Stoccolma – “Una nuova Volvo familiare. Una SW esclusiva, progettata per soddisfare le esigenze dei clienti europei, arriva sul mercato svedese. Sarà presentata per la prima volta al Salone dell’Auto di Stoccolma. Si tratta dell’attesissima Amazon familiare di Volvo”.
La citazione è tratta da un comunicato stampa pubblicato il 15 febbraio 1962 e rilasciato da AB Volvo. Due giorni dopo, il 17 febbraio, aprì i battenti il Salone dell’Auto di Stoccolma. Con la nuova automobile, Volvo riuscì a trasformare il suo “cavallo da tiro” in una tigre da salotto: una comoda ed elegante berlina a cinque  porte con spazio di carico supplementare e numerose e pratiche dotazioni in più. Parallelamente alla nuova vettura, Volvo continuò per altri sette anni a vendere la popolarissima Duett, offrendo così una scelta più ampia ai clienti Volvo con esigenze di trasporto superiori alla media.
La più moderna Amazon rendeva la vita più semplice alle famiglie con bambini, consentiva ai rappresentanti di viaggiare con stile e agli artigiani di avere un accesso più facile al bagagliaio attraverso le porte posteriori e al portellone sdoppiato.
“La nuova familiare è un nuovo modello Volvo per il quale è stato utilizzato il maggior numero possibile di componenti della Amazon precedente. Il risultato è una berlina veloce e spaziosa con un’eccellente capacità di carico. Quattro portiere e un portellone sdoppiato esaltano il carattere positivo della vettura, e lo stesso vale per la sua linea, la qualità, il comportamento su strada e l’economia dei consumi complessiva. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un’auto per famiglie spaziosa, adatta a lunghi viaggi e al tempo libero – un’automobile funzionale che possa essere utilizzata anche per scopi professionali. Il suo nome è Volvo 221 Amazon”.
Questa descrizione, ad eccezione del portellone, è perfetta anche per una vettura Volvo della linea ‘V’ del 2012. Il prezzo della nuova auto al lancio era di 14.475 Sek + Iva per la versione da 75 cv, circa 1.000 Sek in più rispetto alla versione berlina corrispondente. 160.000 Sek in base al valore monetario attuale.
Il comfort come caratteristica fondamentale
In perfetto stile Volvo, veniva anche sottolineato il fatto che l’abitacolo potesse trasformarsi in una “zona notte”. Ma l’aggettivo che veniva inserito prima della parola “vano bagagli” era confortevole, poiché la Amazon era la prima SW di Volvo basata sulla struttura di una berlina invece che un furgoncino con un pianale separato come la Duett.Il team di Volvo aveva lavorato con intelligenza e nel rispetto dell’efficienza dei costi. Le linee raffinate della versione berlina della Amazon erano state mantenute e riproposte in maniera elegante e funzionale nella versione familiare. La spaziosa sezione posteriore della carrozzeria era stata realizzata senza alterare i volumi esterni, in particolare grazie a Jan Wilsgaard, il designer che aveva progettato la Amazon originariamente. A metà della linea del tetto, all’altezza del montante B, era stato collocato un elemento di rinforzo per mantenere la rigidità. Le sezioni superiori delle portiere posteriori erano diritte e seguivano la linea del tetto,  solo i finestrini erano stati ridisegnati. Le stesse portiere erano identiche a quelle della versione a quattro porte. La sezione posteriore della carrozzeria era sostenuta da un telaio ausiliario a sezione scatolare e la sospensione posteriore era stata modificata e abbassata in modo tale da abbassare il più possibile il piano di carico del bagagliaio.
Soluzioni intelligenti
Il portellone era diviso in due orizzontalmente. Nella sezione inferiore, il porta-targa era montato su cardini che gli consentivano di scendere verso il basso e di rendere visibile la targa quando la parte inferiore per portellone era aperta. In questa posizione, il portellone era sostenuto dalla parte superiore, piatta e rivestita in gomma, delle staffe del paraurti, che servivano inoltre come predellini su cui appoggiare i piedi per arrivare al portabagagli sul tetto, un accessorio allora molto popolare, o per prendere qualcosa all’interno dell’auto quando la sezione inferiore del portellone era chiusa. Una soluzione funzionale e intelligente. Il bagagliaio era lungo 183 cm e largo 126 cm con il divano posteriore abbattuto. La capacità di carico arrivava a 490 kg, soltanto dieci chili in meno rispetto alla Duett. Le caratteristiche prestazionali e di trazione e il comportamento su strada erano uguali a quelle della versione berlina e che la carrozzeria della familiare fosse efficiente da un punto di vista aerodinamico era dimostrato dal fatto che l’auto faceva oltre 140 km/h con un motore da 75 cv a carburatore singolo e un peso di 1250 kg.
La tonalità verde Green Mist – con rivestimenti in vinile abbinato a tessuto marrone – fu disponibile solo durante il primo anno di commercializzazione e in circolazione si vedevano prevalentemente modelli con carrozzeria bianca, beige o blu. Per esprimere la sportività dell’auto si ricorse successivamente alla lettera Sapposta sulle vetture con motore a doppio carburatore.
Come le altre Amazon, la station wagon mantenne praticamente invariata la propria linea nel corso degli anni, ad eccezione di piccole modifiche degli allestimenti, sebbene abbia beneficiato di tutte le evoluzioni tecniche introdotte da Volvo. Nel 1964, i freni a tamburo delle ruote anteriori vennero sostituiti con freni a disco servoassistiti e vennero apportate notevoli migliorie alle sedute. Il 1968 vide l’introduzione di un piantone dello sterzo collassabile e di un incremento della potenza del motore – fino a 115 cv , nella versione più potente. Venne inoltre introdotto il primo sistema di controllo delle emissioni allo scarico sulle vetture destinate al mercato statunitense.
Nel 1969, il motore B20 venne sostituito dall’affidabile e famoso B180 e nel corso dello stesso anno il modello uscì di produzione dopo aver di poco superato le 73.000 unità. Quello stesso anno venne sospesa anche la produzione della Duett, ma i clienti Volvo che volevano e avevano bisogno di spazio non sarebbero rimasti scontenti. L’anno prima era infatti stata introdotta la Volvo 145, che veniva proposta in due versioni. Si trattava di un ulteriore passo avanti: più moderna, più confortevole e ancora più sicura.
La Amazon familiare fu un’automobile che destò interesse in tutte le fasce sociali. A differenza di molte altre auto allora sul mercato, non rivelava infatti nulla dello status o del prestigio sociale del suo possessore, soltanto che si trattava di una persona molto assennata e pratica quando si trattava di scegliere un’automobile. La Amazon era dunque già un’auto che delineava uno stile di vita, anni prima che questo concetto venisse formulato dagli analisti del mercato e dagli esperti di tendenze demografiche nel settore.
Oggi un’auto per collezionisti
Purtroppo è impossibile trovare oggi Amazon familiari del primo anno di produzione, l’anno della tinta Mist Green, in condizioni perfette, ma di fatto diversi esemplari con numeri di telaio molto bassi sono ‘sopravvissuti’ nonostante le station wagon avessero generalmente una ‘vita’ più dura e impegnativa rispetto alle berline. I modelli che si trovano più di frequente sono quelli prodotti fra il 1965 e il 1967, sebbene siano comunque poco comuni dato che ne vennero prodotti relativamente pochi. Gli esemplari in condizioni veramente buone vengono raramente venduti e hanno sempre un valore superiore a quello delle berline, ad eccezione della 123 GT. Al Museo Volvo è esposta l’ultima familiare prodotta, con numero di telaio 73220. E’ blu scuro ed uscì dalla fabbrica il 15 ottobre 1969.
Per maggiori informazioni, visitare il sito www.media.volvocars.com o contattare heritage@volvocars.com. (11:41)

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