Assistenti vocali come Alexa, Siri e Google stanno già iniziando a prendere il “possesso” delle nostre auto, eliminando ogni distrazione per i conducenti e consentendo di concentrarsi di più sulla guida. Le funzioni di comando vocale, però, risultano ancora un po’ troppo limitate e complicate da gestire. Proprio per questo, Bosch prova a evolvere l’assistente vocale con “Casey”, un sistema che mette a disposizione un’assistente vocale in grado di capire il conducente proprio come farebbe un’altra persona e che permette di dire quello che si vuole nel modo che si preferisce.

L’assistente vocale Bosch, infatti, non risponde più ai rigidi comandi vocali, formulati con parole ben precise. Il sistema capisce già la struttura delle frasi naturali in oltre 30 lingue, compresi vari accenti e dialetti: non parla semplicemente inglese, ma anche le varianti britanniche, americane, neozelandesi e australiane. Non solo, dopo più di 10 anni di duro lavoro Bosch è riuscita a progettare un assistente vocale che pensa e impara.

Se, per esempio, il conducente vuole chiamare “Paolo”, il sistema, prima di rispondere, passa in rassegna i contatti in rubrica prendendo in considerazione il luogo in cui si trova, l’ora e la situazione. Se è mattina, probabilmente il conducente starà andando a lavoro e quindi Paolo potrebbe essere un collega d’ufficio. Dare importanza al contesto prima di offrire una risposta, è la prima fase dell’intelligenza artificiale.

Se non vi piace il nome del vostro assistente, è possibile scegliere qualsiasi altro nome e abbinarlo a una delle 44 voci femminili o a una delle 9 maschili disponibili. Infine, a differenza degli attuali assistenti vocali per iniziare un nuovo è sufficiente dire “Ehy Casey” senza dover premere alcun pulsante e attendere il classico “bip” per iniziare a parlare.