Kabul – Si può morire di bontà? Evidentemente sì, almeno a giudicare dall’orribile fine subita dal primo maresciallo Giovanni Pezzullo, 45 ancora da compiere, assassinato in una a 60 chilometri da Kabul, mentre distribuiva scatoloni di viveri e vestiti.
Insieme a lui è rimasto ferito, fortunatamente in modo non grave, ad una gamba anche l’alpino paracadutista Enrico Mercuri.
L’aggressione è avvenuta ieri alle 15 locali, le 11:30 in Italia. I militari italiani, ricostruiscono allo Stato maggiore della Difesa, si trovavano a Rudbar, una località nella valle di Uzeebin, distretto di Surobi. E’ l’area di competenza italiana. I soldati della Task force Surobi erano impegnati in “attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione”. Dopo alcune ore – il tempo, forse, per organizzare un attacco pesante – vengono presi di mira a raffiche di kalashnikov: i rangers del reggimento Montecervino rispondono subito al fuoco. Anche gli altri sparano. Alla fine resta a terra Pezzulo, morto, mentre Mercuri viene ferito. Li portano via in elicottero all’ospedale francese di Camp Warehouse, a Kabul.
Una sparatoria durante una missione umanitaria finalizzata, anche, a cercare il consenso della popolazione. Cosa che i taleban non vogliono. Secondo indiscrezioni, un precedente attacco a militari italiani, una sorta di avvertimento, sarebbe avvenuto nella stessa zona una decina di giorni fa: in quel caso nessuno riportò danni.
Il maresciallo Pezzulo, in servizio al Cimic Group South di Motta di Livenza (Treviso), un reparto specializzato nella cooperazione civile-militare, si occupava di assistenza umanitaria praticamente da sempre. Fin dal 1980, quando entrò nel Genio pionieri dell’Esercito. Faceva quel ‘mestiere’ anche a Nassiriya, quando il 12 novembre 2003 ci fu la strage degli italiani. Sembra che fu uno dei primi soccorritori a intervenire sul posto. Originario di Carinola (Caserta), viveva con la moglie e una figlia di 18 anni ad Oderzo, in provincia di Treviso.
E’ previsto per questa sera intorno alle 22:30 l’arrivo in Italia del C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo la sua salma, mentre Enrico Mercuri sarà rimpatriato invece intorno alle 19:00, sempre con un aereo militare. (ore 11:00)
 

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