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Il presidente del colosso cinese allo scoperto, ma dal Lingotto arriva la smentita ufficiale: “Mai avuto contatti con Great Wall”.

A pochi giorni di distanza dai primi rumors arriva la conferma (parziale) sulle voci di un interesse cinese per Fca. Il presidente di Great Wall, Wan Fengying, ha confermato infatti di guardare con serio interesse a Jeep. Fengying, in una mail inviata al sito Automotive News, ha scritto che il Gruppo ha intenzione di acquistare il brand Jeep, mentre un portavoce dell’azienda a fatto sapere al Financial Times che ci sarebbero addirittura “l’interesse e l’intenzione di acquistare l’intera Fca”.

In replica alle voci di mercato non è tardata la risposta ufficiale da parte di Fca, che precisa di “non essere stata approcciata da Great Wall Motors – si legge nel comunicato diramato questa mattina – riguardo al brand Jeep o ad altre questioni relative al suo business. Fca è pienamente impegnata nel perseguire il suo piano 2014-2018, di cui ha raggiunto ogni obiettivo alla data odierna e al cui completamento mancano solo 6 trimestri”.

L’allarme di Federauto: “Massima prudenza, soprattutto nell’utilizzo del web”. In provincia di Milano un commerciante di auto ha venduto le stesse auto a più clienti sparendo dopo aver intascato il denaro.

Anticipi svaniti nel nulla, kilometri “scalati”, garanzie inesistenti, concessionarie che spariscono nel giro di una notte o che non hanno mai avuto una sede fisica. L’ultima in ordine di tempo è la clamorosa truffa di un commerciante di auto nel quartiere di Dergano, in provincia di Milano, che dopo aver venduto sul sito Autoscout24 le stesse auto a più clienti a fine luglio ha chiuso le serrande nel giro di una notte sparendo con il denaro.

Sul tema è intervenuto Filippo Pavan Bernacchi, il presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i brand commercializzati in Italia: “Le cronache sono piene di casi del genere. E a farne le spese sono gli acquirenti ma anche noi concessionari. Negli articoli, ma anche nei vari TG e in programmi come ‘Mi Manda Rai 3’ e ‘Striscia la Notizia’, si fa quasi sempre riferimento al commerciante come a un ‘concessionario’, ma non è così”.

Un altro caso recente, che ha portato all’arresto di tre persone, è quello di una banda specializzata nelle truffe online articolata su più livelli: un primo gruppo formato dai soggetti intestatari delle carte di credito su cui i clienti versavano il denaro, un secondo da chi cercava sui siti internet gli annunci più invitanti e li clonava (copiando testo e immagini), e un terzo da chi si occupava di incassare la somma richiesta come caparra, spesso ritirata dagli sportelli bancari anche in meno di un quarto d’ora per poi cancellare l’annuncio dal sito e sparire nel nulla.

“Mai come adesso – conclude Pavan Bernacchi i consumatori devono fare attenzione nella scelta del fornitore. I concessionari sono gli unici rappresentati delle Case automobilistiche sui territori. Non fidatevi però della denominazione ‘concessionaria’ riportata nei siti, anche famosi, dedicati alla vendita della auto usate. Infatti, anche quei portali alimentano confusione mettendo sotto la voce ‘concessionari’ tutti i soggetti che vendono autoveicoli, e quindi anche i salonisti non legati ad alcun marchio, quindi senza supervisioni e controlli. Un bel pasticcio”.

La collaborazione punta a creare una piattaforma modulare per la guida autonoma di Livello 3, 4 e 5 che potrà essere impiegata da più costruttori automobilistici. Dagli Usa la notizia che i cinesi vogliono comprare Fca.

Il Gruppo Bmw, Intel e Mobileye hanno annunciato oggi di aver sottoscritto un memorandum d’intesa con il quale Fiat Chrysler Automobiles sarà il primo costruttore a unirsi a loro nello sviluppo di una piattaforma di guida autonoma all’avanguardia, contribuendo allo stesso tempo alla collaborazione con risorse di ingegneria e altre risorse tecniche ed esperienza.

“Per migliorare la tecnologia di guida autonoma è fondamentale dar vita a partnership tra produttori di autoveicoli e fornitori di tecnologia e componenti – ha dichiarato Sergio Marchionne, CEO di Fca -. L’adesione a questa collaborazione consentirà a Fca di beneficiare direttamente delle sinergie e delle economie di scala che sono possibili quando le aziende si alleano con una visione e un obiettivo comuni”.

Bmw, Intel e Mobileye hanno unito le forze già a luglio 2016, collaborando per portare in produzione entro il 2021 soluzioni per la guida altamente automatizzata (Livello 3) e la guida completamente autonoma (Livelli 4 e 5). Da allora, si sono impegnate nello sviluppo di un’architettura modulare, che può dunque essere utilizzata da altri costruttori automobilistici.

Dopo la collaborazione con Google, l’operazione di Fca è in linea con il piano di mettere su strada 40 veicoli autonomi sperimentali entro la fine del 2017 e di beneficiare di dati e conoscenze ricavati dalla flotta di 100 veicoli di prova di Livello 4 di Mobileye.

“Con Fca come nostro nuovo partner – ha dichiarato Harald Krüger, presidente del consiglio di gestione di Bmw – rafforziamo il nostro percorso per creare con successo la più rilevante soluzione avanzata, trasversale ai costruttori automobilistici, per i Livelli da 3 a 5 su scala globale”.

FCA AI CINESI?

Nei giorni scorsi Fca è stata prepotentemente accostata a compratori cinesi. Al di la della veridicità dell’interesse, un segnale molto preciso: Fca ripulita dai debiti con la cura Marchionne è diventata appetibile. L’interesse dei cinesi era già stato segnalato lo scorso anno, ma non se ne fece nulla. A quanto pare, però, in quel di Pechino non si sono dati per vinti e nelle ultime settimane “delegazioni di diversi costruttori cinesi – scrive AutomotiveNews – sono state viste a Auburn Hills” (il quartier generale di Fca).

I quattro potenziali acquirenti cinesi (Great Wall, Dongfeng, Geely e Guangzhou Automobile) negano l’interesse a comprare Fca. Lo riferisce il giornale finanziario Jingji Guancha Bao. Come si legge nell’articolo pubblicato ieri in tarda serata, il portavoce di Geely ha smentito la possibilità di un’acquisizione, mentre hanno dato una risposta fin troppo vaga e ambigua Dongfeng e Gac: “Non ne sappiamo nulla”.

Le due aziende si concentreranno su più punti, tra cui una joint venture per la produzione di veicoli negli Stati Uniti e lo sviluppo congiunto di veicoli elettrici e sistemi di connettività.

Toyota e Mazda hanno firmato oggi un accordo per un’alleanza industriale e sul capitale azionario, con l’obiettivo di rafforzare la loro duratura partnership. Le due aziende si concentreranno su 5 punti: una joint venture per la produzione di veicoli negli Stati Uniti, sviluppare congiuntamente tecnologie per veicoli elettrici, sviluppare sistemi di connettività, collaborare su tecnologie avanzate di sicurezza ed espandere i prodotti complementari. Insieme all’obiettivo di promuovere e rafforzare la loro collaborazione, Toyota e Mazda hanno concordato una reciproca partecipazione azionaria, che preserva comunque l’indipendenza per entrambe le società.

“Il risultato più grande della nostra partnership con Mazda è che abbiamo trovato un partner che ama davvero le automobili – il commento alla sigla dell’accordo di Akio Toyoda, presidente di Toyota -. Questo ha scatenato lo spirito competitivo di Toyota, aumentando il nostro desiderio di non voler essere messi alla prova da Mazda. Questa è una partnership in cui tutti coloro che sono appassionati di automobili lavoreranno insieme per fare auto sempre migliori. Ed è anche la realizzazione di un nostro desiderio di non permettere mai che le auto diventino soltanto merci”.

In rappresentanza di Mazda, il presidente e amministratore delegato Masamichi Kogai ha dichiarato: “Mi piacerebbe tantissimo che attraverso questa alleanza si possa offrire nuova energia all’industria automobilistica e avere più appassionati di automobili riunendo due spiriti concorrenziali, che però si incentivano reciprocamente, portando  innovazione e promuovendo talenti e leader”.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO
  • Joint venture negli Stati Uniti. Toyota e Mazda creeranno un impianto comune con una capacità di produzione annua stimata in circa 300.000 unità. In attesa dell’approvazione e dell’autorizzazione da parte delle agenzie governative, le aziende inizieranno a esaminare piani dettagliati con l’obiettivo di avviare le operazioni nel 2021. L’impianto richiederà un investimento complessivo di circa 1,6 miliardi di dollari e creerà fino a 4.000 posti di lavoro. Qui, Mazda prevede di produrre modelli crossover, Toyota la Corolla per il mercato nordamericano.
  • Tecnologie per veicoli elettrici. Con l’aumento della domanda e delle aspettative per i veicoli elettrici, Toyota e Mazda esplorano lo sviluppo congiunto di tecnologie per la produzione di veicoli elettrici, scambiando competenze in modo libero e attivo.
  • Sistemi di connettività e sicurezza. Toyota collaborerà con Mazda nelle tecnologie Toyota-Vehicle to Vehicle  (V2V) e Toyota-V2I.
  • Espandere i prodotti complementari. Attualmente Mazda sta fornendo una berlina compatta a Toyota in Nord America. Da parte sua, Toyota sta fornendo un furgone compatto commerciale “two-box” a Mazda in Giappone. Oltre a questo, le aziende esploreranno ulteriormente le possibilità di altri prodotti complementari a livello globale.

Dopo l'impennata di giugno il mercato dell'auto fa registrare una crescita più contenuta. Federauto: “La spia lampeggiante sul quadro strumenti, ossia il canale privati, indica un allarmante -1,9%”.

In crescita da 44 mesi (ad eccezione di maggio 2014 e aprile 2017) il mercato italiano dell’auto registra un rallentamento a luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, infatti, il mese scorso sono state immatricolate 145.363 autovetture, con una crescita del 5,93%. Dopo l’impennata di giugno, il mercato dell’auto fa dunque registrare una crescita più contenuta, dovuto anche a una minore incidenza delle “chilometri zero”.

“Il mercato continua a crescere – spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto – ma la spia lampeggiante sul quadro strumenti, ossia il canale privati, indica un allarmante -1,9%”. Anche per questo, l’auspicio di Michele Crisci, presidente dell’Unrae, è che siano recepite le “proposte per rendere strutturale il Superammortamento e rifinanziare la Legge Sabatini, quindi, in un’ottica di neutralità tecnologica individuare interventi specifici e strutturalmente duraturi nel tempo, quali la possibilità, per esempio, di dedurre parte dei costi di acquisto dei veicoli a basse emissioni senza escludere da queste gli Euro 6”.

Tornando ai dati di luglio, tra i segmenti crescita robusta per le auto piccole (+11,4%) e per il segmento alto di gamma (+25,5%) e modesto aumento per le medie (+8,6%), mentre restano abbastanza stabili le utilitarie con un +1,9% e registrano un lieve incremento le medie superiori e le superiori. Tra le carrozzerie, forte flessione per i monovolume: piccoli -36,3%, grandi -12,1% e compatti -10,1%; da segnalare anche l’ottima performance delle coupé, che aumentano le vendite di quasi il 50% rispetto allo scorso anno.

Gomme sgonfie, pneumatici non omologati e alta velocità le infrazioni più comuni e pericolose. I 5 consigli per viaggiare al volante in sicurezza e senza stress.

Più di 33 milioni di italiani, tra luglio e settembre, andranno in vacanza scegliendo come mezzo di trasporto l’automobile. Prima di partire, siamo sicuri di aver preparato adeguatamente la nostra macchina? Secondo un’indagine di Polizia e Carabinieri, nei primi sei mesi dell’anno ci sono stati complessivamente 35.444 incidenti stradali. Nonostante il decremento rispetto al 2016, però, sono in crescita gli incidenti con esito mortale e il numero delle vittime.

Viaggiare in sicurezza si può e si deve, basta seguire alcuni semplici consigli.
  1. Mettersi alla guida rilassati, evitare fonti di stress e guidare a velocità moderata. È stato calcolato che ridurre la velocità anche solo del 5% basterebbe a diminuire di oltre il 30% il rischio di incidente.
  2. Corretta manutenzione dell’auto, cominciando dai pneumatici. Oltre il 52% degli automobilisti circola con gomme sgonfie, una disattenzione non da poco. Infatti, la pressione dei pneumatici garantisce la corretta tenuta su strada; al contrario, con le gomme sgonfie si allungano le frenate e si rende più inefficace un’eventuale sterzata improvvisa.
  3. Non guidare con pneumatici invernali quando comincia il periodo estivo (e viceversa) e utilizzare sempre pneumatici omologati; oltre ad essere pericoloso, sono previsti una multa da 80 a 318 euro e il sequestro del veicolo.
  4. In estate fa caldo, e spesso si ritorna dalla spiaggia mettendosi alla guida in ciabatte. Anche se l’uso di una scarpa aperta non è vietato, il Codice della Strada prevede che venga tenuto un comportamento tale “che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale” e che il conducente debba “essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo”. In ciabatte, questa reattività rischia di venire meno.
  5. Evitare di caricare eccessivamente la macchina, per non compromettere l’aderenza e la stabilità del veicolo. Il carico non deve superare le dimensioni stabilite (2,55 metri di lunghezza, 4 m di altezza e 12 m di lunghezza totale) e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo. Il bagaglio può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo (se è costituito da oggetti indivisibili).

Nel giro di 100 giorni sarà presentato il nuovo piano industriale. L’obiettivo è generare un cash flow operativo positivo entro il 2020.

La cessione di Opel e Vauxhall da parte di General Motors al Gruppo Psa è definitiva. “Si tratta di una giornata storica – ha dichiarato Michael Lohscheller, CEO di Opel -. Siamo orgogliosi di entrare a far parte di Psa e iniziamo ora un nuovo capitolo della nostra storia, dopo 88 anni con General Motors. Ci siamo posti un obiettivo chiaro: tornare alla redditività entro il 2020”.

La storicità della giornata è sottolineata anche da Carlos Tavares, presidente del direttorio di Psa, che commenta così: “Oggi assistiamo alla nascita di un vero grande gruppo europeo. Aiuteremo Opel e Vauxhall a tornare alla redditività e insieme intendiamo definire nuovi standard per il settore. Opel resta tedesca e Vauxhall resta britannica, completando alla perfezione la nostra gamma attuale dei marchi francesi Peugeot, Citroen e DS”.

La quota di mercato in Europa del nuovo Groupe Psa è ora pari a circa il 17%, un valore che lo rende il secondo costruttore continentale, al primo o al secondo posto nei principali mercati del vecchio continente. Adesso e per i prossimi 100 giorni, la dirigenza di Opel/Vauxhall lavorerà al piano per il futuro. Nel frattempo, l’inizio di questa nuova epoca automobilistica è accompagnato da alcuni importanti cambiamenti a livello dirigenziale: Christian Müller prenderà il posto di William F. Bertagni come vice president engineering; Rémi Girardon prenderà il posto di Philip R. Kienle in qualità di vice president manufacturing; Philippe de Rovira diventerà il nuovo CFO di Opel, succedendo a Michael Lohscheller; Michelle Wen entrerà nel leadership team di Opel a partire dal 1° settembre, sostituendo Katherine Worthen.

Psa e Opel/Vauxhall collaborano già dal 2012. Finora, il lavoro congiunto ha riguardato quattro veicoli Opel: Crossland X, già disponibile in concessionaria da fine giugno, seguito in autunno da Grandland X, un Suv di segmento superiore. Il successore di Opel Combo arriverà il prossimo anno e nel 2019 sarà presentata la prossima generazione della Opel Corsa.

Per usufruire della nuova tariffa occorre avere un contratto Family, per il quale all’apparato Telepass sia associata una sola targa . Chi possiede più di una moto, o scooter, dovrà fare un abbonamento per ogni mezzo.

A partire da oggi 1 agosto, chi viaggerà in moto sulla rete autostradale con il Telepass pagherà il 30% in meno sul pedaggio. Per usufruire della nuova tariffa occorre avere attivo o attivare un contratto Family, per il quale all’apparato Telepass sia associata una sola targa (naturalmente la targa di una moto). Chi possiede più di una moto (o scooter) dovrà fare quindi un abbonamento per ogni mezzo.

Il Telepass dovrà essere quindi utilizzato soltanto in associazione con la targa registrata, pena la perdita del diritto alla modulazione e l’applicazione di penali. Per tutti i transiti effettuati verrà effettuata la rilevazione della foto della targa, per permettere i controlli di corretto utilizzo, e aderendo alla nuova modulazione si esclude la possibilità di adesione ad altre modulazioni, come ad esempio lo “sconto pendolari”. Dato che l’iscrizione non è ancora disponibile (inzierà il 15 settembre) sarà possibile avere una riduzione del pedaggio retroattiva per i transiti effettuati nel mese di agosto.

Arriva l’ok per produzione e vendita dei modelli Ram 1500 e Grand Cherokee m.y. 2017 con motore diesel 3.0 litri con una modifica delle calibrazioni del software di controllo delle emissioni.

Dopo essere finita sotto la lente d’ingrandimento per possibili emissioni truccate, la divisione Usa di Fca ha ricevuto il certificato di conformità dalla Environmental Protection Agency (Epa) e un “conditional executive order” dall’Air Resources Board (Arb) della California che consentono la produzione e la vendita dei modelli Ram 1500 e Jeep Grand Cherokee model year 2017 con motore diesel 3.0 litri.

L’approvazione è il risultato di mesi di trattative al fine di risolvere le preoccupazioni dalle agenzie riguardo alle tecnologie di controllo delle emissioni utilizzate su precedenti versioni di questi modelli. Gli aggiornamenti per il 2017 comprendono la modifica delle calibrazioni del software di controllo delle emissioni, senza necessità di modifiche dell’hardware, ed Fca si attende che la modifica non abbia impatto sui consumi dichiarati o sulle prestazioni.

“Le approvazioni costituiscono un significativo passo avanti verso la soluzione delle questioni sollevate da Epa e Arb – ha commentato Sergio Marchionne, CEO di Fca ed Fca Usa -. Siamo grati alle agenzie per l’impegno che hanno profuso nel lavorare con noi per raggiungere questo importante traguardo. Siamo impazienti di costruire su questo progresso apportando gli opportuni aggiornamenti al software di controllo delle emissioni dei nostri modelli degli anni precedenti”.

Fca, infatti, intende ora ottenere l’autorizzazione ad utilizzare una versione del software modificato per aggiornare i sistemi di controllo dei model year 2014-2016 dei veicoli diesel Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 oggetto della “notices of violation” emessa da Epa e Arb lo scorso gennaio.

I problemi riscontrati: possibile non effettuato collaudo bombole e una possibile non segnalazione del malfunzionamento dell’impianto di illuminazione. Più di 15.000 i veicoli coinvolti.

È stato appena pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un richiamo relativo a diversi modelli Volkswagen. Nello specifico si tratta di Caddy – prodotto tra il 2004 e il 2013 –, Golf 7, Golf 7 Variant, Passat, Sportsvan, Tiguan e Touran – prodotte tra il 2016 e il 2017, Passat e Touran prodotte tra il 2008 e il 2014.

I problemi riscontrati sono il possibile non effettuato collaudo bombole e un possibile non segnalato eventuale malfunzionamento impianto illuminazione. Più di 15.000 i veicoli coinvolti nel richiamo.

RICHIAMO VW CADDY

Periodo: 2004/2013
Numero veicoli: 311
Difetto: Possibile non effettuato collaudo bombole
Azioni correttive: Collaudo
Riferimento: 800400300
Note: COD 20Y8 Telai consultare concessionari

RICHIAMO VW PASSAT E TOURAN

Periodo: 2008/2014
Numero veicoli: 5.063
Difetto: Possibile non effettuato collaudo bombole
Azioni correttive: Collaudo
Riferimento: 800865579
Note: COD 20Y8 Telai consultare concessionari

RICHIAMO VOLKSWAGEN

Modelli: Golf 7, Golf 7 Variant, Passat, Sportsvan, Tiguan, Touran
Periodo: 2016/2017
Numero veicoli: 10.336
Difetto: Possibile non segnalato eventuale malfunzionamento impianto illuminazione
Azioni correttive: Riprogrammazione centralina
Riferimento: 800865579
Note: COD 97CH Telai consultare concessionari

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