Roma – Compleanno storico per Jaguar che compie settantacinque anni e li celebra con l’inizio della commercializzazione della innovativa XJ, che racchiude in sé tutte quelle virtù che ne fanno un’autentica Jaguar.
<<Nel 2010 – ha dichiarato Mike O’Driscoll, amministratore delegato di Jaguar Cars – celebriamo il nostro passato, e 75 anni di vetture progettate e realizzate che sottolineano l’arte di fare automobili. Inoltre, celebriamo un grande futuro scandito dall’introduzione sul mercato della nuova XJ. In appena tre anni abbiamo completamente rivitalizzato la gamma Jaguar con il lancio di tre vetture splendide e veloci>>. Pochi anni fa, Jaguar decise di dare una nuova immagine al marchio e di rinnovare la gamma delle sue vetture. Un processo iniziato nel 2008 con l’introduzione della nuova XF, una quattro porte-cinque posti con l’aspetto di una coupè e l’anima di una vettura sportiva. Nel 2009 Jaguar ha introdotto nuove motorizzazioni sulla XK Coupè e Convertibile, creando una delle più grandi vetture granturismo del mondo.
La storia di Jaguar ha inizio nel 1922 quando Sir William Lyons fondò la Swallow Sidecars creando sidecars ed automobili con il marchio “SS” negli anni ’20 e nei primi anni ’30. Quando giunse il momento di lanciare la nuova SS 100 nel 1935, Sir William volle un nome nuovo ed evocativo per la sua azienda dato che l’acronimo SS era divenuto, al termine della Seconda Guerra Mondiale, funesto.
Dopo essersi rivolto alla sua agenzia pubblicitaria, Sir William scelse “Jaguar”, e la SS 100 divenne la prima vettura Jaguar della storia. Il nome Jaguar era una scelta ideale, rappresentava la grazia e l’eleganza felina, la potenza e l’agilità che metteva le sue vetture ad una certa distanza dalle altre.
L’utilizzo commerciale del marchio Jaguar avvenne nel 1945. I primi modelli a debuttare (1945) furono le Mark IV con motori a 4 (di 1,5 litri) o 6 cilindri (di 2,5 e 3,5 litri). Queste vetture, benché il nome commerciale dell’epoca fosse semplicemente Saloon (berlina), sono conosciute come Mark IV. Nel 1947 arrivarono anche le versioni spyder (solo delle 6 cilindri) denominate Drophead. Il restyling delle Mark IV portò alla nascita (1948) delle Mark V. Tuttavia, indirizzata dalla politica economica del Governo inglese che favoriva l’approvvigionamento di acciaio e alluminio a prezzi di favore alle industrie che esportavano prodotti finiti nei paesi a moneta forte (soprattutto gli Stati Uniti), la Casa di Coventry pensò ad un modello da vendere massicciamente anche negli Usa: la leggendaria Serie XK del 1948.
Mentre proseguiva la successione delle grandi berline (dalla Mark VII del 1950 alla Mark IX del 1961), la Jaguar profuse grande impegno nell’attività sportiva, partecipando soprattutto alla 24 Ore di Le Mans. A metà degli anni ’50, tuttavia, la Casa di Coventry si stava evolvendo da realtà semi-artigianale a industria. Questo passaggio fu favorito dal successo di modelli come la Mark I (1955), la E-Type (1960), la Mark X (1961) e la S-Type (1963). A suggellare la crescita contribuirono anche le acquisizioni della Daimler (1960) e della Coventry Climax. Dal quel momento iniziò anche il trasferimento di una parte via via più consistente della produzione da Sawllow Road a Browns Lane (sempre a Coventry), negli ex-stabilimenti Daimler.
La Casa di Coventry, tuttavia, aveva già toccato l’apice e a metà anni sessanta era in fase discendente. A parte la E-Type infatti tutti i modelli erano abbastanza obsoleti, molti ingegneri “storici” (come Heynes) stavano andando in pensione e Lyons era preoccupato per la sua successione (il figlio era morto nel 1955 in un incidente stradale). La soluzione migliore parve a Lyons (classe 1901) quella di cedere, nel 1966, la proprietà Jaguar alla British Motor Corporation, pur rimanendone alla guida.
Nonostante le endemiche difficoltà della BMC, che nel 1968 si fuse con la Leyland, originando la British Leyland (colosso votato all’autodistruzione, puntualmente avvenuta), in questi anni nacquero gli ultimi capolavori di Lyons: la berlina XJ (1968) ed il motore V12 (1971). Pur con tutta una serie di problemi legati all’appartenenza alla British Leyland (peggioramento della qualità costruttiva e delle finiture, problemi di affidabilità anche gravi) entrambe le “invenzioni” di Lyons furono accolte con favore.
Quando, nel 1972, il mitico fondatore Lyons lasciò Browns Lane (diventata nel frattempo sede centrale dell’azienda), ritirandosi a vita privata, sul trono del giaguaro s’insediò Goeffrey Robinson. Sotto la sua gestione nacquero i modelli che cambiarono lo stile automobilistico dell’epoca con il prestigioso marchio Jaguar: la XJ Series e soprattutto la controversa sportiva XJS.
L’ultimo prodotto realizzato sotto la British Leyland fu la serie XJ40 della berlina XJ (1986). Sviluppata, tra mille difficoltà (scioperi, contestazioni sindacali, problemi di affidabilità, crisi finanziaria del Gruppo) a partire dalla seconda metà degli anni settanta, la XJ40 rispecchiò il clima in cui era nata: il vano motore, per scongiurare l’installazione del V8 Rover era stato progettato dai tecnici “ribelli” in modo da non poter ospitare motori con architettura a V. Questo spiega perché la versione V12 conservò la vecchia carrozzeria della Series 3 fino al 1992.
Con lo smembramento del Gruppo British Leyland (nazionalizzato negli anni ’70), la proprietà della Jaguar venne ceduta alla Ford nel 1990.
Gli anni della Ford sono stati travagliati, almeno sotto il profilo dell’indirizzo strategico. Il temporaneo ritorno del motore V12 (1992-1998), il lancio della sportiva XK8 (1996) e le varie riedizioni della XJ, non hanno portato ad una collocazione univoca del marchio. L’opportunità di sfruttare il prestigio del giaguaro per far concorrenza diretta a BMW e Audi, ha indotto i vertici Ford ad ampliare la gamma verso il basso con l’introduzione di modelli come la S-Type e, soprattutto, la X-Type.
La derivazione poco nobile della X-Type (pianale della Ford Mondeo e meno del 20% dei componenti in comune), la presenza della trazione anteriore (accanto a quella integrale), del motore turbodiesel e della carrozzeria station wagon, non hanno giovato molto alle vendite. Il 28 agosto 2007 viene svelata al pubblico la nuova XF, un’autovettura prodotta dalla Jaguar a partire dal 2008 e commercializzata dal febbraio dello stesso anno, che rompe con i classici canoni del giaguaro. La tendenza per il futuro sembra essere quella di un ritorno del nobile marchio ad un settore di prestigio.
Il 26 marzo 2008 le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia della sua vendita alla Tata Group unitamente a quello della Land Rover. Sir William una volta disse che un’automobile “era l’oggetto che possiamo creare più vicino a qualcosa che fosse vivo”, un sentimento che ha resistito alla prova del tempo. Nel corso dell’anno, Jaguar festeggerà il suo 75.mo anniversario in alcune delle più affascinanti manifestazioni automobilistiche del mondo: al Festival della Velocità di Goodwood, nel Regno Unito; il Concorso d’Eleganza a Pebble Beach, negli Stati Uniti, ed alla Mille Miglia, in Italia. Jaguar, inoltre, tornerà alle competizioni sportive con la sua nuova Jaguar RSR XKR GT2 e gareggerà nelle American Le Mans Series (ALMS) e tornerà, a distanza di venti anni dalla sua ultima delle sette vittorie, a gareggiare alla 24 Ore di Le Mans. (ore 11:00)