Mercato

Le due aziende si concentreranno su più punti, tra cui una joint venture per la produzione di veicoli negli Stati Uniti e lo sviluppo congiunto di veicoli elettrici e sistemi di connettività.

Toyota e Mazda hanno firmato oggi un accordo per un’alleanza industriale e sul capitale azionario, con l’obiettivo di rafforzare la loro duratura partnership. Le due aziende si concentreranno su 5 punti: una joint venture per la produzione di veicoli negli Stati Uniti, sviluppare congiuntamente tecnologie per veicoli elettrici, sviluppare sistemi di connettività, collaborare su tecnologie avanzate di sicurezza ed espandere i prodotti complementari. Insieme all’obiettivo di promuovere e rafforzare la loro collaborazione, Toyota e Mazda hanno concordato una reciproca partecipazione azionaria, che preserva comunque l’indipendenza per entrambe le società.

“Il risultato più grande della nostra partnership con Mazda è che abbiamo trovato un partner che ama davvero le automobili – il commento alla sigla dell’accordo di Akio Toyoda, presidente di Toyota -. Questo ha scatenato lo spirito competitivo di Toyota, aumentando il nostro desiderio di non voler essere messi alla prova da Mazda. Questa è una partnership in cui tutti coloro che sono appassionati di automobili lavoreranno insieme per fare auto sempre migliori. Ed è anche la realizzazione di un nostro desiderio di non permettere mai che le auto diventino soltanto merci”.

In rappresentanza di Mazda, il presidente e amministratore delegato Masamichi Kogai ha dichiarato: “Mi piacerebbe tantissimo che attraverso questa alleanza si possa offrire nuova energia all’industria automobilistica e avere più appassionati di automobili riunendo due spiriti concorrenziali, che però si incentivano reciprocamente, portando  innovazione e promuovendo talenti e leader”.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO
  • Joint venture negli Stati Uniti. Toyota e Mazda creeranno un impianto comune con una capacità di produzione annua stimata in circa 300.000 unità. In attesa dell’approvazione e dell’autorizzazione da parte delle agenzie governative, le aziende inizieranno a esaminare piani dettagliati con l’obiettivo di avviare le operazioni nel 2021. L’impianto richiederà un investimento complessivo di circa 1,6 miliardi di dollari e creerà fino a 4.000 posti di lavoro. Qui, Mazda prevede di produrre modelli crossover, Toyota la Corolla per il mercato nordamericano.
  • Tecnologie per veicoli elettrici. Con l’aumento della domanda e delle aspettative per i veicoli elettrici, Toyota e Mazda esplorano lo sviluppo congiunto di tecnologie per la produzione di veicoli elettrici, scambiando competenze in modo libero e attivo.
  • Sistemi di connettività e sicurezza. Toyota collaborerà con Mazda nelle tecnologie Toyota-Vehicle to Vehicle  (V2V) e Toyota-V2I.
  • Espandere i prodotti complementari. Attualmente Mazda sta fornendo una berlina compatta a Toyota in Nord America. Da parte sua, Toyota sta fornendo un furgone compatto commerciale “two-box” a Mazda in Giappone. Oltre a questo, le aziende esploreranno ulteriormente le possibilità di altri prodotti complementari a livello globale.

Dopo l'impennata di giugno il mercato dell'auto fa registrare una crescita più contenuta. Federauto: “La spia lampeggiante sul quadro strumenti, ossia il canale privati, indica un allarmante -1,9%”.

In crescita da 44 mesi (ad eccezione di maggio 2014 e aprile 2017) il mercato italiano dell’auto registra un rallentamento a luglio. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, infatti, il mese scorso sono state immatricolate 145.363 autovetture, con una crescita del 5,93%. Dopo l’impennata di giugno, il mercato dell’auto fa dunque registrare una crescita più contenuta, dovuto anche a una minore incidenza delle “chilometri zero”.

“Il mercato continua a crescere – spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto – ma la spia lampeggiante sul quadro strumenti, ossia il canale privati, indica un allarmante -1,9%”. Anche per questo, l’auspicio di Michele Crisci, presidente dell’Unrae, è che siano recepite le “proposte per rendere strutturale il Superammortamento e rifinanziare la Legge Sabatini, quindi, in un’ottica di neutralità tecnologica individuare interventi specifici e strutturalmente duraturi nel tempo, quali la possibilità, per esempio, di dedurre parte dei costi di acquisto dei veicoli a basse emissioni senza escludere da queste gli Euro 6”.

Tornando ai dati di luglio, tra i segmenti crescita robusta per le auto piccole (+11,4%) e per il segmento alto di gamma (+25,5%) e modesto aumento per le medie (+8,6%), mentre restano abbastanza stabili le utilitarie con un +1,9% e registrano un lieve incremento le medie superiori e le superiori. Tra le carrozzerie, forte flessione per i monovolume: piccoli -36,3%, grandi -12,1% e compatti -10,1%; da segnalare anche l’ottima performance delle coupé, che aumentano le vendite di quasi il 50% rispetto allo scorso anno.

Nel giro di 100 giorni sarà presentato il nuovo piano industriale. L’obiettivo è generare un cash flow operativo positivo entro il 2020.

La cessione di Opel e Vauxhall da parte di General Motors al Gruppo Psa è definitiva. “Si tratta di una giornata storica – ha dichiarato Michael Lohscheller, CEO di Opel -. Siamo orgogliosi di entrare a far parte di Psa e iniziamo ora un nuovo capitolo della nostra storia, dopo 88 anni con General Motors. Ci siamo posti un obiettivo chiaro: tornare alla redditività entro il 2020”.

La storicità della giornata è sottolineata anche da Carlos Tavares, presidente del direttorio di Psa, che commenta così: “Oggi assistiamo alla nascita di un vero grande gruppo europeo. Aiuteremo Opel e Vauxhall a tornare alla redditività e insieme intendiamo definire nuovi standard per il settore. Opel resta tedesca e Vauxhall resta britannica, completando alla perfezione la nostra gamma attuale dei marchi francesi Peugeot, Citroen e DS”.

La quota di mercato in Europa del nuovo Groupe Psa è ora pari a circa il 17%, un valore che lo rende il secondo costruttore continentale, al primo o al secondo posto nei principali mercati del vecchio continente. Adesso e per i prossimi 100 giorni, la dirigenza di Opel/Vauxhall lavorerà al piano per il futuro. Nel frattempo, l’inizio di questa nuova epoca automobilistica è accompagnato da alcuni importanti cambiamenti a livello dirigenziale: Christian Müller prenderà il posto di William F. Bertagni come vice president engineering; Rémi Girardon prenderà il posto di Philip R. Kienle in qualità di vice president manufacturing; Philippe de Rovira diventerà il nuovo CFO di Opel, succedendo a Michael Lohscheller; Michelle Wen entrerà nel leadership team di Opel a partire dal 1° settembre, sostituendo Katherine Worthen.

Psa e Opel/Vauxhall collaborano già dal 2012. Finora, il lavoro congiunto ha riguardato quattro veicoli Opel: Crossland X, già disponibile in concessionaria da fine giugno, seguito in autunno da Grandland X, un Suv di segmento superiore. Il successore di Opel Combo arriverà il prossimo anno e nel 2019 sarà presentata la prossima generazione della Opel Corsa.

Sette dei 10 modelli più cercati sul web sono Suv o crossover, ma 7 dei 10 modelli più venduti in Italia sono city car o small car. La Jeep Renegade è la più cercata online, la Fiat Panda la più acquistata.

Il segmento dei Suv è un settore sempre più strategico per le Case automobilistiche, come dimostra la sua costante crescita di volumi negli ultimi anni. Proprio i Suv, secondo l’Osservatorio sulla ricerca dell’auto online del portale DriveK, sono i modelli che gli italiani cercano di più sul web. Che cercano, perché poi gli acquisti sono ben lontani dai sogni: se l’auto più configurata sul web è la Jeep Renegade, la più immatricolata nel primo semestre 2017 è stata la Fiat Panda.

E non è tutto: 7 su 10 dei modelli più cercati sul web sono Sport Utility Vehicle o crossover, ma 7 dei 10 modelli più venduti in Italia appartengono tutti ai segmenti A e B (city car o small car). Come detto, la Jeep Renegade è la più configurata, seguita da Fiat 500L (qui la nostra prova su strada) e Dacia Duster. Ci sono poi nei sogni degli italiani modelli che nel 2017 si sono fatti notare per il loro stile rinnovato, come Peugeot 3008, Renault Captur e Ford Ecosport.

Il Suv più venduto in Europa, Nissan Qashqai, è settimo e la classifica dei 10 modelli più ricercati per la configurazione online si chiude con tre amatissimi modelli, che non a caso sono gli unici presenti anche nella classifica dei veicoli più immatricolati in Italia: Fiat Panda, Ford Fiesta e Fiat 500 (che da sole però non raccolgono più del 6% delle ricerche sul web).

E i prezzi? Un italiano su due punta ad acquistare un veicolo il cui prezzo di listino oscilla tra i 20.000 e i 30.000 euro (46,2%). Seguono le fasce di prezzo comprese tra i 30.000 e i 40.000 euro (14,6%) e quella tra i 15.000 e i 20.000 euro (14,3%). Andando ad analizzare le differenze tra uomini e donne, invece, emergono gusti (e budget) diversi: il 29% delle configurazioni effettuate dagli uomini riguarda auto il cui prezzo di listino supera i 30.000 euro, contro il 18% delle donne (orientate invece verso modelli più piccoli).

Positivo l’andamento per Fiat (+15,8%), Alfa Romeo (+23,1%) e Jeep (+18,7%). Salgono a 7 i modelli italiani nella top ten delle auto più vendute. La Fiat Panda sempre in testa.

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A giugno il mercato italiano dell’auto è tornato a crescere a due cifre: con 187.642 immatricolazioni registra infatti un incremento del 12,9%. “Il comparto dell’auto è attivo in tutte le sue componenti – commenta Michele Crisci, presidente dell’Unrae -. Nonostante il moderato calo delle vendite a privati, le vendite in concessionaria restano positive anche se articolate in più canali di vendita. Il noleggio, in particolare quello a breve termine, viaggia a gonfie vele grazie alla maggiore domanda turistica verso l’Italia; anche il lungo termine e le vendite a società sono attive grazie al superammortamento, che speriamo diventi strutturale nella prossima manovra economica”.

Nell’analisi per alimentazione, si registra un aumento delle vetture diesel, che a giugno registrano +15,8%, e continua il trend positivo delle motorizzazioni ibride che raddoppiano i volumi (+100,4%) e di quelle elettriche (+103,2%). Continua invece il calo delle auto a metano (-32,5%). Per quanto riguarda i segmenti di mercato, crescite a doppia cifra per le medie (segmento C) con un +21,9%, per le medie superiori (segmento D) in aumento del 20,8% e per le superiori (segmento E) che registrano un aumento del 21,5%.

Le marche nazionali totalizzano a giugno 53.936 immatricolazioni (+12,9%).

Positivo l’andamento per Fiat (+15,8%), Alfa Romeo (+23,1%), Jeep (+18,7%) e anche per Ferrari (+35,7%), Maserati (+91%) e Lamborghini (+122,2%). Rispetto a maggio quando erano 6, a giugno salgono a sette i modelli italiani nella top ten delle vendite, con la Fiat Panda ancora in testa (11.912 unità), seguita da Fiat Tipo (7.022) e Fiat Punto (4.979). Al quarto e sesto posto troviamo rispettivamente Fiat 500L (4.965) e Fiat 500X (4.796), entrambe avanti di una posizione rispetto alla classifica di maggio. Al settimo posto la Fiat 500 (4.648), seguita all’ottavo dalla Lancia Ypsilon (4.610).

Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia, spiega così i dati: “Il risultato di giugno è figlio soprattutto dalla battaglia tra le Case costruttrici che vogliono accaparrarsi punti di quota. In ballo gli importanti premi legati al risultato del primo semestre. A beneficiarne sono i clienti che trovano delle promozioni incredibili, anche sulle kilometrizero, sia sui marchi generalisti sia sui premium. Comprare un’auto oggi? Non sembra essere mai stato così conveniente”.

Attualmente in terza posizione dietro Toyota e Volkswagen, durante i primi 4 mesi dell’anno l’Alleanza ha aumentato dell’8% le vendite globali.

L’obiettivo dell’Alleanza Renault-Nissan è quello di essere entro la fine dell’anno il primo Gruppo a livello mondiale di costruttori. Questo è ciò che ha affermato Carlos Ghosn, il presidente dell’Alleanza, durante l’assemblea annuale degli azionisti Renault. Attualmente, la partnership franco-giapponese si trova in terza posizione con 3.020.000 unità vendute, al secondo posto si trova Toyota con 3.060.000 unità vendute, mentre al primo posto c’è Volkswagen con 3.320.000 unità.

“La ripresa sta arrivando e si annuncia forte – ha dichiarato Ghosn -. A questo si aggiungerà lo sviluppo delle vendite di Renault in Cina”.

Nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 aprile, l’Alleanza Renault-Nissan ha aumentato dell’8% le vendite globali, mentre la crescita di Toyota è ferma al 6% e quella di Volkswagen è calata dell’1%. La situazione vendite dell’Alleanza marchio per marchio registra una crescita del 7% di Nissan, +10% Renault, +7% Dacia e +7% Mitsubishi. A ciò bisogna aggiungere la crescita del 24% di Infiniti (il marchio premium di Nissan), quella dell’8% di Lada (marchio Russo di Renault) e quella del 38% di Renault Samsung in Corea del Sud.

Una figura importante per il conseguimento di questo obbiettivo è il segmento dei Suv, che registra un +12% delle vendite a livello mondiale. Nissan X-Trail risulta lo Sport Utility più venduto al mondo, mentre Dacia Duster e Renault Kwid sono molto venduti nei mercati emergenti di Brasile, Iran e Medio Oriente.

L’Europa dell’auto riprende il proprio passo spedito che dura da 42 mesi, confermando che il rallentamento di aprile è stato dovuto alle festività in calendario.

Dopo il calo del 6,6% ad aprile, il mercato dell’auto nell’Unione Europea recupera a maggio. Con 1.386.818 immatricolazioni, infatti, mette a segno una crescita del 7,6% e un consuntivo dei primi cinque mesi a +5,3%. Dai dati diffusi oggi dall’Acea emerge che le vendite sono in crescita in tutti i Paesi ad eccezione di Grecia (-20,9%), Cipro (-9,7%) e Irlanda (-7,9%).

Positivo è anche l’andamento nei cinque maggiori Paesi dell’Unione, che complessivamente assorbono il 74,4% delle vendite. In calo sono il Regno Unito, mentre in Germania le immatricolazioni sono cresciute del 12,9%, in Francia dell’8,9%, in Italia dell’8,2% (qui l’approfondimento) e in Spagna dell’11,2%. A maggio anche i tre piccoli mercati dell’Efta sono tutti in crescita, con incrementi del 13% in Islanda, 10,2% in Norvegia e 8,8% in Svizzera.

Le marche italiane hanno registrato 109.765 immatricolazioni (+11,9%), toccando una quota di mercato del 7,7% contro il 7,4% di un anno fa. Crescita a doppia per Fiat (+15,6%) e Alfa Romeo (+47,8%).

Un’opportunità economica che crescerà da 800 miliardi fino a 7 bilioni di dollari quando i veicoli autonomi si diffonderanno tra la massa.

Un recente studio di Intel esplora le potenzialità di natura economica che si realizzeranno nel momento in cui i guidatori di oggi diventeranno in futuro semplici passeggeri a bordo. Lo studio “Passenger Economy”, condotto dalla società di analisi Strategy Analytics, prevede una traiettoria economica di crescita esplosiva da 800 miliardi di dollari nel 2035 a 7 bilioni di dollari nel 2050. Cifre astronomiche.

La storia ha dimostrato che la tecnologia trasforma sempre, radicalmente la società e che le aziende devono adattarsi per non rischiare il fallimento. I nuovi modelli di business digitali, sorti grazie a Internet e alla connettività disponibile ovunque, hanno dato origine a economie interamente nuove. La guida autonoma avrà gli stessi effetti.

“Le aziende devono iniziare a pensare subito a una propria strategia legata alla guida autonoma – afferma il CEO di Intel, Brian Krzanich -. Meno di un decennio fa nessuno parlava delle potenzialità delle app che sarebbero presto salite alla ribalta o della sharing economy, perché nessuno si era reso conto che stavano per arrivare. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato così presto a parlare di Passenger Economy: per rendere le persone consapevoli delle opportunità che emergeranno quando le auto diventeranno i dispositivi mobili in loro possesso e i guidatori si trasformeranno in passeggeri”.

La guida autonoma e le tecnologie delle città intelligenti permetteranno alla nuova “passenger economy” di riconfigurare gradualmente interi settori e di inventarne di nuovi, grazie alla maggiore disponibilità di tempo che avranno le persone. Lo studio di Intel delinea il valore di questa opportunità economica, sia attraverso il punto di vista delle aziende sia dei consumatori, e propone degli scenari che molto presto potrebbero avverarsi. L’emergere dei “veicoli senza pilota” reinnesterà settori come quello delle consegne di pacchi e del trasporto su lunga distanza, ovvero i due terzi dei primi ricavi previsti d questa nuova economia.

La società che ha svolto lo studio sottolinea anche che la commercializzazione dei veicoli a guida autonoma si affermerà molto probabilmente entro il 2040, generando di conseguenza servizi personalizzati istantaneamente (un po’ come le app sull’Apple Store). Non solo economia, però, anche sicurezza. Secondo stime prudenziali, infatti, possono essere salvate 585.000 persone grazie alle auto a guida autonoma, che andrebbero a “liberare” le persone di oltre 250 milioni di ore all’anno. Infine, la riduzione dei costi per la sicurezza pubblica collegati agli incidenti stradali dovrebbe aggirarsi sui 234 miliardi di dollari.

Più contenute le vendite ai privati, noleggio e soprattutto società portano a un +8,2%. Sempre sei i modelli italini nella Top 10 delle auto più vendute: in testa la Fiat Panda.

A maggio sono state immatricolate 204.113 autovetture, vale a dire una crescita dell’8,2%. Un buon risultato, se si considera che a maggio non si superavano le 200.000 unità dal 2008 e se si pensa che ad aprile le festività avevano penalizzato immatricolazioni (-4,6%) e raccolta ordini. La ripresa dell’auto è comunque dovuta al solito “impegno economico” da parte di brand e concessionari, e in questo quadro s’inserisce il sistematico ricorso alle km zero, cioè le vetture immatricolate a fine mese ai concessionari per essere rivendute con forti sconti nelle settimane successive.

“Le vendite ai privati hanno subito un incremento ridotto – spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. La crescita di questo mese è stata quindi sostenuta dai canali business del noleggio e soprattutto delle società. Canali che giustamente approfittano del superammortamento per i beni strumentali”.

Tranne il metano che continua a diminuire la propria quota di mercato, perdendo a maggio il 37,6% con una rappresentatività dell’1,3%, risultano in aumento tutte le alimentazioni, in particolare le ibride (+87,4%), le elettriche (+46,2%), il Gpl (+26,3%) e anche benzina (+8%) e diesel (+5,3%). La struttura del mercato mostra una crescita per tutti i segmenti, ad eccezione delle utilitarie (segmento B) che restano stabili (-0,3%). Crescita a doppia cifra, invece, per le piccole del segmento A (+10,7%), le medie superiori (+12,2%) e le superiori (+10,8%).

Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano a maggio 60.196 immatricolazioni (+6,9%). Andamento positivo per Fiat (+10,8%), Alfa Romeo (+31,9%), Jeep (+3,6%) e anche per Ferrari (+5,4%), Maserati (+73%) e Lamborghini (+90%).

Come già ad aprile, anche a maggio sono sei i modelli italiani nella Top 10 delle auto più vendute: salda in vetta alla classifica la Fiat Panda (14.746 unità), seguita da Fiat Tipo e Fiat 500; al quinto posto c’è la Fiat 500L (qui la nostra prova del model year 2017), al sesto la Lancia Ypsilon e in settima posizione la Fiat 500X.

Al momento il mercato più redditizio nel settore delle tecnologie per le auto connesse è quello statunitense, ma nel giro di pochi anni è previsto il sorpasso da parte del mercato europeo.

auto connesse

Nel 2022 l’Europa diventerà il primo mercato al mondo per fatturato nel settore delle tecnologie per le auto connesse. Nei prossimi cinque anni il fatturato del mercato europeo delle auto connesse crescerà, passando dai 16,4 miliardi di euro stimati nel 2017 ai 48,4 miliardi di euro del 2022 (+195,1%) e superando quindi per la prima volta il mercato statunitense. Le previsioni arrivano da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio realizzato dalla società di consulenza internazionale PwC.

Al momento il mercato più redditizio nel settore delle tecnologie per le auto connesse è quello statunitense, con 17,7 miliardi di euro di fatturato, seguito da Europa (16,4 miliardi), Paesi emergenti o cosiddetti “Bric” (Brasile, Russia, India e Cina, con 11,3 miliardi) e Giappone (2,7 miliardi). Nel 2022 è previsto il sorpasso del mercato dell’Europa rispetto a quello degli Stati Uniti (48,4 contro 46,5 miliardi di euro), ma in generale si prevede una crescita a tripla cifra di fatturato per tutti i mercati considerati.

Le auto connesse – inutile negarlo – stanno radicalmente trasformando il settore automotive.

Negli ultimi anni sul mercato si trovano sempre più vetture altamente tecnologiche, dotate di radar, telecamere, sistemi di diagnostica a distanza e altri strumenti telematici che grazie alle connessioni internet e ai dispositivi mobili sono in grado di comunicare con le infrastrutture stradali, con altri veicoli o con altri dispositivi.

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