A tutti almeno una volta nella vita sarà capitato di avere qualche appuntamento ad un orario tassativo, uno di quegli impegni improrogabile del tipo “adesso o mai più”. Ecco, in queste occasioni qualunque sia l’anticipo con il quale vi prepariate all’evento, se l’appuntamento è in città arriverete inevitabilmente in ritardo. Colpa del traffico ovviamente, ma non solo, più spesso è l’incubo del parcheggio che penalizza gli automobilisti più diligenti, quelli insomma, che non amano sostare in doppia (se non tripla) fila o che non fingono un’improvvisa malattia invalidante per usufruire delle aree di sosta destinate ai disabili.
Parcheggiare in città spesso richiede doti da supereroe dei fumetti: vista a raggi X (per leggere anche il più piccolo segnale che identifichi un “movimento sospetto”), riflessi in stile pantera (appena un parcheggio si libera di solito spuntano pretendenti da ogni dove), atteggiamento deciso (con annesso sguardo tipo “Ti spezzo in due” di Arnold Schwarzenegger in Rocky potrebbe aiutare a scoraggiare i furbi o presunti tali). Tutto ciò comunque non basta, alle qualità fisiche occorrerebbe unire anche un pò di quella tecnologia per così dire “intelligente” e, infatti, tra qualche anno, si ipotizza nel 2008, sarà commercializzato un nuovo dispositivo il Parkmate, applicabile su qualsiasi automobile ed in grado di rilevare tramite onde radar i parcheggi liberi lungo i marciapiedi e, successivamente, di condurre in automatico le manovre per posteggiare l’auto. Ancora oggi, però, un tale strumento sa tanto da film di fantascienza, per questo è il caso, magari, di dare una ripassatina al Codice della Strada almeno per evitare le multe più salate, occorre fare attenzione anche a circostanze come l’ingombro della carreggiata o la segnalazione di veicolo fermo, ma soprattutto non devono sfuggire alcune disposizioni contenute nel regolamento della circolazione nei centri abitati.
Una di queste, ad esempio, implica che i divieti di sosta si intendono imposti dalle 8:00 alle 20:00 salvo sia diversamente indicato nel cartello che indica il relativo segnale. Altra norma vuole che se la violazione del divieto di sosta si prolunga oltre le 24 ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si prolunga la violazione.
Chi ricorda, poi, che nelle strade a senso unico è possibile parcheggiare anche lungo il margine sinistro purché rimanga spazio sufficiente a fare transitare un veicolo, o ancora chi pensa mai nella giungla selvaggia del “posto ad ogni costo” che è vietato parcheggiare sui marciapiedi e che qualora questi manchino occorre lasciare un metro per il passaggio dei pedoni?
Chiaramente è intuibile che non è ammesso parcheggiare su passaggi pedonali o allo sbocco dei passi carrabili o davanti a cassonetti dei rifiuti o contenitori analoghi, mentre persa nei meandri della memoria è la disposizione che regola le distanze di parcheggio dagli incroci (5 metri), dalle fermate di autobus, filobus e tram quando non sono delimitate (15 metri dal segnale di fermata), dai distributori di carburante (5 metri prima e dopo, ma limitatamente alle ore di esercizio).
Non si tratta solo di affinare il senso civico degli automobilisti, ma è bene tenere a mente le norme suddette anche perché le sanzioni amministrative alle quali si va incontro non sono di scarsa entità.
Purtroppo districarsi nel caos del centro città può essere fonte di stress notevole, tanto che un’analisi condotta in Gran Btretagna da YouGoy in collaborazione con lo psicologo David Moxon per conto di Direct Line ha evidenziato che esiste una vera e propria forma d’ansia psicologica che colpisce gli automobilisti alle prese con il traffico cittadino.
Sintomi del malessere l’aumento del battito cardiaco, mal di testa, forte sudorazione delle mani sino ad arrivare a senso di nausea, confusione e crampi allo stomaco. Senza contare ansietà, irritazione e aumentato livello di aggressività.
Quello che però