La tecnologia delle celle a combustibile è parte integrante della strategia Daimler, che nel corso degli anni ha accumulato grande esperienza nel campo dei veicoli alimentati a idrogeno e ha da poco presentato la GLC F-Cell, convinta delle potenzialità della tecnologia delle celle a combustibile e dell’idrogeno. Soprattutto come mezzo d’accumulo di energia.

Proprio per questo motivo, Daimler continua ad ampliare le sue attività di sviluppo con un impegno al di fuori del settore automotive. Insieme ad aziende come Hewlett Packard e Power Innovations, infatti, svilupperà sistemi prototipo per l’alimentazione di corrente elettrica (e d’emergenza) di centri di elaborazione dati e altre applicazioni stazionarie.

I centri di elaborazione dati sono tra i maggiori consumatori di energia elettrica della new economy ed è rilevante anche l’indice di crescita di tali consumi. Secondo uno studio del Natural Resources Defense Council, negli Stati Uniti il fabbisogno di corrente dei centri di elaborazione dati, entro il 2020, è stimato in 140 miliardi di chilowattora l’anno, più o meno una produzione annua di circa 50 centrali elettriche (per emissioni di CO2 di circa 100 milioni di tonnellate ogni anno).

In questo settore, le celle a combustibile rappresentano una tecnologia molto promettente, soprattutto alla luce del rapidissimo incremento del fabbisogno di corrente elettrica. È una tecnologia energetica affidabile, modulare e con tutti i vantaggi delle energie rinnovabili, senza la dipendenza dal mercato energetico convenzionale: con un’alimentazione d’idrogeno costante, i sistemi di celle a combustibile producono corrente incessantemente.