Sessanta anni fa, nella primavera del 1950, nasceva la “Sociedad Española de Automóviles de Turismo” – Seat. La data ufficiale della sua fondazione è il 9 maggio, che vede alla firma dell’accordo l’ente pubblico INI (Instituto Nacional de Industria, con il 51% del capitale azionario, pari a 600 milioni di pesetas di allora, corrispondenti a 3,6 milioni di euro attuali), sette grandi banche spagnole (42%) e la casa automobilistica italiana Fiat (7%), che mette a disposizione la propria competenza tecnica e la licenza di fabbricazione dei suoi modelli. La produzione inizia nel maggio 1953 e il 13 novembre esce la prima automobile con marchio Seat: la 1400 A, una berlina a trazione posteriore con motore anteriore, 4 cilindri e 44 CV di potenza.
All’inizio degli anni ‘60 la Spagna attraversa un periodo di crescita economica, segnato dal parziale abbandono dell’attività agricola a favore di nuovi settori come il turismo e i servizi. Seat è una delle protagoniste indiscusse dell’industria automobilistica spagnola. Nel 1971 l’azienda si afferma come maggiore realtà industriale del Paese e nel 1974, con ricavi che rasentano il milione di dollari, occupa l’ottavo posto tra le case automobilistiche europee. L’incredibile crescita economica dell’ultimo periodo dell’era franchista è evidenziata dal fatto che, a metà degli anni Settanta, non meno del 48% delle famiglie possiede un’automobile mentre dieci anni prima la percentuale era del 27%. Il numero di vetture sulle strade spagnole continua ad aumentare. Agli inizi degli anni Settanta ne circolano quasi 2,4 milioni, metà delle quali a marchio Seat. A vent’anni dalla sua fondazione, Seat si afferma come principale industria del Paese.
Nonostante il prestigio dei propri prodotti, la Seat affronta gli anni Ottanta con cautela. La quota di mercato è diminuita del 26%, il personale è stato ridotto e le perdite accumulate superano i 23.655 milioni di pesetas nel 1982. Le difficoltà finanziarie in cui versa l’Azienda, costringono la Fiat a non proseguire nella seconda fase di aumento del capitale. Viene infine raggiunto un accordo secondo il quale la Fiat cede la propria quota per il prezzo simbolico di una peseta e si impegna ad acquistare 400.000 veicoli prodotti in Spagna nei successivi cinque anni e a venderli attraverso la propria rete con il marchio Fiat. Allo stesso tempo, la Seat può esportare i propri modelli prodotti al di fuori del contratto di licenza con la Casa italiana. Fu allora che il presidente dalla Volkswagen, Carl H. Hahn, riuscì a convincere il Primo Ministro socialista, Felipe González, a permettere la privatizzazione della Seat. Il Gruppo di Wolfsburg acquisisce inizialmente una quota del 51% il 18 giugno 1986 che, poco prima del Natale dello stesso anno, passa al 75%.
Da allora ad oggi Seat ha vissuto all’interno del Gruppo Volkswagen con un proprio impianto di gamma e una propria filosofia, stilistica e di mercato. (ore 17:00)