Travel

Il viaggio ha ricalcato in larga parte il tragitto della “Crociera Gialla”, la famosa spedizione organizzata nel 1931 da Citroën per esplorare l’Estremo Oriente.

Dopo 40 giorni e 17.038 km si è conclusa l’Avventura Gialla della Citroen C4 Cactus. Partito lo scorso aprile dalla storica sede milanese di Citroen Italia di via Gattamelata, il viaggio ha attraversato nove Paesi (Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Kazakistan, Kirghizistan e Cina) per concludersi a Pechino.

L’Avventura ha ricalcato in larga parte il tragitto della “Crociera Gialla”, la famosa spedizione organizzata nel 1931 da Citroen per esplorare una parte dell’Asia e dell’Estremo Oriente, a quel tempo poco conosciuta se non addirittura sconosciuta agli occidentali. Le 15 tappe sono state percorse con una media di 500 km giornalieri, mentre la tratta più lunga di oltre 800 km è stata quella kazaka da Aktay a Mukur.

Avventura gialla Citroen-23

Ogni chilometro ha procurato una meravigliosa scoperta e i paesaggi più spettacolari si sono alternati alle emozioni derivate dagli incontri con persone di varie etnie, animali esotici e culture affascinanti. I trentini Franco e Massimo Gionco sono stati i protagonisti dell’Avventura Gialla insieme alle rispettive compagne. Reporter e fotografi, la loro ultima realizzazione editoriale è stata “Un Mondo da vivere”, un atlante di geografia vissuta, un libro dove l’avventura è protagonista assoluta.

Particolarmente interessante è stata la seconda parte del viaggio, che si è svolta nell’immenso territorio cinese: quasi 7.000 km percorsi in 15 giorni, dal lago di Karakul nell’estremo est del Paese fino alla tappa conclusiva di Pechino.

Otto giorni e 4.000 km alla scoperta di 7 siti patrimonio Unesco e delle più importanti zone vitivinicole della Francia.

Nato nel 1992, il Bmw Auto Club Italia è tra i primi club in Europa dedicato alla Casa bavarese. Un club che conta oltre 400 iscritti, aperto a chiunque abbia una Bmw (di qualsiasi anno e modello) e abbia voglia di andare sempre alla ricerca delle migliori esperienze di guida. Per festeggiare il 25° compleanno dalla fondazione, gli associati hanno affrontato un viaggio di 8 giorni percorrendo 4.000 km tra Francia e Inghilterra, visitando 7 siti Unesco e arrivando fino al Goodwood Festival of Speed, dove sono stati premiati dal Bmw Group Classics per i 25 anni di passione per il brand.

Un viaggio partito dalla sede Bmw di San Donato Milanese alla volta della Costa Azzurra.

Bmw Auto Club Italia-5

Dopo aver attraversato i paesaggi naturalistici della Camargue, fino a raggiungere i panorami di lavanda della Provenza, prima meta enoica è stata la visita allo Château Sainte Roseline, una splendida realtà produttiva del sud della Francia dalle antiche tradizioni e con contenuti storici unici: all’interno della tenuta è presente una cappella privata che dal 1326 contiene le spoglie di Santa Rosalina di Villeneuve.

La seconda giornata è partita da Orange, dove il gruppo di bmwisti ha visitato l’Arco di Trionfo e il famoso Teatro Romano risalente al I secolo d.C eletto nel 1981 patrimonio dell’umanità, nonché una delle migliori conservazioni al mondo per ciò che concerne l’architettura romana.
Seconda tappa della la cittadina fortificata di Carcassonne in Linguadoca, altro sito Unesco, caratterizzata da mura, torrioni e recinzioni mozzafiato.
In serata arrivo a Bordeaux, con visita alla nuovissima Cité du Vin, moderno museo sul vino e sulla produzione vitivinicola inaugurato quest’anno, dotato di un bar panoramico con vista sul fiume Garonna dov’è possibile trovare vini provenienti da ogni angolo del pianeta.

L’itinerario del terzo giorno è iniziato con la visita dello Château Cantenac-Brown nel Margaux, una tenuta mozzafiato d’altri tempi in una delle aree vitivinicole più famose e pregiate del mondo, ma il bellissimo viaggio per il 25° del Bmw Auto Club Italia ha portato i suoi partecipanti a visitare
luoghi unici come Mont Saint Michel e la sua baia, la regione dello champagne, la Borgogna, il mitico sito di Stonehenge e le bianche scogliere di Dover.

Il raduno prevede percorsi off-road e visite in emozionanti location attraversando il Parco Nazionale del Gran Sasso e antichi borghi medievali.

I partecipanti al raduno del Mitsubishi Club Italy che si svolgerà in Abruzzo, sabato 8 e domenica 9 luglio, passeranno due giorni tra borghi medievali e vallate panoramiche, percorsi off-road e location stupende, attraversando il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, terza riserva naturale protetta più grande d’Italia. Un raduno molto con tanti percorsi fuoristrada, anche per i più intrepidi, in cui si potranno visitare località mozzafiato, lasciandosi trasportare dalla bellezza dell’Abruzzo e gustando le specialità enogastronomiche locali.

Il percorso è stato organizzato grazie alla collaborazione con il Club Fuoristrada Maiella Adventure, per cercare i migliori luoghi e i più bei percorsi nelle provincie di Pescara e L’Aquila. Il raduno partirà giorno 8 e già nel pomeriggio i partecipanti partiranno per trascorrere un pomeriggio tra percorsi fuoristrada, facendo tappa nelle più belle location del territorio abruzzese e percorrendo all’incirca 120 km. Poi da Cugnoli, piccolo borgo medievale che si trova su una collina vicino al fiume Pescara, si arriverà a Pescosansonesco, situato su un colle panoramico e conosciuto per il Santuario del Beato Nunzio Sulprizio, per poi giungere a Bussi sul Tirino, dove si sosterà nel Ranch “Cavalcando la valle del Tirino”, parco turistico immerso nella natura.

I partecipanti poi arriveranno nella provincia aquilana attraversando Ofena, antica città oggi conosciuta per il microclima che permette la creazione di viticolture, come quelle legate alla produzione del Montepulciano d’Abruzzo. Attraversando Castel del Monte e Calascio, si giungerà a Santo Stefano di Sessanio, per la precisione nel bellissimo albergo Sextantio situato in un borgo medievale.

Il secondo giorno si visiterà Rocca di Calascio, la più alta fortificazione d’Abruzzo che si trova su un crinale a 1.460 metri, sin dagli Anni ‘80 set di film famosi come “Lady Hawke”, “Il nome della rosa” e la più recente serie della Rai “Padre Pio”. Si andrà poi a Barisciano e alle rovine romane di Peltuinum, dichiarate monumento nazionale grazie ai resti di un teatro dell’età augustea e a un tempio dedicato ad Apollo. Si proseguirà quindi verso Castel Camponeschi, arrivando a Bomiaco, frazione di Caporciano, lungo l’Altopiano di Navelli, conosciuto per il suo zafferano, fino a giungere a San Benedetto in Perillis, in cui si trova il Monastero di San Benedetto, una delle chiese più antiche della regione.

Si passerà dal borgo di Civitaretenga e poi da Capestrano, dove si trova il “guerriero”, scultura in pietra e marmo del VI secolo a.C. Infine, l’ultima tappa sarà Bussi sul Tirino, dove i partecipanti pranzeranno al ristorante “Il Salice”, in cui si riposeranno dopo aver percorso oltre 100 km.

In questa nuova stagione, sempre in onda su Rai1, l’equipaggio attraverserà nazioni politicamente instabili come Afganistan, Iran, Turchia, Balcani e Bielorussia.

Copyright ©Stefania Donati e Filippo Tenti - overland.org.

Overland, l’avventura televisiva su quattro ruote iniziata nel “lontano” 1995, torna alle origini. Ispirandosi ai primi viaggi del programma che, all’epoca, generarono clamore per la loro impossibilità, l’obbiettivo della nuova serie in onda su Rai 1 è molto arduo: partendo dall’Italia, attraverserà via terra nazioni politicamente instabili come Afganistan, Iran, Turchia, Balcani, Bielorussia e Ucraina dell’Est, percorrendo rotte molto pericolose.

©Stefania Donati - overland.org_08
©Stefania Donati – overland.org.

 

Speciale Overland 18: Le strade dell’Islam”, titolo della puntata speciale, percorrerà via terra il Centro Asia e il Medio Oriente, raccontando attraverso le immagini il presente tragico di questi territori molto rischiosi. La troupe verrà trasportata da quattro veicoli Volkswagen e partirà dell’Italia attraversando Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Afganistan, Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Albania, Montenegro, Croazia e Slovenia, ritornando poi al punto di partenza.

Un viaggio di oltre 30.000 km, incontrando molte popolazioni, vivendo le loro usanze, tradizioni e riti religiosi. Il team affronterà tutti gli ostacoli e le situazioni geopolitiche, trovandosi a che fare con scorte armate, attentati, insurrezioni, guerriglie e chiusure di frontiere. Ma avrà anche l’occasione di visitare paesaggi incontaminati. Il racconto televisivo sarà fatto da Beppe e Filippo Tenti, attraverso 9 puntate da 52 minuti ciascuna, in onda in seconda serata su Rai1 ogni mercoledì, dal 5 luglio al 30 agosto.

Dal mitico Pordoi allo storico Valparola, fino al Passo Rolle. Ecco cinque percorsi d'altura per un estate in montagna sulle due ruote.

Con l’arrivo dell’estate i passi di montagna tornano ad essere percorribili. Per la gioia dei motociclisti. Per stilare una classifica dei cinque passi delle Alpi da non perdere in moto, qualche spunto arriva da TruRiders, il portale specializzato nei viaggi su due ruote con una community che conta oltre 60.000 utenti.

Al primo posto c’è la Cima Coppi per eccellenza, il Passo Pordoi. In totale sono 12 km, con una pendenza che arriva fino al 15% e il panorama straordinario del Gruppo del Sella e della Marmolada a fare da contorno. Il Pordoi unisce Canazei e Arabba, celebri mete turistiche sia nel periodo invernale sia in quello estivo, ed è sicuramente adatto a un viaggio in moto perché si possono fare numerose escursioni, come quelle sui sentieri della Grande Guerra, o semplicemente prendere la Funivia del SassPordoi che sale fino a 2.950 metri regalando una vista mozzafiato a 360 gradi sulle vette delle Dolomiti.

Medaglia d’argento, sempre acclamato dai bikers e il più fotografato, è il Passo di Valparola, che molti chiamano ancora con il nome ladino originale Intrà i Sass, che permette di raggiungere la Val Badia e l’Agordino, e visitare celebri mete come Cortina d’Ampezzo. Il Werk Tre Sassi, antico forte costruito dal Regio Esercito sul finire dell’Ottocento, resta ancora oggi a imperitura memoria delle lotte per il controllo del Trentino-Veneto ed è un luogo amatissimo da quei motociclisti che, insieme ai panorami e alle curve, vogliono scoprire anche la storia dei luoghi.

pordoi

Al terzo posto, anche se in fatto di spettacolarità meriterebbe il primo, il San Boldo, ovvero la “Strada dei Cento Giorni” costruita a inizio Novecento per facilitare gli spostamenti degli agricoltori e completata dall’esercito austro-ungarico, che riuscì a scavare ben cinque gallerie nella dura pietra dolomitica in appena tre mesi.

Il Passo di Giau, universalmente riconosciuto come il “Passo cartolina delle Dolomiti”, si discosta di poco dal podio. Lo scenario che offre è davvero da memoria fotografica, con le vette del Nuvolau e dell’Averau oltre le quali li estendono le Pale di San Martino, la Marmolada, le Tofane e numerose altre montagne dell’arco alpino. Il Giau è sempre più amato dai motociclisti, che possono goderne la pendenza agevole e la lunghezza non eccessiva, fermandosi di volta in volta ad ammirare gli scorci panoramici che offre.

La Valle del Primiero e la Val di Fiemme sono tra le più belle destinazioni tra il Trentino Alto Adige e il Veneto, luoghi dove la natura dà il meglio di sé. Il Passo Rolle, quasi 2.000 metri, con una lunghezza di circa 23 km che percorrono la SS50 – la strada delle Pale di San Martino di Castrozza e del Cimon della Pala – è anch’esso molto apprezzato, in quinta posizione nella classifica di gradimento degli utenti di TrueRiders.

Seguenzo questo itinerario, non si può non passare anche per il Lago di Paneveggio, alimentato dal fiume Travigliolo, e concedere una pausa rilassante prima di risalire in sella e dare gas in direzione di Predazzo, il punto turistico più frequentato delle Valli d’Avisio.

valparola 2

Un viaggio da Parigi a Deauville, risalendo la riva della Senna e attraversando i luoghi che hanno ispirato le opere di Van Gogh, Renoir, Pissarro e Monet.

Dal cuore della “ville lumiere” alla piccola perla della Côte Fleurie. A unirle la “Strada degli Impressionisti”, così chiamata perché attraversa luoghi che hanno ispirato le opere di Van Gogh, Renoir, Pissarro e Monet. È questo il percorso intrapreso dalla Fiat 124 Spider, una spedizione a cui hanno preso parte 15 esemplari e con la serie speciale a tiratura limitata 124 Spider Europa a fare da apripista.

La colonna di Fiat 124 Spider è partita dal MotorVillage Rond-Point des Champs Elysées, nel cuore della capitale francese, sede di uno showroom dei marchi Fca e luogo d’incontro per mostre ed eventi all’insegna del gusto italiano in tutte le sue forme. Lasciata la metropoli francese la prima tappa è stata La Roche-Guyon, uno dei borghi più belli della Francia da cui svetta un castello medioevale, oggi un resort esclusivo, in prossimità della riserva naturale di Coteaux.

La spedizione continua quindi sulla famigerata “Strada degli Impressionisti”. Lungo il percorso spicca il comune di Giverny, dove si trovano il giardino e la casa di Claude Monet che nel 1976 è stata dichiarata monumento nazionale. Qui, il pittore impressionista trasse l’ispirazione per il famosi ciclo di circa 250 dipinti “Le Ninfee”.

170424_Fiat_124_Spider_sweeps_France_30

Il viaggio prosegue lungo la Senna a Les Andelys, per poi prendere l’autostrada per raggiungere Honfleur, rinomata cittadina della Normandia famosa per il suo pittoresco porticciolo, caratterizzato da case con frontali ricoperti di ardesia e immortalato da innumerevoli artisti tra cui Gustave Courbet, Eugène Boudin, Claude Monet e Johan Jongkind, capostipiti della Scuola di Honfleur, gruppo che contribuì alla crescita e al consolidamento del movimento impressionista.

Qui si trova la chiesa di Santa Caterina, il cui campanile è separato dall’edificio principale, la chiesa lignea più grande di tutto il territorio francese e il cui tetto ricorda lo scafo ribaltato di una nave, a memoria della vocazione marittima della zona.

Lasciata Honfleur la spedizione continua in direzione Deauville, la raffinata località balneare e mondana della Côte Fleurie, frequentata da nobili e intellettuali fin dalla seconda metà dell’Ottocento. Con le sue boutique esclusive, il casinò frequentato da celebrità e il Festival del cinema americano che ogni anno, ai primi di settembre, raccoglie appassionati da tutt’Europa, la raffinata località francese si trova nel dipartimento del Calvados, nella regione della Bassa Normandia, ed è rinomata anche per essere al centro delle vicende di “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust.

170424_Fiat_124_Spider_sweeps_France_45

Nella perla della Côte Fleurie, nel 1913, la celebre stilista Coco Chanel aprì un atelier tra il Gran Casinò e l’albergo più lussuoso del posto, l’Hotel Normandie, che ospitò personaggi famosi dell’epoca. Si narra che proprio a Deauville, ispirata dai marinai al lavoro, Chanel reinterpretò il loro abbigliamento realizzando dei maglioni col medesimo scollo. Sempre a Deauville, nel 1966, fu ambientato il film “Un uomo, una donna” di Claude Lelouch, vincitore della Palma d’oro alla 19esima edizione del Festival di Cannes e dell’Oscar come miglior film straniero.

Il viaggio della Fiat 124 Spider in Francia si conclude a poca distanza da Deauville, al castello di Breuil, uno degli esempi più belli del patrimonio architettonico dell’area. Dichiarato monumento d’interesse storico, si staglia al centro di un parco di alberi ultracentenari. Oggi è sede di una delle più rinomate distillerie di Calvados, un sidro di mele tipico della zona.

Il pronipote dell’esploratore Ernest Shackleton ha portato a termine l’impresa iniziata dal bisnonno più di 100 anni fa. Un’avventura di 30 giorni a bordo di una Hyundai Santa Fe 2.2 diesel con poche modifiche tecniche.

Patrick Bergel ha portato a termine la prima, spettacolare traversata dell’Antartide a bordo di un “normale” Suv (una Hyundai Santa Fe 2.2 diesel). Bergel ha completato la spedizione intrapresa oltre 100 anni fa dal suo bisnonno, l’esploratore britannico Sir Ernest Shackleton, in 30 giorni da Union Camp a McMurdo e ritorno.

La traversata è stata organizzata nel dicembre 2016, in occasione del centenario dell’eroica traversata trans-antartica originale, avvenuta tra il 1914 e il 1916. La spedizione di 30 giorni, resa possibile grazie al contributo di Hyundai, ha visto Patrick percorrere circa 5.800 km su superfici difficili e tracciati ghiacciati. Con l’aiuto di un team di professionisti a supporto, non solo ha affrontato lunghe distanze con temperature polari fino a -28°C ma ha anche tracciato nuovi percorsi su calotte di ghiaccio galleggianti, mai attraversate prima da semplici veicoli a quattro ruote.

“Non sono un esploratore polare – ha commentato Patrick Bergel – e di certo non ho lo spirito avventuriero del mio bisnonno. Questo viaggio è stato per me un’esperienza fenomenale! Sapere di trovarmi negli stessi luoghi che il mio bisnonno aveva cercato di raggiungere con ogni mezzo mi ha regalato una sensazione indimenticabile, nonostante la fatica del nostro viaggio non sia paragonabile alle avversità affrontate dall’equipaggio del mio bisnonno”.

Il viaggio, che ha visto il team partire da Union Glacier e attraversare l’Antartide fino a McMurdo, è stato accuratamente tracciato tramite segnali GPS. Nonostante molte aree di pericolo fossero state identificate prima della partenza, il percorso è stato comunque costellato di insidie, come spiega lo stesso Patrick: “ad un certo punto, trovandoci vicino ad un crepaccio, siamo stati obbligati a legare le vetture l’una all’altra, per essere pronti all’eventuale caduta di un mezzo. La tensione era alle stelle: l’abbiamo superato con la massima concentrazione”.

Hyundai ha lavorato a un modello solo leggermente modificato di Santa Fe, studiato appositamente per affrontare le difficili condizioni della superficie antartica: un viaggio di circa 5.800 km su terreno ghiacciato, con temperature fino a -28°C.

Le principali modifiche hanno riguardato gli pneumatici: per essere montati correttamente, il corpo della vettura è stato rialzato modificando la struttura delle sospensioni e dei sottotelai. Inoltre, sono stati adottati nuovi mozzi ruota con ingranaggi di riduzione per far fronte alle diverse forze e per permettere di sterzare più delicatamente, mantenendo invariata la velocità.

Altri piccoli interventi hanno riguardato l’aumento della capacità del serbatoio, la conversione della vettura per permetterle di viaggiare con carburante Jet A-1 (l’unico disponibile sul continente antartico) e l’installazione di un sistema di pre-riscaldamento interno per le basse temperature.

Dal Lago d'Orta alla Val Trebbia, dalle Gole del Furlo, nelle Marche, al Molise, una regione piena di itinerari e percorsi. Senza dimenticare la Sardegna con la sua Alghero-Bosa.

Per un appassionato delle due ruote Pasquetta è uno di quei giorni perfetti per saltare in sella alla moto e lasciarsi guidare dall’istinto. In Italia sono tanti i posti dov’è facile lasciarsi tentare. Questi sono ad esempio i percorsi suggeriti da Truriders, la più grande community italiana dedicata al travel su due ruote.

Al nord, un appuntamento “tradizionale” per i centauri è il Lago dOrta. Situato tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, sorge sulle propaggini del Mottarone, una delle vette delle Alpi Pennine dalla quale, dopo un imponente percorso stradale, si gode di una meravigliosa vista sulla Valsesia. Imperdibili poi il piccolo borgo di Orta San Giulio, con l’isola di San Giulio dove si trova l’Abbazia Mater Ecclesiae, e il borgo di Omegna, con il suo porticciolo naturale sul Cusio.

Più a sud altro must è la Val Trebbia, uno spazio naturale protetto che unisce Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia attraverso il letto del fiume Trebbia e le vallate appenniniche, attorno alle quali si erge l’antico borgo di Bobbio, il cui Ponte Gobbo (detto anche Ponte del Diavolo) è sicuramente uno dei luoghi dove maggiormente i motociclisti amano sostare per qualche giorno. Per i riders più fedeli, non può mancare una visita all’antica Abbazia fondata da San Colombano di Bobbio, il patrono dei motociclisti, in ricordo della sua vita perennemente in viaggio alla ricerca di persone, esperienze e della trasmissione del messaggio cristiano.

Nelle Marche il percorso che più ispira i motociclistica di primavera è quello delle Gole del Furlo, un itinerario di grande impatto scenografico e la cui strada, parte integrante della Via Flaminia, è affiancata dal fiume Candigliano. Il percorso letteralmente scavato nella pietra calcarea degli Appennini umbro-marchigiani si apre in scenari panoramici inimitabili, con le pareti rocciose ricoperte da una macchia sempreverde, mentre si affrontano le curve e i tunnel, tra i quali la celeberrima “galleria del Furlo, la cui costruzione risalirebbe addirittura all’epoca dell’imperatore Vespasiano intorno all’anno 76-77 d.C.

Nel Molise, una regione piccola ma dalla bellezza enorme, i motociclisti possono trovare un tripudio di itinerari e percorsi. Il suo territorio così vario, gli antichi borghi sulle vette appenniniche, il mare bagna Termoli, rendono il Molise una terra dove le tradizioni enogastronomiche sono fra le più antiche e gustose d’Italia: la meta ideale per un weekend di Pasqua e Pasquetta. Le destinazioni migliori? Agnone, dove scoprire l’antica produzione di campane, e Frosolone, la città dei coltelli, passando per Pietrabbondante e senza dimenticare l’Acropoli di Terravecchia.

Concludiamo i nostri consigli di viaggio in moto nella Sardegna occidentale. Per la precisione, sulla strada che unisce Alghero e Bosa, e che proprio tra queste due splendide località prende il nome. La Alghero-Bosa è un percorso che i motociclisti conoscono a menadito, perché attraversa zone la cui configurazione territoriale ha spinto a realizzare una strada ricca in tornanti e saliscendi, sempre con un privilegiato affaccio sulle limpide e cristalline acque del Mar di Sardegna. Un percorso di una cinquantina di chilometri in tutto, dove si respira ancora l’influenza catalana e dove, tra un piatto di pesce e un bicchiere di mirto, vi sentirete avvolti dal caldo e accogliente clima sardo.

Un concentrato di sabbia e dune nei deserti del sud, percorrendo le piste rese celebri dalla Dakar. Partenza il 12 maggio e rientro il 24 maggio, per 13 giorni di avventure attraverso 2.500 km totali.

Il fascino delle città imperiali, le maestose montagne dell’Atlas, le distese di sinuose dune e migliaia di villaggi che riportano indietro nel tempo. Uno viaggio intenso attraverso il Marocco e i suoi diversi aspetti sociali e culturali, percorrendo le piste rese celebri dalla Dakar. È il Merzouga Expedition del Mitsubishi Club Italy: 13 giorni (e 12 notti) percorrendo circa 2.500 km, dal 12 al 24 maggio. Ecco il programma.

Partenza da Savona in nave il 12 maggio e arrivo a Tangeri il 15 maggio. Dopo lo sbarco e il passaggio della dogana, prima tappa in direzione sud a Chefchaouen. Visita alla meravigliosa medina con le sue case dagli infissi blu, pranzo libero e dopo in macchina a percorrere alcune tortuose strade asfaltate sulle montagne del Medio Atlante per raggiungere Fes (360 km).

Il 16 maggio ci si dirige ancora verso sud, in uno straordinario paesaggio montano di laghi e cascate, dimora della tribù berbera “beni mguild” che vanta alcuni tra i migliori tessitori nomadi del Marocco. Si passerà quindi nelle Gole dello Ziz e il paesaggio comincerà a mostrare palmeti e dromedari, che segnalano come si stia arrivando a Erfoud (tappa da 410 km).

20170324114449

Dal 17 al 20 maggio 4 giornate dedicate a sabbia e dune. L’Erg Chebbi, detto anche di Merzouga dal nome del villaggio e avamposto militare sul confine meridionale, sono le dune più alte del Marocco. Rotta quindi verso Taouz, dove si prenderà la vecchia pista “interdetta” passando da Ouzina e Ramlia puntando verso sud-est.

Il 21 maggio, con partenza di buon’ora, si passerà Tinherir e Ouarzazate attraverso valli e villaggi fermi nel tempo, lungo la strada delle 1.000 kasbah, così denominata per i numerosi castelli di terra rossa che sbucano tra le palme. Si farà tappa ad Ait-Benhadou, cittadella fortificata tutelata dall’Unesco e set cinematografico di diversi film hollywoodiani. Il tour continua con una strada tutti tornanti fino al suggestivo passo Tizi N’Tichka, a 2.260 metri di altezza, considerata come una delle strade più belle al mondo. Arrivo quindi a Marrakech dopo 500 km, per una cena nelle indimenticabili bancarelle della piazza tra giocolieri, mangiatori di fuoco e incantatori di serpenti.

Il 22 maggio prevista una visita di Marrakech e dei suoi monumenti: la Moschea Koutoubia, le tombe Saadian costruite da Ahmed el Mansour sul sito di un vecchio cimitero riservato ai discendenti del Profeta, il Museo Dar Si Said che raccoglie una varietà di manufatti di diverso interesse in un Riad davvero particolare. Subito dopo pranzo si riparte in direzione Tangeri, concludendo via autostrada l’ultima tappa da 600 km, dove si riprenderà il traghetto per Genova con arrivo previsto il 24 maggio in serata inoltrata.

Tre giorni in sella alle Rosse di Borgo Panigale percorrendo le stesse strade dove vengono testate le moto Ducati. Alla guida dei tour l’ex-dakariano Beppe Gualini. Il soggiorno nel suggestivo Resort Borgo Condè circondato da 110 ettari di tenuta sui colli di Forlì.

Oltre 600 km alla scoperta della “terra dei motori”, sulle strade dove vengono testate e sviluppate le Rosse di Borgo Panigale. Curve e tornanti in sella a Multistrada 1200 S e Multistrada 950, SuperSport, Monster 1200 e Monster 797 per vivere tre giorni di pura passione desmodromica. Sono i Ducati Dream Tour 2017, previsti da maggio a settembre (agosto escluso), e le cui iscirizioni sono già aperte.

Alla guida durante i tour ci sarà Beppe Gualini, ex-dakariano e da anni collaboratore Ducati, che insieme al suo staff accompagnerà i partecipanti dei Ducati Dream Tour 2017, di cui realizza tutte le road-map pensate nei minimi dettagli per offrire un’esperienza divertente, coinvolgente e sicura. A rendere ancora più unica quest’esperienza c’è il soggiorno al Resort Borgo Condè, un relais immerso in 110 ettari di suggestiva tenuta sulle colline che circondano Forlì.

I Ducati Dream Tour 2017 prevedono un programma che inizia, il primo giorno, con la visita allo stabilimento Ducati di Borgo Panigale e al nuovo Museo della Casa motociclistica; dopodiché briefing tecnico e poi partenza per affrontare le varie tappe che si snoderanno per oltre 600 km di guida suddivisi in tre giorni: 180 km il primo giorno, 235 km il secondo e 225 km il terzo. Dodici il numero massimo di partecipanti previsti per ogni singola data: 22 – 24 maggio, 30 giugno – 2 luglio, 21 – 23 luglio, 1 – 3 settembre.

FOLLOW US

FOCUS ON

La nuova Subaru Impreza debutterà ufficialmente in Europa il prossimo 12 settembre al 67° Salone di Francoforte. Dal primo modello lanciato nel 1992 a...
Website Security Test