Washington – Il tanto atteso supermartedì che doveva sciogliere ogni dubbio sui candidati alle prossime elezioni presidenziali americane non ha portato certezze in “casa” democratici, ma ha delineato nella figura di John McCain il “frontrunner” repubblicano.
Il testa a testa fra Hillary Clinton e ha Barack Obama rimane ferratissimo anche se appare chiaro che l’ex first lady ha incassato un numero maggiore di delegati (aggiudicandosi gli Stati elettoralmente più pesanti: California, ma anche New York; e inoltre New Jersey, Oklahoma, Tennesee, Arkansas, Arizona, Massachusetts), mentre Obama (il più votato in Illinois, lo Stato in cui viene eletto, Colorado, Georgia, Delaware, Alabama, Kansas, North Dakota, Connecticut, Utah, Idaho, Minnesota, Missouri e Alaska) ha conquistato 13 Stati contro gli otto della Clinton.
Fra i repubblicani festeggia McCain, che è diventato l’uomo da battere avendo vinto in 9 Stati (Arizona, California, Connecticut, Delaware, Illinois, Missouri, New Jersey, New York, Oklahoma) contro i 6 di Mitt Romney (Colorado, Massachussetts, Minnesota, Montana, North Dakota e Utah) e i 5 di Huckabee (Alabama, Arkansas, Georgia, Tennesse e West Virginia). Per chiarire i risultati di ieri manca ancora per i democratici il New Mexico e per i repubblicani l’Alaska. Alla luce di quanto accaduto ieri appare evidente che la battaglia fra Hillary e Barack rimarrà fino alla fine (il 9 Febbraio, si vota in Nebraska, Louisiana, Washington e nelle Isole Vergini, il 4 Marzo in Ohio e Texas e il 22 aprile si andrà al voto la Pennsylvania). (ore 9:45)