Due Ruote

Adesso l’omologazione è Euro 4. Tanti gli interventi tecnici per rendere ancora più divertente la guida delle super sportive.

MV Agusta continua nel percorso di sviluppo dei suoi modelli introducendo l’omologazione Euro 4 su tutta la gamma delle moto 3 cilindri. Il passaggio di omologazione è stata anche un’occasione per alcuni interventi tecnici, volti a rendere ancora più divertente la guida delle super sportive.

F3 675 ed F3 800 condividono molte novità di meccanica ed elettronica, oltre a interventi sulla ciclistica. In particolare, il motore tre cilindri sfrutta un nuovo punto di fissaggio al telaio, per aumentare la rigidità complessiva. Il dato più significativo è la conferma della potenza, pari a 128 cv per F3 675 e 144 cv per F3 800.

Il Mvics (Motor & Vehicle Integrated Control System) è presente ora in una versione aggiornata. La gestione motore è stata ampiamente rivista, migliorando l’efficacia del Ride By Wire. Le novità riguardano in particolare il rapporto tra rotazione del gas ed erogazione, che è stato reso più efficace e diretto.

La strategia e la mappatura della fase di avviamento sono state riviste per migliorarne l’affidabilità,
il controllo di trazione è stato completamente ridefinito nei parametri di funzionamento ed è stato ottimizzato anche il cambio elettronico EAS 2.0. La strumentazione, confermata nell’aspetto e nelle funzionalità, introduce la spia luminosa OBD dedicata alla diagnostica Euro 4.

Il Dragster 800 RR 2017, oltre a essere omologato Euro 4, si avvale di molti degli accorgimenti tecnici sviluppati su elettronica e motore della piattaforma tre cilindri MV Agusta. Nonostante la drastica riduzione delle emissioni sonore e di scarico, la potenza è confermata a 140 cv. Le innovazioni introdotte sulla gamma F3 sono condivise dalla Dragster, in particolare le nuove mappe motore (specifiche per il modello), il controllo di trazione (8 livelli) e la logica di funzionamento del cambio elettronico.

Per celebrare i 50 anni dalla nascita del primo modello c’è anche la versione Anniversario, disponibile in serie limitata a 750 unità.

La V7 è uno dei modelli più celebri di Moto Guzzi, dal 1967 – anno in cui iniziarono le vendite dei primi esemplari in Italia – il caposaldo della gamma. A cinquant’anni di distanza, arriva adesso sul mercato il terzo atto presentato a Eicma 2016: V7 III. Come per V7 II rispetto alla primogenita V7, anche per V7 III il rinnovamento è molto profondo, al punto da meritarsi la nuova numerazione.

Le tre già note versioni (Stone, Special e Racer) si affiancano all’inedita versione Anniversario nata per rendere omaggio ai cinquant’anni della V7. Si tratta di una serie numerata e limitata in soli 750 esemplari, caratterizzata da dettagli particolari e dedicati.

La potenza del motore è aumentata del 10%, ma la terza generazione della “settemezzo” di Mandello vuole continuare a essere la moto d’accesso al mondo Moto Guzzi, quindi facile da guidare e con dimensioni e peso contenuti. I volumi rimangono pressoché identici a quelli della precedente generazione e non cambia il serbatoio in metallo dalla capacità di 21 litri e dallo stile sempre ispirato a quello della V7 Sport del 1971.

Sono invece nuovi gli indicatori di direzione, gli specchietti più larghi di 40 mm e la strumentazione, di base con una unità a singolo quadrante circolare con cassa da 100 mm di diametro e nelle versioni Special, Racer e Anniversario con un secondo quadrante che contiene il contagiri. Il tachimetro è analogico, mentre tutte le altre informazioni sono racchiuse nel riquadro digitale: odometro, trip parziale e daily trip, consumo istantaneo e medio, orologio, temperatura, velocità media, livello del MGCT (Moto Guzzi Controllo Trazione), marcia inserita e cambiata.

CICLISTICA E MOTORE RINNOVATI

Moto Guzzi V7 III-69

Il telaio in acciaio mantiene lo schema a doppia culla scomponibile del precedente e la medesima distribuzione dei pesi (46% anteriore; 54% posteriore), ma la parte frontale è stata completamente rivista e rinforzata, introducendo anche una nuova geometria di sterzo. Nuova è la coppia di ammortizzatori Kayaba regolabili nel precarico molla. Cambia, seppur di poco, la posizione di guida, per via della sella più bassa (ora a 770 mm da terra) e per le nuove pedane in alluminio. Completa il rinnovamento ciclistico la pompa freno posteriore con serbatoio integrato.

Tante e significative modifiche al bicilindrico firmato Moto Guzzi permettono al nuovo twin 750 di rispettare la normativa antinquinamento Euro 4. La potenza massima è stata aumentata a 52 cv a 6.200 giri/min e la coppia massima si attesta a 60 Nm a 4.900 giri/min, ma è disponibile la versione depotenziata, in linea con le limitazioni della patente A2. Il cambio a sei rapporti introdotto sulla V7 II rimane invariato, ma beneficia di una differente rapportatura della prima e della sesta marcia, utili per sfruttare al meglio la potenza del motore.

MOTO GUZZI MEDIA PLATFORM

Moto Guzzi V7 III-72

Per la nuova gamma V7 III è disponibile come optional la piattaforma multimediale MG-MP. Grazie all’app dedicata, lo smartphone (iPhone o Android) si connette alla moto per visualizzare simultaneamente sullo schermo cinque parametri, scelti a piacere tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale o trip computer.

È possibile registrare i dati dei viaggi e rivederli direttamente sullo smartphone o sul computer in un secondo momento, analizzando il percorso effettuato e visualizzando punto per punto i parametri della moto. Inoltre, il sistema permette di ritrovare facilmente la V7 III quando viene parcheggiata, salvando automaticamente la posizione. L’MG-MP include anche la funzione “Grip Warning”, che replica le indicazioni sul funzionamento del controllo di trazione e avvisa in caso di eccessivo sfruttamento dell’aderenza disponibile.

Originalmente destinata ai mercati extra-europei, la versione 250 ha un carattere più docile rispetto alla sorella maggiore da 300 cc.

Dopo la versione da 300 cc, Beta lancia sul mercato la Xtrainer 250 cc, originalmente destinata ai mercati extra-europei e invece adesso disponibile anche in Italia, in versione Euro 4.

Pensata per chi cerca una enduro due tempi dal carattere docile, con valori di coppia e potenza leggermente inferiori alla sorella maggiore, la Xtrainer 250 si caratterizza per il Beta Progressive Valve, un’altezza della sella ridotta a 910 mm (contro i 930 della gamma RR), miscelatore automatico che elimina la necessità del premix olio-benzina e pneumatici soft per garantire miglior grip.

 

Adesso rispetta i limiti della nuova normativa antinquinamento. Il prezzo fissato a 10.990 euro. Le prime consegne ad agosto.

Suzuki Burgman 650 continua a restare un punto di riferimento nel segmento dei maxi scooter. Adesso il bicilindrico di Hamamatsu entra in listino a 10.990 euro (franco concessionario) con la versione omologata Euro 4 e arricchito da nuove finiture.

Dopo gli ultimi interventi di affinamento alla trasmissione che hanno portato a un calo dei consumi del 15%, il motore di Burgman 650 ottiene ora l’omologazione Euro 4. La potenza massima resta di 55 cv e a giocare un ruolo fondamentale nell’erogazione lineare di potenza ci pensa il cambio elettronico SECVT (Suzuki Electronically-controlled Continuously Variable Transmission), impostabile in due modalità automatiche: “Drive”, per una guida più parsimoniosa, e “Power”, per una guida più brillante.

suzuki burgman 650-9

La praticità resta uno dei punti di forza di Burgman 650. Il vano sottosella vanta infatti una capacità di 50 litri ed è in grado di accogliere due caschi integrali. Per gli oggetti più piccoli ci sono tre vani sul retro dello scudo, uno dei quali dotato di presa 12V per ricaricare lo smartphone o il navigatore. La sella si fa notare anche per le nuove cuciture bianche, mentre la seduta è riscaldabile (come pure le manopole) e lo schienale del pilota è regolabile longitudinalmente di 5 cm.

Un’altra novità di Burgmna 650 Euro 4 sono le leve al manubrio verniciate di nero, che impreziosiscono la strumentazione con tachimetro e contagiri analogici integrati da un display multifuzione. Sullo schermo LCD si possono visualizzare molte informazioni, tra cui il consumo, il livello del carburante, la temperatura esterna, l’orario, la modalità di guida selezionata o la marcia inserita per la modalità manuale.

Equipaggiato di serie anche con ABS, freno a mano e immobilizer, il nuovo Suzuki Burgman 650 Euro 4 è disponibile in tre colorazioni (Grigio Mat, Nero Mat e Bianco) e le prime consegne sono previste ad agosto.

Nuove caratteristiche tecniche e stilistiche per migliorare la funzionalità. In vendita da agosto al prezzo di 6.690 euro.

La nuova edizione dello sport scooter 400 cc di Yamaha, grazie alle caratteristiche tecniche e stilistiche derivate dalla formula MAX, si conferma uno dei più eleganti, versatili e funzionali. Disponibile in concessionaria da agosto a partire da 6.690 euro, ciò che rende X-MAX 400 un mezzo ancor più speciale è la sua anima sportiva combinata a un elevato livello di comfort.

Per una migliore funzionalità il modello 2018 è stato dotato di una serie di nuove caratteristiche tecniche e stilistiche. Il design si ispira a quello del fratello minore X-MAX 300, mentre il classico motivo a “boomerang” dei fianchetti ne esalta il carattere. Spinto da un potente motore da 400 cc omologato Euro 4, X-MAX 400 2018 eroga una coppia corposa di 36 Nm e una potenza massima di 24,5 kW.

La nuova doppia sella presenta uno schienalino dedicato per il guidatore – un vero e proprio supporto lombare – mentre i coprisella in due colori sottolineano l’attenzione ai dettagli. A garanzia della massima protezione aerodinamica c’è un parabrezza facilmente regolabile con gli appositi attrezzi. La strumentazione hi-tech è composta da due classici quadranti analogici per tachimetro e un display LCD che permette di visualizzare diversi tipi di informazioni, cui si aggiunge una presa a 12 V per caricare lo smartphone.

Yamaha X-MAX 400 2018-21

A rendere X-MAX 400 2018 ancora più pratico è il maggiore spazio di carico (il vano sottosella può ospitare due caschi integrali o una borsa di dimensioni A4 ed è equipaggiato con una luce interna) e l’accensione Smart Key (ovvero senza inserire la chiave nel quadro). Per offrire i livelli più elevati di sicurezza e controllo, invece, il nuovo modello dispone di ABS e di Traction Control System di serie.

Grazie a questo sistema elettronico, alla ruota posteriore viene impedito di perdere trazione su fondi bagnati o scivolosi: quando i sensori del sistema TCS rilevano uno slittamento della ruota posteriore viene infatti ridotta automaticamente la forza motrice. Il sistema frenante comprende un doppio freno a disco anteriore da 267 mm e un freno a disco posteriore da 267 mm.

Un’edizione speciale limitata che celebra il motore più vincente del mondiale SBK. Una stradale dotata di Superquadro da 209 cv e componenti racing della Panigale R.

Una moto speciale. Un tributo al motore che ha fatto la storia Ducati e ha scritto pagine indelebili della Superbike. La 1299 Panigale R Final Edition è una celebrazione dello storico motore Ducati “bicilindrico”, su questa moto declinato alla massima potenza.

Realizzata in serie numerata, è una moto stradale omologata Euro 4 con motore Superquadro che deriva da quello della 1299 Superleggera ed eroga 209 cv a 11.000 giri/minuto. Sviluppata da Ducati Corse, la struttura monoscocca del telaio integra l’airbox, contribuendo in maniera fondamentale a contenere il peso della moto, che è di soli 179 kg senza benzina.

Ducati 1299 Panigale R Final Edition-57

La ciclistica di questa nuova supersportiva Ducati è la stessa della Panigale R, caratterizzata da sospensioni meccaniche Öhlins e da un angolo del cannotto di sterzo di 24°. Sofisticato e leggero l’impianto di scarico completo Akrapovič, realizzato interamente in titanio, con doppio silenziatore alto e lo stesso layout della Panigale R che corre in Superbike.

L’elettronica sfrutta l’Inertial Measurement Unit Bosch ed è dotata di ABS Cornering, Ducati Wheelie Control EVO, Ducati Traction Control EVO e sistema Engine Brake Control. Sistemi abbinati a set up pre-impostati legati al Riding Mode selezionato (Race, Sport e Wet) ma che possono essere personalizzati a piacimento.

In vendita al prezzo di 39.900 euro (franco concessionario), la 1299 Panigale R Final Edition grazie ai contenuti tecnici di altissimo livello – e grazie anche all’inedita colorazione “tricolore” – è una di quelle Ducati destinata a diventare in breve tempo un oggetto di culto per gli appassionati.

Si chiama Thiverval, in omaggio a un piccolo circuito vicino a Parigi. È il risultato del lavoro del noto preparatore Fred Krugger.

Ducati ha affidato la propria Cruiser alle esperte mani del preparatore belga Fred Krugger. Il risultato? Thiverval, una power-Cruiser futuristica dalle finiture curate in ogni dettaglio che conferma l’enorme potenzialità di questa moto in termini di customizzazione e che deve il nome a un piccolo circuito vicino a Parigi.

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Fred Krugger, che ha vinto due edizioni dell’importante campionato per customizzatori AMD World Championship ed è uno dei più celebri preparatori al mondo, voleva realizzare una power Cruiser possente e originale, che mantenesse un forte legame con l’XDiavel. Il motore della XDiavel è stato quindi lasciato bene in vista, mentre è stato volutamente coperto il telaio a traliccio, con il preciso intento di rendere ancora più armoniche ed essenziali le linee.

Il faro originale è stato conservato, ma le sovrastrutture sono state completamente ricostruite, in particolare serbatoio e coda, con un’alternanza di finiture lucide, opache e cromate. La coda, che incorpora lo scarico e la sella, integra anche la luce posteriore, offrendo un gioiello di artigianalità che ha richiesto a Krugger molte giornate di lavoro.

La storica livrea America della Casa di Schiranna per la prima volta su un modello tre cilindri. I primi 50 esemplari destinati agli Stati Uniti.

Nel 1975 nasceva la MV Agusta S America 750, una moto con motore quattro cilindri da 787,7 cc e 75 cv. All’inizio degli anni Duemila il nome America torna in voga nella Casa di Schiranna con la Brutale America, anche questa volta quattro cilindri e con i colori degli Stati Uniti (blu, bianco e rosso). Un modello che diventa subito ricercatissimo tra gli appassionati MV, tanto che 2012 viene creata una nuova Brutale America.

Adesso la livrea America ritorna, e per la prima volta lo fa su un modello tre cilindri. La base è la Brutale 800 e il risultato una special edition numerata. I primi 50 esemplari saranno destinati al mercato statunitense (uno per ciascuno Stato) e la presentazione ufficiale avverrà durante la tappa della Superbike sul circuito californiano di Laguna Seca (7-9 luglio).

MV Agusta Brutale 800 America-2

Tante le caratteristiche della Brutale 800 America, a iniziare dal motivo a stelle sul serbatoio (già presente sulla 750 S del 1973) e una sella progettata appositamente per questo modello. Per il resto, la prima tre cilindri MV Agusta con livrea America è realizzata sulla base della Brutale 800 my 2017, di cui riconferma quindi tutte le caratteristiche tecniche. Sarà in vendita negli States, a partire da luglio, al prezzo di 14.998 dollari.

Presentate l’inedita versione “Mach 2.0” e la Full Throttle con una grafica rinnovata. Il Mach 2.0 realizzato dal noto designer californiano Roland Sands.

Scrambler Ducati ha presentato a Wheels and Waves due novità. Il celebre evento francese di Biarritz è stato scelto come palcoscenico per le anteprime mondiali di Scrambler Mach 2.0 e di una nuova grafica della Full Throttle.

Lo Scrambler Mach 2.0 è caratterizzato dal manubrio basso a sezione variabile in alluminio, sella dedicata Flat Track Pro, cover scarico e teste del motore nere e alette spazzolate di derivazione Café Racer. Realizzata dal noto designer californiano Roland Sands, si ispira al casco Bell Cross Idol della collezione abbigliamento Scrambler 2017, ricordando le atmosfere tipiche della West Coast Anni ‘70.

Il nome richiama una moto che fece la storia Ducati e del motociclismo negli Anni ’60: nel 1965 nasceva la Mach 1 250, un’icona di quel periodo, equipaggiata con lo stesso motore dello Scrambler 250 dell’epoca. L’unveil della Mach 2.0 è stato anticipato da questo video.

La versione più sportiva della gamma Scrambler,, invece, è stata svelata a Wheels and Waves nella sua rinnovata veste grafica, con un nuovo colore del serbatoio e parafango anteriore “Shining Black”, oltre alla nuova guancia che si distingue per la scacchiera nera disegnata su banda gialla.

Ducati Scrambler Full Throttle 01

Le fuoristradistiche RS 125, 300 e 500R, le supermotard SM 125R e 500R, la cafè racer Gran Milano, la Gran Turismo, la turistica Superdual con un'accezione on-off e la scrambler Silver Vase. Da qui parte la rinascita SWM.

Biandronno (VA) – Come un’araba fenice, SWM è rinata a nuova vita nel 2014 grazie ad una cordata, un Gruppo cinese chiamato Shineray. L’inventiva, il cuore però, quello è rimasto tutto italiano. Lombardo per la precisione, come lo era fin dalla nascita. Già, perché se parli di SWM non puoi che ritornare ai fasti dei gloriosi Anni ’70 e ‘80. Motori 2 tempi, Sachs e Rotax per essere precisi, con intorno telai e sovrastrutture di siffatta qualità. Il mondo era quello del fango, del fuoristrada, del motocross e del trial. Un’avventura bella quella di SWM, che ebbe il suo culmine nel 1981 con Burgat e il primo titolo nella regolarità affondata nel 1984 a causa di problemi finanziari.

Un lungo periodo di oblio durato trent’anni, poi il ritorno a nuova vita: Ampelio Macchi decide per la rinascita di SWM. È uomo passato per le fila di Aprilia, Husqvarna e Cagiva, sa cosa significa la passione per le due ruote. Si appoggia al Gruppo finanziario cinese Shineray per far ripartire il marchio, prendendo la sede ex Husqvarna a Biandronno. Ecco, è proprio da qui che ufficialmente riprende la storia di SWM, con un dispiegamento imponente di giornalisti e dealer per il lancio dei modelli in produzione.

Un’evoluzione dal mondo off-road verso quello più stradale ed eterogeneo della strada.

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In bella mostra, infatti, al netto delle fuoristradistiche RS 125, 300 e 500R e delle supermotard SM 125R e 500R, ecco anche la cafè racer Gran Milano, la Gran Turismo, la turistica Superdual con un’accezione on-off e la scrambler Silver Vase. Due a disposizione da provare in un giro tra le strade del varesino.

Già, ma quali scegliere? Puntiamo su due moto che, al giorno d’oggi, nella giusta collocazione, potrebbero ritagliarsi un loro spunto, un loro angolo di felicità, anche relazionandosi a quello che il mercato chiede. E allora, Silver Vase da un lato e Gran Milano dall’altro. Una cafè racer quest’ultima, tanto in voga in un ritorno a quel concetto romantico di “artigianato di serie” che ha ripreso piede nel settore delle due ruote. E poi, con quel nome, non si può fare a meno di metterla alla prova. Perché Milan l’è semper un gran Milan.

Silver Vase e Gran Milano sono due espressioni di una stessa medaglia: una più “spartana”, l’altra più “glamour”; una più “entry level”, l’altra più “accessoriata”. Per entrambe, prezzi tutto sommato concorrenziali: 5.990 euro per la Gran Milano (qui la nostra prova su strada), 5.490 euro per la Silver Vase (qui la nostra prova su strada). I prezzi fanno riferimento alla gamma Euro 4, disponibile dal bimestre giugno/luglio.

Il listino prezzi della gamma SWM 2017

DI FLAVIO ATZORI

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