Una serie di test hanno evidenziato come la causa principale degli incidenti stradali sia dovuta alla stanchezza del guidatore e all’inefficienza del veicolo generate dal cattivo stato degli ammortizzatori.
I risultati raccolti attraverso i test hanno portato alla seguente conclusione: guidare un’auto con ammortizzatori usurati non solo altera le prestazioni del veicolo, ma aumenta il livello di stress e abbassa la velocità di reazione del conducente di oltre il 25%. La prontezza dei riflessi del guidatore risulta inferiore soprattutto quando questi si trova a dover fronteggiare situazioni difficili o di emergenza che richiedono invece la massima lucidità per poter essere superate. Dati statistici in materia di incidenti stradali, che prescindono dai risultati di questo studio, rilevano inoltre che il numero di incidenti aumenta considerevolmente sino a quasi a raddoppiare con il ritorno dell’ora solare, che alla fine di ottobre segna definitivamente la fine della bella stagione. Mettersi in viaggio in inverno è quindi rischioso; la minore durata delle ore di luce, la nebbia e le strade bagnate, sdrucciolevoli, spazzate dal vento costituiscono di per sé un fattore di rischio per coloro che passano molte ore alla guida delle loro auto. Gli automobilisti dovrebbero prendere tutte le precauzioni necessarie per garantirsi una guida sicura: un’auto su tre viaggia con almeno un ammortizzatore usurato che determina una serie di conseguenze negative sia per il veicolo sia per il guidatore. La maggior parte degli automobilisti ignora la funzione di questo componente della sospensione e il suo ruolo strettamente legato alla sicurezza di guida. Ciò fa sì che gli ammortizzatori non vengano presi in considerazione per un controllo sino alla revisione obbligatoria. E’ importante sapere, invece, che avere tutti e gli quattro gli ammortizzatori in buone condizioni significa viaggiare su un’auto sicura che risponde in modo ottimale a tutte le condizioni di guida. Nel corso della ricerca è stato misurato il livello di stress sulla base delle variazioni della velocità del battito cardiaco su un gruppo di giovani automobilisti di età compresa tra i 23 e i 24 anni e quindi al massimo delle condizioni psicofisiche. Si è rilevato che, dopo aver guidato per cinque ore a bordo di una vettura con ammortizzatori usurati, i conducenti hanno avuto reazioni più lente di fronte a situazioni di guida quotidiane. In alcuni casi il tempo di risposta è risultato maggiore del 25%. Per ottenere risultati che riproducessero il più fedelmente possibile il contesto di un viaggio “tipo”, le condizioni di guida prevedevano il rispetto ferreo di tutte le regole del codice stradale, la totale essenza di conversazione e nessuna radio o impianto stereo accesi. A bordo di ciascuna automobile erano seduti il conducente e un membro del gruppo di ricerca. Con queste premesse, ogni pilota ha percorso ripetutamente la stessa strada per un totale di 500 km sotto stretta sorveglianza e alternandosi al volante delle diverse vetture, quelle con ammortizzatori efficienti e quelle con ammortizzatori in cattive condizioni. I dati registrati hanno sorpreso i ricercatori. Il netto contrasto del ritmo cardiaco di ogni pilota durante la guida dei veicoli ha mostrato inequivocabilmente il maggior stress patito lungo il tragitto con le vetture dalle sospensioni usurate. I risultati ottenuti evidenziano una notevole differenza tra i livelli del ritmo cardiaco di un individuo alla guida di una vettura in buono stato rispetto a quelli del conducente di un’automobile con ammortizzatori usurati, differenza che costituisce la chiara prova di un aumento dello stress. Per concludere ecco cosa succede alla guida di un’auto con ammortizzatori usurati:
1) precaria tenuta di strada e perdita di aderenza in curva;
2) aumento dello spazio di frenata (fino a 2,6 metri a 80 km/h anche con un solo ammortizzatore scarico);
3) annullamento delle funzioni dell’Abs;
4) pericolose sbandate in fase di sorpa

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