GT del 1957: la prima vettura granturismo. La capostipite che negli anni a venire darà il là alla produzione di altri importanti modelli coupé e spyder Maserati, destinati a lasciare il segno nella storia dell’automobile. E poi c’è la prima serie della “berlina più veloce al mondo,” la Quattroporte del 1965 appartenuta a Marcello Mastroianni.
Antonio Ghini, direttore del Museo che porta il nome di Enzo Ferrari, sottolinea come <<la presenza della mostra sui 100 anni della Maserati nel Museo dedicato ad Enzo Ferrari non deve sorprendere. Se Maserati non fosse esistita, infatti, a Ferrari sarebbe mancato quel prezioso stimolo da rivalità di bandiera, che ha contribuito a fare delle automobili di Maranello un successo universalmente riconosciuto. La Maserati, infatti, esisteva  da quando Ferrari era pilota e, negli anni 30, era tenace rivale quando Ferrari, con la sua Scuderia, faceva gareggiare le Alfa Romeo. Il talento ingegneristico dei fratelli bolognesi che avevano scelto il Tridente come simbolo per le loro automobili da corsa, era ben noto a Ferrari. Fu però il trasferimento della casa bolognese a Modena, dopo l’acquisto da parte della famiglia Orsi, la scintilla della futura rivalità. Futura perché, mentre la Maserati nel 1939 e 1940 vinceva la più celebre corsa al mondo, la 500 Miglia di Indianapolis, Ferrari stava ancora costruendo la sua prima auto, quella 815 che non portò neppure il suo nome. Fu nel dopoguerra che Tridente e Cavallino incrociarono le armi, e spesso anche  i piloti con Fangio che fu campione del mondo di Formula 1 sia col Cavallino che col Tridente. Rivalità che proseguì sulla strada con le magnifiche Granturismo progettate e costruite a pochi chilometri di distanza: a Modena e a Maranello. Questa esaltante sfida che faceva di Modena e dell’Italia il riferimento mondiale dell’automobilismo sportivo, si interruppe negli anni 60: mentre la Ferrari rimaneva nelle solide mani del suo fondatore che otteneva anche l’appoggio del potente Gruppo Fiat, la Maserati conosceva una serie di passaggi di proprietà che segnarono l’abbandono delle corse e un diverso posizionamento di mercato. Il “Rinascimento” del prezioso marchio del Tridente è avvenuto negli anni Novanta del ‘900 con l’acquisizione di Maserati nel Gruppo Fiat e la gestione del suo rilancio, affidata proprio a quella Ferrari un tempo rivale. Il lancio della Quattroporte, nel 2003, ha segnato il nuovo take off di questo straordinario marchio che oggi celebra i propri 100 anni, presentando in questa mostra unica nella sua storia, alcuni degli esempi più importanti e significativi del proprio lavoro>>.
Presente all’inaugurazione, Carlo Maserati, figlio di Ettore, che nel 1914 era al fianco di Alfieri, ha affermato: <<Sono trascorsi 100 anni da quando fu costituita dallo zio Alfieri la Società anonima Officine Alfieri Maserati e ne sono trascorsi 116 da quando nel 1898 il primogenito Carlo, allora diciassettenne, realizzò la motocicletta dotata di un motore da lui ideato e costruito in ambito familiare; un evento che appassionò i fratelli e li indusse a seguirne l’esempio. Sono noti i risultati tecnici e sportivi da loro conseguiti sia con il marchio del Tridente che con quello della Osca in quasi 70 anni consecutivi di attività. Una longevità dovuta a una perfetta intesa familiare e a capacità tecniche tali da rendere possibile la realizzazione di una vettura da competizione in soli sei mesi di lavoro. Nel ricordo di mio padre Ettore e degli altri zii Bindo, Ernesto e Mario, un grato riconoscimento va a tutti coloro che hanno consentito la continuità del Tridente e la certezza di nuovi traguardi>>.
Alfieri Maserati,figlio di Ernesto, ha ricordato che <<sorta come Officine Alfieri Maserati nel 1914 questa impresa, nata dall’intraprendenza e dal genio del suo fondatore, mio zio Alfieri, continuò dopo la sua precoce morte nel marzo 1932, grazie alla tenacia e agli estremi sacrifici personali dei suoi fratelli. Non posso non accennare anche alla straordinaria creatività progettuale e tecnica del più giovane tra loro, Ernesto Maserati, mio padre. All’epoca nacque  una serie di auto da corsa formidabili, sia Grand Prix che “Voiturettes”, oltre a vetture da record che arrivarono a detenere contemporaneamente fino a 13 primati internazionali di velocità. Dopo che i fratelli Maserati lasciarono l’azienda nel 1947, altri seppero continuare con successo. L’acquisizione da parte del Gruppo Fiat ha portato la Maserati a ricoprire una posizione di primissimo piano con un crescente sviluppo qualitativo e quantitativo. Il Centenario ricorre felicemente in questo periodo e lo sforzo, l’impegno e l’entusiasmo di tutti coloro che vi lavorano, cento anni dopo la sua fondazione, sono per me fonte di grande ammirazione. E’ rimasto lo spirito di coloro che l’avevano fondata>>.  
Alla proprietà dei fratelli Maserati, segue quella di Adolfo e Omer Orsi. Adolfo Orsi jr. porta lo stesso nome del nonno, e per lui il Centenario ha un sapore particolare:  <<Delle tante migliaia d’imprese automobilistiche che sono nate nei primi due decenni del secolo scorso, solo poche sono ancora attive oggi e ancora meno sono quelle che possono vantare un prestigio e una tradizione pari a quelli che contraddistinguono la Casa del Tridente. I fratelli Maserati sono stati coloro che con la loro passione per i motori hanno iniziato questa leggenda a Bologna: le premature scomparse di Carlo e del fondatore Alfieri non hanno fermato Bindo, Ernesto ed Ettore che lottarono come leoni per proseguirne l’attività, sorretti da una dedizione “monastica” e dalla perenne ricerca dell’innovazione tecnica. Nel 1937 il bastone di questa staffetta passa a mio nonno Adolfo che, nel 1939/1940, trasferisce la fabbrica a Modena. La Maserati cambia pelle: pur continuando a vincere sui circuiti di mezzo mondo, si trasforma in uno dei più prestigiosi Marchi nel settore delle vetture granturismo. Regnanti, grandi imprenditori, personaggi dello spettacolo e dello sport vengono per ritirare la loro Maserati. Dopo un periodo di alterne fortune, la Fiat ha rivitalizzato la Maserati con una gamma attraente e ha programmi di ulteriore sviluppo per gli anni a venire. La mostra Maserati 100 ha luogo, non a caso, a Modena, dove la Maserati opera da ben settantacinque anni e generazioni di modenesi vi hanno dedicato le loro energie e creatività. All’alone di leggenda hanno contribuito sì piloti e tecnici leggendari, ma anche tanti impiegati e meccanici, orgogliosi di dedicarvi la propria attività quotidiana. Il nonno e il papà sarebbero felici nel vedere che la loro tanto amata Maserati esiste ancora e ha raggiunto un traguardo che poche altre Case hanno tagliato>>.

SHARE
Cenzo Baj
Nasce sulla carta stampata e si deve adattare alle nuove forme di comunicazione. Tutto, tranne i social network.