Milano – L’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, ha lanciato oggi a Milano una proposta di sostegno al diritto alla mobilità delle famiglie, supportata dai risultati della ricerca “Gli italiani e l’auto: un rapporto da rilanciare su nuove basi”, condotta dal Censis. Lo studio presentato da Marco Baldi, responsabile del settore territorio del Censis, è stato commentato da Giuseppe De Rita, presidente del Censis, e da Massimo Nordio, presidente dell’Unrae.
Mercato dell’auto dimezzato. Colpa della crisi e delle incertezze sul futuro che inducono alla prudenza. Ma anche del peso fiscale che grava sul mondo dell’auto in tutte le sue componenti. Nel ridimensionato delle attività finanziarie delle famiglie, la liquidità assorbe oggi circa il 30% del portafoglio (era il 25% l’anno prima della crisi). In termini reali, dal 2007 ad oggi la liquidità è aumentata del 9,2%. Ma c’è un altro grande “driver” che spiega il crollo delle immatricolazioni ed è il “rigor d’auto”, ossia l’insieme dei costi che si generano con il possesso e l’utilizzo di un’automobile. Costi elevati e crescenti sempre più appesantiti dalla componente fiscale.
L’intero settore dell’automotive è sotto pressione: dal 2008 ad oggi si sono persi 26.500 addetti e il fatturato complessivo è sceso del 18,6%. Il suo contributo al Pil del Paese rimane fondamentale, ma è sceso dall’11,7% al 7,8%.
Preoccupa poi l’innalzamento dell’età media del circolante, che è oggi di 9,5 anni, mentre nel 2006 era di 7,5: in soli sette anni l’età media del parco auto si è alzata di due anni. E’ cresciuta in modo significativo proprio la componente più obsoleta: le autovetture con più di 14 anni di età erano il 27,7% del parco circolante nel 2006 mentre oggi ne costituiscono ancora il 28,4% (sfiorando i 10 milioni di unità).
Una maggiore attenzione dei decisori pubblici rispetto alle problematiche evidenziate sarebbe opportuna per diverse ragioni: per offrire un sostegno alle famiglie che vorrebbero poter accedere al mercato dell’auto ma non ci riescono; per affrontare le criticità ambientali e di sicurezza che solo un rinnovamento del parco può garantire; per contribuire al rilancio di un settore il cui ulteriore ridimensionamento graverebbe in misura insopportabile sull’economia del Paese e sui conti pubblici.
Massimo Nordio ha rilanciato il messaggio di attenzione alla mobilità privata: <<Il Governo continua a sostenere settori specifici, tanto è vero che la lista delle spese detraibili è molto lunga. Tra quelle più importanti emerge il sostegno per le ristrutturazioni edilizie, pertanto: se la casa è un bene primario e la mobilità privata lo è altrettanto, per quale motivo questa non dovrebbe essere presa in considerazione?>>.
Per il presidente dell’Unrae, quindi, il tema non è trovare le risorse per fare, ma decidere politicamente di ridistribuire le stesse, stabilendo una volta per tutte che l’auto, come è da sempre considerata, è ancora un settore cardine per il nostro Paese, che produce occupazione e ricchezza, e prevedendo misure che invertano il trend confermato dalla ricerca: 3,9 punti di contributo al Pil persi in 5 anni.
L’Unrae si rivolge alle famiglie italiane affinché siano consapevoli della possibilità realistica di avere un aiuto anche dal punto di vista della libertà di movimento, libertà oggi compressa da una serie di limitazioni alla circolazione, da appesantimenti burocratici ma, soprattutto, da elevata tassazione. Pertanto, chiede una riduzione dell’onerosità della mobilità individuale, attraverso una formula di detraibilità dei costi connessi all’acquisto dell’auto, con conseguenti benefici sull’impatto ambientale, sulla sicurezza e sull’occupazione.
Il piano prevede: detraibilità 10% del costo di acquisto fino ad un massimo di 2.000 euro in 4 anni o acquisto di un’auto nuova con emissioni fino a 120 g/Km di CO2; contestuale rottamazione di un’auto Euro 0, 1 o 2.
<<Riteniamo che una simile manovra possa determinare un’aggiuntività di 100.000 unità per il primo anno e poi via via a scalare fino a 55.000 unità nel medio termineha aggiunto Nordio -. Inoltre, per le casse dello Stato a fronte di un impegno iniziale di 64 milioni di euro, equivalenti al 5 per mille investito dallo stesso per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013, si recupera man mano un maggior gettito Iva capace di generare un flusso positivo di 22 milioni di euro in 4 anni>>.
Nordio ha concluso rivolgendosi alle famiglie italiane: <<E’ la prima volta che un’Associazione di produttori di beni durevoli si rivolge direttamente a voi per scopi diversi dalla pubblicità, per chiedere di aiutarci ad aiutarvi e di far sentire la vostra voce per far valere, insieme ai diritti fondamentali, anche il diritto ad una mobilità sicura e rispettosa dell’ambiente, in un rinnovato quadro di sostenibilità economica>>.

Dal 1993 pubblicista iscritta all’Ordine dei giornalisti. Diplomata al Conservatorio, ha fatto esperienze musicali come cantante. Le piace Brahams ma ascolta Charlie Parker. Ha un debole per il sushi e la cucina cinese. Ama i gatti neri. Collaboratrice di Automotonews.com dal 2001.

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