Dall’estate all’inverno e poi dall’inverno alla primavera se non anche direttamente all’estate. Il clima è cambiato. Ce se siamo accorti tutti. Le stagioni, ufficialmente quattro, difficilmente riescono a seguire la loro millenaria cadenza ed alternanza. Fino a qualche settimana fa eravamo ancora in piena estate. Poi improvviso il trapasso.
Non c’è bisogno di ricordare le scene apocalittiche verificatesi l’anno scorso sull’autostrada quando una improvvisa, massiccia e inusitata nevicata bloccò automobilisti e camion con scene da film catastrofico, per asserire come essere previdente ci mette al riparo da improvvisi guai. Come per legge dobbiamo tenere a bordo il triangolo, ed ora anche il giubbotto catarifrangente, per saggezza salvavita è opportuno tenere a bordo anche le catene. Le potremo utilizzare alla bisogna e la nostra mobilità sarà sufficientemente garantita.
Dal marzo 2002 tutte le catene o il loro involucro devono avere in evidenza il numero di omologazione ed il marchio dell’ente che le ha omologate nel rispetto del decreto emanato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che impone ai produttori di catene destinate ai veicoli di classe M1 di essere conformi alla tabella Cuna Nc178-01 o in alternativa a norme equivalenti in vigore negli Stati membri dell’Unione Europea. La maggiore parte dei produttori ha affidato le omologazioni alla tedesca Tuv. L’entrata nell’Unione di nuovi Stati ha allargato il ventaglio degli enti che possono certificare.
In commercio c’è una grande varietà di catene. Lo stesso produttore ne mette in vendita gamme diverse, ciascuna con caratteristiche e soluzioni di vario tipo ma dal momento che i costi sono relativamente contenuti consigliamo di acquistare catene alto di gamma che garantiscono dell’automobilista più di quelle a basso costo che hanno una loro efficacia ma possono presentare delle insufficienze prestazionali.
La forma delle catene che consigliamo è quella a rombi dal momento che riesce a coprire una larga parte dell’area di contatto. C’è anche la forma a scaletta, che è quella più economica, ma non garantisce né la tenuta laterale, né frenate sicure. Meglio se le catene sono fatte di acciaio al nichel manganese perché sono più robuste. Inoltre, la sezione delle maglie ha grande importanza, considerato che più angoli ci sono maggiormente è garantita la presa su neve e ghiaccio: maglie quadre o a D meglio che maglie a sezione rotonda, mentre quelle di forma pentagonale mettono una cuspide in più verso la strada e quindi possono essere scelte tranquillamente.
Le scene di automobilisti innervositi dalle difficoltà di montare le catene oggi sono generalmente evitate dai costruttori che da tempo hanno riguardo per la facilità d’uso e per il comfort. La soluzione ormai diffusa è l’adozione di un anellone che si chiude nella parte posteriore. Ma non solo facilità di montaggio ma anche di smontaggio. Un sistema di sgancio facilitato per l’anello posteriore è stato messo a punto dalla Weissenfels mentre le catene della Super Magic Konig sono dotate di un fermo trasversale tirando il quale la catena si smonta automaticamente in pochissimi secondi. Anche la questione
della tensione è stata superata ovviando all’inconveniente delle catene più datate che impongono di fermarsi dopo un tratto di strada per regolarle. Anche se ci sono catene con diverse soluzioni, quella più usata è un tirante elastico nella parte anteriore. Attenzione anche allo spessore delle catene dal momento che l’uso di pneumatici sempre più larghi ha ridotto lo
spazio fra catena e parti meccaniche nella parte interna. Oggi ci sono catene che hanno il diametro dell’anello posteriore ridotto a 10 millimetri ma ce ne sono anche di 9 millimetri col minimo di 8 della Maggi sulle gamme Power e Ive block. A volte è preferibile fare ricorso ai cosiddetti ragni, cioè ai sistemi a bracci trasversali che si fissano solo nella parte anteriore della ruota lasciando libera quella posteriore. Nel Trak della Maggi, a

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