Neanche le campagne di sensibilizzazione riescono a fare sentire la “musica” della sicurezza agli automobilisti. Non c’è peggior sordo di quello che non vuole sentire. Chissà quanti di coloro che leggendo questo articolo che tratta dell’impianto frenante potranno asserire in tutta coscienza “io questi controlli li faccio periodicamente”.
L’impianto frenante ha un ruolo determinante nella sicurezza di un veicolo ed avere freni in buone condizioni si rivela indispensabile anche per percorrere solo pochi chilometri. E’ sempre consigliabile, quindi, verificare periodicamente il funzionamento di dischi e pastiglie, prestando innanzitutto attenzione al comportamento della propria vettura. Sarà compito dell’automobilista notare eventuali anomalie e registrare se in frenata il veicolo presenta vibrazioni, se si manifesta un allungamento della corsa del pedale, se l’auto tende a “tirare” da una parte e manca di direzionalità e, infine, se produce rumorosità.
Sebbene tutti sappiano quale sia la funzione dei freni, cioè consentire al conducente di rallentare ed arrestarsi in caso di necessità, non tutti conoscono come si compone l’impianto frenante, cosa che si rivelerebbe utile per garantire una migliore efficienza. Il sistema a disco è quello ormai più diffuso, perché più razionale e affidabile. Gli elementi che lo compongono sono due: uno mobile, costituito dal disco, ed uno fisso, costituito dalla pinza che ha la funzione di garantire la massima rigidità e di rispondere alle sollecitazioni alle quali è sottoposta mantenendo inalterata nel tempo la su conformazione strutturale. Il disco invece deve essere compatto, privo di soffiature, cricche, uniforme nella durezza e nella struttura e rispettare rigorose caratteristiche dimensionali e chimico/fisiche. Quando il guidatore aziona il pedale del freno, la pinza mediante i pistoncini e le pastiglie, esercita una pressione sul disco. In pratica, quando il fluido freno in pressione raggiunge la pinza, i pistoni al suo interno spingono le pastiglie sul disco e l’attrito fra pastiglia e disco genera la coppia frenante che rallenta e arresta l’auto. E’ interessante sapere che in questa fase l’impianto frenante genera una potenza doppia e in certi casi tripla rispetto a quella messa a disposizione del motore.
I dischi vanno sostituiti in coppia, mentre le pastiglie vengono fornite in confezioni da quattro pezzi appartenenti allo stesso lotto.
A differenza della pinza, che nasce e muore con l’automobile in quanto elemento fisso, il disco freno è un organo sottoposto ad usura e come tale deve essere controllato periodicamente, così come il materiale di attrito.
Consigliamo di effettuare un controllo dei dischi ogni volta che vengono sostituite le pastiglie e mediamente ogni 20 mila chilometri; al secondo cambio di pastiglie però potrebbe già essere necessario sostituire anche i dischi.Il binomio disco/pastiglia è fondamentale; entrambi devono essere di ottima qualità e in buone condizioni, altrimenti possono compromettersi reciprocamente. Affinché l’auto mantenga la direzionalità in frenata e non “tiri” né da un lato né dall’altro, è di fondamentale importanza sostituire sempre contemporaneamente entrambi i dischi dello stesso assale e installare al loro posto unicamente dischi dello stesso lotto.
Un disco non usurato che lavori correttamente con gli altri organi del freno deve presentarsi privo di rigature; deve inoltre risultare usurato in eguale misura su entrambi i lati delle fasce frenanti. E’ di fondamentale importanza che lo spessore del disco non scenda mai al di sotto del valore indicato dalla casa costruttrice come “minimo TH”, ovvero il minimo spessore consentito al di sotto del quale il disco va sostituito al fine di non compromettere la sicurezza. (ore 09:30)

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Dal 1993 pubblicista iscritta all’Ordine dei giornalisti. Diplomata al Conservatorio, ha fatto esperienze musicali come cantante. Le piace Brahams ma ascolta Charlie Parker. Ha un debole per il sushi e la cucina cinese. Ama i gatti neri. Collaboratrice di Automotonews.com dal 2001.