Motorsport

Dall’1 settembre via a un eccezionale palinsesto con oltre 25 eventi che metterà Motor Valley, Riviera di Rimini e Repubblica di San Marino al centro del mondo delle due ruote.

Manca poco all’undicesima edizione del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, ma nella Motor Valley italiana è già tutto pronto. Un evento diventato “prodotto turistico”, grazie a un cartellone di eventi collaterali (The Riders’ land Experience) sempre più interessante e ricco.

Dieci giorni memorabili con oltre 25 eventi. Già dall’1 settembre la Riviera di Rimini e la Repubblica di San Marino accenderanno i motori in vista della MotoGP a Misano (nel weekend 8-10 settembre), con un’offerta di eventi unica nel motomondiale e sempre più apprezzata dal circus.

Il risvolto è anche concreto, dato che ogni euro investito per organizzare e promuovere il Gran Premio genera 7,1 euro di indotto sul territorio (indagine Trademark-Sygma 2016), per una cifra che quest’anno si avvicinerà ai 65 milioni. Numeri che si sommano a una visibilità mediatica mondiale, in vista di una edizione 2017 che si annuncia in linea con quella dello scorso anno, quando ci fu il record di oltre 158.000 spettatori nel weekend, ottavo miglior risultato fra i 18 appuntamenti del motomondiale.

Nell’incredibile duello tra la Ducati e la Honda ha la meglio Dovizioso, che si candida sempre più per il titolo mondiale. Adesso è a -16 da Marquez (oggi 2°). Terzo Pedrosa davanti a un ottimo Lorenzo. Viñales 6°, Vale 7°.

Il duello tra Andrea Dovizioso e Marc Marquez incendia il Red Bull Ring. Pura adrenalina nella quale, alla fine, ha la meglio il romagnolo, che raggiunge la terza vittoria stagionale (come Marquez) e la seconda piazza iridata proprio alle spalle del talento di Cervera. Terzo Dani Pedrosa, che completa il podio dopo aver provato a dar fastidio ai primi due rimontando dalle retrovie. Domenica da dimenticare, invece, per le Yamaha ufficiali, che non tengono il ritmo dei rivali e chiudono al sesto e settimo posto, rispettivamente, di Maverick Viñales e Valentino Rossi.

L’epica battaglia tra DesmoDovi e Marquez pronta a entrare nella storia della MotoGP è solo l’epilogo di una gara iniziata con la partenza a cannone di Jorge Lorenzo (4°), bruciante in avvio ma presto costretto a fare i conti con Marquez, il quale a una quindicina di giri dalla fine infila entrambe le Ducati e prova a salutare la ciurma. Solo Dovizioso riesce a tenere il passo, mentre Viñales e Rossi scivolano in sesta e settima posizione, dietro alla Tech 3 di Johan Zarco, e Pedrosa prova a mettersi alle spalle della coppia di testa.

Negli ultimi dieci giri Marquez e Dovi se le danno di santa ragione, Pedrosa prova a gettarsi nella mischia, ma è un duello tra Andrea e Marc. Una lotta che come nelle migliori sceneggiature culmina solo all’ultima curva dell’ultimo giro della gara: Marquez prova un sorpasso impossibile e Dovizioso con testa e agonismo tiene botta, andandosi a prendere la vittoria mentre con un chiaro gesto della mano manda amichevolmente a quel paese lo spagnolo per l’irreale tentativo di sorpasso.

Il numero 4 della Ducati vince la sua terza gara stagionale e sale in seconda posizione nella classifica piloti con 158 punti, a -16 dal pilota HRC, bissando al Red Bull Ring il successo della Rossa dello scorso anno con Andrea Iannone (quest’anno solo undicesimo). Quando nel 2004 conquistò il titolo in 125, Dovizioso vinse 5 gare. Sognare si può.

L’ordine di arrivo del GP Austria 2017

Alle spalle di un super Marquez la Ducati, che sul Red Bull Ring si dimostra in forma. Viñales 4°, Rossi 7°.

Dopo aver dominato le FP3 di questa mattina e le FP4, Marc Marquez chiude il suo sabato perfetto con la pole position al GP d’Austria 2017. Pole numero 70 in carriera, la quinta in questa stagione. La formica atomica ha iniziato la qualifica stampando tempi stratosferici da subito, con un 1’23”5 che ha lasciato tutti ad almeno 7 decimi e migliorandosi in seguito fino al giro-pole in 1’23”235.

Il tempo di Marquez è sembrato irraggiungibile, ma i due piloti Ducati hanno ridimensionato la sua performance: prima Jorge Lorenzo e poi Andrea Dovizioso si sono avvicinati concludendo con il forlivese in seconda posizione a 144 millesimi e il maiorchino staccato di nemmeno quattro decimi dal connazionale. Per Lorenzo, finalmente una qualifica degna di nota. Merito del nuovo casco “Diablo”?

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Più lontano il resto del plotone, che si apre con Maverick Viñales 4° a oltre mezzo secondo di ritardo e un eccellente Danilo Petrucci al quinto posto dopo aver ottenuto il passaggio dal Q1. Il pilota italiano, con il miglior tempo nella prima fase fatto registrare in 1’23”754, è riuscito ad ottenere una prestazione di tutto rispetto nonostante la sua Ducati non sia nelle condizioni migliori. Johann Zarco chiude la seconda fila.

Dietro di lui Valentino Rossi, 7° e a sette decimi da Marquez (a 2 dal compagno di team) e Dani Pedrosa 8° dopo aver passato il taglio in Q2 alle spalle di Petrucci. Decimo Andrea Iannone, che sul finire delle FP4 ha rotto il motore della sua Suzuki, e ancora una volta è stato protagonista di un diverbio in pista con Marquez, legato alla scia sfruttata dal pilota di Vasto alle spalle del numero 93.

La griglia di partenza del GP Austria 2017

Il Dovi segna il crono di 1’24”046, un tempo di circa mezzo secondo più veloce del best lap in gara dello scorso anno. Viñales il primo degli inseguitori. Parte invece male Valentino: 13°.

Il Red Bull Ring si conferma pista prediletta per la Ducati. In Stiria dodici mesi fa fu doppietta e l’intesa sembra proseguire anche quest’anno. A svettare nelle FP1 è stata la Desmosedici di Hector Barbera, che sotto la bandiera a scacchi è riuscito a imporre il proprio best lap in 1’24”631 approfittando di una sbavatura di Andrea Dovizioso: un passaggio oltre i limiti della pista ha costretto la “race direction” all’annullamento del tempo fatto segnale dalla Ducati numero 04 (qui i tempi delle FP1).

Il Dovi si è prontamente rifatto nel pomeriggio. La pioggia caduta negli ultimi minuti della Moto3 non ha impedito ai piloti della classe maggiore di migliorare i tempi della FP1, Dovizioso compreso, il quale ha regolato gli avversari con l’ottimo crono di 1’24”046, un tempo di circa mezzo secondo più veloce del best lap in gara dello scorso anno.

In una sessione contraddistinta negli ultimi minuti da uno spettacolare time attack, l’alfiere di casa Ducati ha preso il comando delle operazioni solo sotto la bandiera a scacchi, relegando il primo degli inseguitori Maverick Viñales a 234 millesimi e Dani Pedrosa (3°) a meno di mezzo secondo.

Ad aprire la virtuale seconda fila Johann Zarco (+0”476) che ha preceduto di un decimo un positivo Jorge Lorenzo, per alcuni minuti anche leader della generale prima dei fuochi artificiali di fine sessione. Sesta piazza per Marc Marquez.

Il leader del mondiale ha messo in mostra un ottimo passo, sebbene l’ultima cartuccia in possesso dello spagnolo sia stata sprecata per un lungo in curva 4. Alle spalle di #MM93 un’altra Honda, quella di Cal Crutchlow, a sua volta inseguito a breve di stanza da una sempre più convincente Aprilia con in sella Aleix Espargaro.

A chiudere la top 10 ci hanno pensato Scott Redding ed Hector Barbera, con quest’ultimo attardato nella FP2 ma come detto leader nella sessione mattutina. Costretti momentaneamente alla tagliola del Q1 Valentino Rossi, relegato in tredicesima posizione con un ritardo da DesmoDovi di 837 millesimi, Danilo Petrucci (ottavo nella FP1) e Andrea Iannone, 17° e primo pilota con un distacco dalla vetta superiore al secondo. Per tutti l’appuntamento è domani mattina alle 9:55 per la terza sessione di prove libere, ultimo turno utile per ottenere l’accesso diretto alla Q2. Qui i tempi delle FP2.

MILLER PASSA IN PRAMAC
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Il pilota australiano attualmente impegnato con la Honda del team Estrella Galicia 0,0 Marc VDS cambierà casacca nel 2018: per lui un contratto annuale che lo legherà al team Pramac Racing. Nato a Townsville il 18 gennaio 1995, Miller ha esordito nel Campionato del Mondo 125 nel 2011, per poi passare subito in Moto3. L’australiano è poi approdato direttamente in MotoGP l’anno successivo e, nel 2016, ha ottenuto la prima vittoria nel Gran Premio d’Olanda ad Assen.

Jackass affiancherà così Danilo Petrucci, rimpiazzando Scott Redding. Miller avrà a disposizione una Desmosedici GP17, ovvero la moto di quest’anno, mentre Petrux molto probabilmente beneficerà della nuova versione della desmodromica di Borgo Panigale.

Per quanto riguarda il pilota scozzese numero 45, invece, nulla è ancora definito in vista della prossima stagione. Sul suo tavolo sono aperte due trattative parallele: una che porta al team Marc VDS in coppia con il rookie Franco Morbidelli (già ufficializzato), mentre una seconda opzione potrebbe essere l’Aprilia del team Gresini, dove andrebbe a sostituire un deludente Sam Lowes al fianco di Aleix Espargaro.

Il leader del mondiale pensa alla scorsa gara, vinta con una strategia folle, sapendo che il meteo potrebbe essere lo stesso. Rossi: “Una gara flag-to-flag è difficile per tutti”.

Dalla Repubblica Ceca all’Austria, sul Red Bull Ring. La consueta conferenza stampa piloti del hanno inaugura il secondo weekend consecutivo della MotoGP. Presenti Marc Marquez, Maverick Viñales, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Cal Crutchlow e Pol Espargaro.

Il leader del mondiale reduce dalla terza vittoria stagionale inizia così: “L’anno scorso abbiamo incontrato parecchie difficoltà, soprattutto perché era la prima volta su questa pista. Sappiamo già che il tempo sarà piuttosto instabile, ma dobbiamo rimanere concentrati e cercare un buon set up. Si tratta di un circuito speciale, con frenate e accelerazioni violente, per questo sarà importante trovare un buon bilanciamento.

Maverick Viñales, tornato sul podio nella scorsa gara, si sente in forma dopo i test di lunedì scorso: “Mi piace questo tracciato, l’anno scorso avevo un buon feeling e sono riuscito a chiudere vicino ai primi. Sono molto motivato quest’anno, soprattutto dopo i test positivi svolti lunedì: ho ritrovato il feeling delle prime gare, mi sentivo bene in sella e sono pronto per questo weekend. Qui non proveremo la nuova carenatura testata a Brno, ci sono ancora alcuni problemi da risolvere e abbiamo bisogno di altri dati.

Il suo compagno di squadra, Valentino Rossi, è intenzionato a dimenticare la scorsa gara dove ha gettato alle ortiche un possibile podio sicuro: “Il tempo sarà incerto ma dobbiamo cercare di essere pronti in ogni condizione. La giornata di test è stata positiva, alcune cose hanno funzionato e altre no. Una gara flag-to-flag è sempre difficile per tutti i piloti: nel caso di Brno, la pista si è asciugata troppo velocemente e questo non ci ha permesso di calcolare bene i tempi”.

Ottimista Dani Pedrosa: “Nel corso delle ultime tappe abbiamo lavorato molto bene. I test sono stati positivi, anche perché il tracciato è migliorato giro dopo giro, ma stavolta affronteremo il Red Bull Ring, un circuito molto diverso rispetto a quanto visto finora. Ci sono alcuni punti che poi secondi me non sono particolarmente sicuri viste le alte velocità che si raggiungono su questa pista, ma ne parleremo in Commissione di Sicurezza”.

Cal Crutchlow: “A Brno ho ottenuto una buona prestazione anche se non la migliore, visto che avrei preferito essere più vicino al podio, ma ci riproveremo qui. Non ho girato molto lunedì, ho preferito riposarmi visti i postumi della caduta nel corso delle FP3, ma in ogni caso non ho provato niente di nuovo, solo differenti set up e una diversa carenatura. Questo è un buon momento per Honda, i piloti stanno andando bene e la squadra sta lavorando molto”.

Chiude il giro di domande Pol Espargaro: “Sarà un weekend stressante per noi, ma molto importante per la squadra visto anche il nono posto a Brno. Per noi si tratta della prima top ten stagionale, quindi c’è molta motivazione ma anche tanta pressione. Le condizioni a Brno erano strane, ma abbiamo mostrato una buona velocità, tanto che sono riuscito a superare vari piloti. I test ad Aragon con Kallio e Oliveira sono serviti, in ogni gara riusciamo a migliorare”.

Rossi ha ottenuto il miglior tempo con le nuove forcelle. Tra le novità anche la nuova carena. Dovi prova la nuova carena alata Ducati, che piace sempre più a Lorenzo.

Dopo la vittoria di Marquez nel GP della Repubblica Ceca 2017, il motomondiale si ferma un giorno in più a Brno per una sessione di test. A chiudere davanti a tutti, cosa rara per lui che non punta mai al miglior tempo nei test, c’è Valentino Rossi. Con il crono di 1’55”162, il Dottore precede Marquez di 18 millesimi e il compagno di box Viñales di 173 millesimi.

Rossi ha ottenuto il miglior tempo con le nuove forcelle foderate in carbonio (che usano già Ducati e Honda) e tra le novità sulla sua Yamaha si è vista anche una nuova carena, non estrema come quella Ducati ma anche questa con ali inglobate e cupolino schiacciato. La nuova soluzione è stata promossa da Valentino e “rimandata” da Viñales, poco convinto anche dalla nuova forcella.

In casa Ducati Andrea Dovizioso ha finalmente avuto modo di provare la nuova carena alata portata al debutto da Jorge Lorenzo, il quale sembra essere sempre più a suo agio con questa soluzione. “È interessante – ha detto Dovi ha i suoi pro e contro, e bisognerà essere intelligenti a capire dove usarla. L’Austria potrebbe essere un’occasione favorevole”.

In Aprilia, Aleix Espargaro ha provato un nuovo forcellone con rinforzi in carbonio, oltre a continuare il lavoro sul motore più potente che ha debuttato lo scorso weekend di gara. Lavoro sul motore – ma in prospettiva 2018 – per Suzuki, con Andrea Iannone soddisfatto della giornata di test nonostante le due cadute messe a referto: “Per la prima volta quest’anno mi sono divertito ad andare in moto, sono nono e non ho usato nemmeno la gomma morbida. Così mi sembra tutto più facile”.

Quanto a Marc Marquez, il day after ha permesso di capire meglio la sua strategia in gara: a quanto pare, lo spagnolo ha volutamente rallentato per depistare i propri avversari e avvantaggiarsi al momento del cambio moto. È una voce nel paddock, ma conoscendo un pizzico Marquez potrebbe essere veritiera.

I tempi dei test a Brno

Da un errore di strategia il colpo vincente di Marc, che effettua il “bike-swap” molto prima dei diretti rivali e vince in solitaria. Tutto il contrario di Rossi e Dovizioso che attendono troppo e alla fine si ritrovano 4° e 6°.

Il leader della classifica piloti conquista punti importanti con la vittoria nel GP della Repubblica Ceca 2017. Una vittoria decisa nei primissimi giri della gara e frutto del tempo incerto. Partiti tutti con gomme wet, Marquez è l’unico della ciurma a montare una posteriore soft.

Partito al via in modo perfetto, lo spagnolo si mette davanti a tutti alla prima fotocellula, ma la pista inizia ad asciugarsi molto prima del previsto e il leader del mondiale soffre un calo di prestazioni impressionante: nel giro di una tornata viene risucchiato oltre la decima posizione.

L’azzardo si tramuta però in un clamoroso colpo di fortuna.

Trovandosi ben lontano dal gruppetto di testa (in quel momento Rossi, Zarco, Dovizioso), Marquez apre le danze per il cambio moto con gomme da asciutto al secondo giro, rientrando in pista e iniziando a guadagnare la bellezza di 10 secondi a botta. Tutti gli altri attendono troppo per il bike swap (anche 4 giri in più) e Marquez si ritrova magicamente con la vittoria in pugno senza il minimo sforzo, chiudendo davanti al compagno di squadra Dani Pedrosa – costretto invece alla risalita dalle retrovie – con ben 12 secondi di vantaggio.

La Honda capitalizza così al massimo i test fatti proprio a Brno, mentre per Pedrosa si tratta del 150esimo podio in carriera, pari e patta con il mostro sacro Giacomo Agostini e secondo alle spalle di un inarrivabile Rossi (oltre 200 podi). A completare il podio di Brno tutto spagnolo ci pensa la Yamaha di Maverick Viñales, che mette così una bella toppa a un weekend per nulla eccellente.

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Non può dirsi soddisfatto il suo compagno di squadra Valentino Rossi, che al contrario di Marquez attende un’eternità per il cambio moto e sorpasso dopo sorpasso (con un ritmo simile allo spagnolo) arriva solo al 4° posto finale, a 20 secondi dal numero 93. Stessa sorte per la Ducati di Andrea Dovizioso: attesa eccessiva e 6° posto alla bandiera a scacchi.

Peggio è andata solo a Jorge Lorenzo, al primo giro leader della corsa e alla fine solo 15°, e ad Andrea Iannone, 19° dopo una caduta ai box durante il cambio moto per evitare il rientrante in pista Aleix Espargarò (penalizzato di 3 posizioni per aver causato l’incidente del pilota della Suzuki). L’ordine di arrivo del GP Repubblica Ceca.

La classifica piloti vede adesso Marquez in testa con 154 punti, seguito da Viñales a 140, Dovizioso a 133, Rossi a 132 e Pedrosa a 123. La classifica completa.

Il pilota HRC chiude il Q2 in 1’54”981, tenendosi alle spalle di 92 millesimi la Yamaha di un ottimo Valentino Rossi. Chiude la prima fila Pedrosa. 4° Dovizioso, solamente settimo Viñales.

Marc Marquez conquista la quarta pole position stagionale sul circuito di Brno, la seconda consecutiva dopo il Sachsenring. Una pole quasi annunciata dopo l’ottima performance nelle FP3 di questa mattina, con il solo Valentino Rossi a tenere testa ma costretto poi ad “accontentarsi” della seconda posizione per soli 92 millesimi di ritardo.

Il Dottore partirà in mezzo alle Honda di Marquez e Pedrosa, che sicuramente puntava a un piazzamento migliore del terzo posto. Ad aprire la seconda fila la Ducati di Andrea Dovizioso, seguito da un eroico Cal Crutchlow – visto il problema fisico con cui ha dovuto lottare dopo la brutta caduta in FP3 – e Jorge Lorenzo, apparso sempre più a suo agio con la nuova carena Ducati.

Sottotono, invece, Maverick Viñales, soltanto settimo in griglia davanti alle Ducati di Danilo Petrucci e Alvauro Bautista, entrambi provenienti dal Q1. Giornata decisamente da dimenticare per Andrea Iannone: prima cade in FP4 distruggendo la moto, poi un problema tecnico gli impedisce di completare la Q1 relegando al 20° posto.

Domani in gara il candidato numero uno a infastidire seriamente Marquez è Valentino Rossi, soddisfatto del risultato di oggi ma cauto in vista della gara di domani: “Con le gomme da gara siamo un po’ più in difficoltà. Le Honda hanno un passo migliore e consumano meno il posteriore, quindi sarà importante partire forte fin dai primi giri”.

“Con la morbida sapevo di poter essere competitivo – ha aggiunto Vale già stamattina in FP3 ero terzo. Poi abbiamo migliorato ancora e nel secondo stint del Q2 abbiamo fatto un gran giro, senza errori. Quest’anno non si sa mai, ogni weekend è diverso, quindi sono contento. Sicuramente dobbiamo cercare di lavorare sull’usura del posteriore, ma dipenderà molto anche dalla temperatura. Spero in una gara asciutta, però anche con la pioggia sono stato abbastanza veloce”.

La griglia di partenza del GP Repubblica Ceca 2017

L’idea del presidente della Ferrari è quella di fornire le power-unit alle due scuderie clienti marchiandole con il logo del Biscione.

Non è un segreto che Sergio Marchionne stia spingendo sempre più per riportare il marchio Alfa Romeo in Formula 1. Se da un lato l’idea di rifondare la gloriosa scuderia che ha dominato le prime edizioni del campionato del mondo negli Anni ’50 resta viva – ma difficilmente realizzabile a breve termine – la Casa del Biscione potrebbe tornare protagonista già nella prossima stagione, avviando un’importante partnership tecnica con Haas e Sauber.

L’idea del presidente della Ferrari è quella di fornire le power-unit alle due scuderie clienti marchiandole con il logo del Biscione. Un’operazione soprattutto di marketing, che contribuirebbe all’operazione di rilancio del brand Alfa Romeo sui mercati internazionali in attesa di studiare la fattibilità di un rientro nella massima serie motoristica come costruttore indipendente.

Oltre alla motorizzazione Alfa Romeo, l’operazione tra Sauber e Ferrari potrebbe consentire l’approdo nella scuderia di Hinwil di almeno uno dei due piloti di punta della Driver Academy, Antonio Giovinazzi e Charles Leclerc“È incredibile come il marchio Alfa Romeo sia così impresso nel cuore della gente. Stiamo lavorando incessantemente per capire come riportarlo in Formula 1 e non escludo la nascita di un binomio con FDA, che sia in grado di valorizzare i nostri talenti”, ha affermato lo stesso Marchionne.

Attualmente, il logo Alfa Romeo è presente sulla livrea della SF70H di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, nella zona del cofano motore, insieme al simbolo del quadrifoglio.

Alle spalle della Ducati numero 4 Jonas Folger e Danilo Petrucci. Settima piazza per la prima (Pedrosa), Marquez 10°. Attardate le due Yamaha ufficiali: Viñales 12°, Rossi 14° davanti a Jorge Lorenzo, che nel pomeriggio ha provato la nuova carena Ducati.

Dopo la pioggia del mattino che ha caratterizzato le prime prove libere – dominate da Johann Zarco, per pochi millesimi davanti alla Honda di Marc Marquez e alla Ducati di Jorge Lorenzo, molto competitivo con la mescola rain – c’è il sole a fare da contorno alla seconda sessione di prove sul tracciato di Brno.

Svanite le nuvole anche in casa Ducati, che con Andrea Dovizioso ha conquistato il best lap del venerdì di prove con il crono di 1’56”332, riscattando una FP1 da dimenticare, ma non del tutto da buttare viste le previsioni per la gara di domenica (qui i tempi).

Alle spalle della Ducati numero 4 risalgono la classifica il tedesco Jonas Folger, in ritardo di 4 decimi, e Danilo Petrucci, che completa così la prima fila virtuale del venerdì. Ad aprire la seconda linea il leader della sessione del mattino, Johann Zarco, che ha preceduto Hector Barbera e Scott Redding. Settima piazza per la prima Honda, quella di Dani Pedrosa, mentre il compagno di squadra Marquez scivola 10°. Attardate le due Yamaha ufficiali: Maverick Viñales è 12° a quasi un secondo da Dovizioso, Valentino Rossi è 14° davanti a Jorge Lorenzo.

Durante la seconda sessione di prove la Ducati ha fatto esordire la nuovissima carena 2017 sulla Desmosedici GP17 di Jorge Lorenzo, che ha avuto modo di provarla sulla pista ceca negli ultimi sei giri della sua sessione. Il team Ducati avrebbe voluto iniziare i test già questa mattina, ma la pioggia ha costretto gli ingegneri della Rossa a rimandare il debutto al pomeriggio. Andrea Dovizioso, invece, ha girato esclusivamente con la vecchia carena.

I tempi delle FP2

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