Con già quattro successi alla Dakar, conquistati in Africa tra il 1987 e il 1990, Peugeot si aggiudicata la vittoria nella Dakar 2016, imponendosi alla sua seconda partecipazione in Sud America, e portando tre 2008 DKR al traguardo. Un simile risultato non sarebbe stato possibile senza memorabili episodi di aiuto reciproco tra gli equipaggi e senza il contributo dei meccanici, eroi nell’ombra. Cyril Despres, che ha contribuito a una delle 7 doppiette Peugeot, si è infatti improvvisato più volte angelo custode dei suoi compagni, soccorrendoli in diverse occasioni. Immagini belle, che alimentano la leggenda di questo rally-raid.

Dopo 9.500 km in due settimane tra Argentina e Bolivia, in balia ai capricci del tempo e attraverso altitudini che arrivano fino a 4.800 metri, alla fine si è imposta la coppia Peterhansel / Cottret a bordo della loro Peugeot 2008 DKR.

Per il 50enne Stéphane Peterhansel, 25 anni dopo il suo primo successo (in moto, con la Yamaha YZE750T), si tratta della dodicesima vittoria alla Dakar: 6 in moto, 6 in auto con il navigatore Jean-Paul Cottret.

Più bassa, più larga, più lunga e più potente, la nuova 2008 DKR ha mostrato tutto il suo potenziale, sempre fedele alle “due ruote motrici” rispetto alle tradizionali 4×4 e confermando la validità delle opzioni tecniche decise all’origine del progetto. A tal proposito, Al Attiyah e il navigatore Mathieu Baumel si sono classificati come migliori tra gli equipaggi al volante di vetture a quattro ruote motrici a bordo della loro Mini ALL4 Racing.

E se “monsier Dakar” ha vinto tra le auto, tra le moto è spuntato il nome nuovo. Assieme al 15° trionfo consecutivo della KTM c’è anche l’australiano Toby Price, primo non europeo a conquistare la Dakar in moto. Price ha vinto alla sua seconda apparizione, ma già l’anno scorso all’esordio aveva sorpreso tutti conquistando il terzo gradino del podio.

E Toby Price può gioire doppiamente: quest’anno gli organizzatori hanno voluto raddoppiare il premio in denaro per il vincitore. Mentre l’anno scorso il successo ha fruttato a Marc Coma 25.000 euro, quest’anno Price se ne aggiudica 50.000. Un aumento non da poco, considerato che il montepremi complessivo destinato alle moto è passato da 156.000 a 192.500 euro.

toby-price-quinta-tappa-e-seconda-vittoria

Stéphane Peterhansel, invece, si deve accontentare di 5.000 euro di premio, perché la Dakar non prevede alcuna ricompensa per i primi della classifica auto. Un premio per di più stabilito per la prima auto a due ruote motrici.

Anche tra le auto non sono mancate le novità: gli esordienti Sébastien Loeb e Mikko Hirvonen hanno vinto complessivamente 5 tappe. Il cannibale dei rally se n’è aggiudicate 4 ed è stato in testa alla classifica generale per 5 giorni (4 consecutivi). Il finlandese, invece, è stato il migliore nella penultima speciale e si è classificato quarto assoluto, mancando il podio per soli 151 secondi.

I camion, infine, sorridono all’Italia con il trionfo di Iveco, tenuto a bada dall’olandese Gérard De Rooy, che con il bestione italiano si era già imposto nel 2012. Su 55 camion in gara, sei brand diversi sono emersi tra i primi dodici nella categoria. Iveco ha dominato tutti con quattro camion nella “top ten”, 3 dei quali sono stati tra i primi cinque.

The Iveco Powerstar of Gerard de Rooy racing through South America at Dakar 2016