Verona – Da un’idea nata per necessità economiche nel dopoguerra si è sviluppato un progetto che nel corso degli anni ha avuto sempre maggiore successo e che oggi, oltre a un risparmio per i clienti, assicura un enorme valore in termini di salvaguardia ambientale.
Da 65 anni, infatti, grazie al programma Ricambi Originali di Rotazione del Gruppo Volkswagen, i vecchi componenti recuperabili vengono rigenerati con lavorazioni industriali che ne ripristinano le caratteristiche di qualità e funzionalità. Ben 7,9 milioni di motori, 2,9 milioni di cambi e 78 milioni di altri componenti sono stati riportati nelle condizioni di affrontare un nuovo ciclo di vita e poi venduti.
L’attività è iniziata nel 1947 con il recupero dei motori del Maggiolino e attualmente sono circa 450 i collaboratori che lavorano alla rigenerazione dei ricambi nello stabilimento di Baunatal (Germania). Ogni anno vengono ricondizionati 48.000 motori (in 490 varianti), 60.000 testate (220 varianti) e 49.000 cambi (550 varianti). Grazie al progresso dei processi di lavorazione, oggi anche gli avanzati motori common rail e i cambi DSG a doppia frizione rientrano nel programma.
Per i clienti affidarsi ai Ricambi Originali di Rotazione significa avere grandi opportunità di risparmio: rispetto ai ricambi originali nuovi il costo è mediamente inferiore del 40%, a parità di qualità, funzionalità e garanzia (24 mesi).
Accanto a questi benefici, l’altro aspetto particolarmente positivo riguarda la sostenibilità ambientale del processo. Per esempio, ogni anno l’impiego di ricambi rigenerati permette di risparmiare circa 7.000 tonnellate di acciaio (quantità sufficiente per costruire un’altra torre Eiffel).

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