Roma – Mario Monti ha presentato la lista dei ministri al Presidente Napolitano: 15 tecnici, per la maggior parte provenienti dal mondo accademico, nessun titolare del dicastero dell’Economia, di cui il premier Monti mantiene l’interim, e tre donne per altrettanti posti “sensibili”: Giustizia, Interno e Welfare.
Le trattative sono state lunghe, durate fino a ieri notte. Ora si attende la fiducia del Parlamento: domani in Senato (il voto è previsto intorno alle 21.30) e venerdì alla Camera. Monti è comunque stato chiaro su due punti: l’assenza dei politici non ostacolerà il cammino del Governo, al contrario lo agevolerà (si esclude quindi l’ingresso di politici anche in un secondo momento); l’azione dell’esecutivo sarà incentrata su crescita e sviluppo.
<<La blindatura di un governo – ha sottolineato Monti, illustrando la lista dei ministri – dipende dalla sua capacità di agire e di spiegare al parlamento la portata della sua azione. Le forze politiche hanno manifestato, uscendo da una fase di dialettica molto vivace, la preferenza di sostenere questo Governo senza farne parte con loro esponenti. Spero che il mio Governo possa dare un contributo al rasserenamento e alla coesione. Sono arrivati segnali incoraggianti dai partner europei e dal mondo internazionale. Siamo sicuri di ciò che abbiamo fatto e confido che ciò si tradurrà anche, pur in una fase delicata, in un rasserenamento di quella parte della difficoltà dei mercati concernente il nostro paese>>.
L’ex commissario europeo ha voluto ringraziare sia le forze politiche e sociali <<per la collaborazione avuta in occasione delle consultazioni>> sia il suo predecessore Silvio Berlusconi, al quale rivolge un <<cordiale saluto>> nonché <<rispetto e attenzione per l’opera da lui compiuta>>. Monti ha inoltre rivolto a Giorgio Napolitano un <<sentito ringraziamento>> per <<l’onore>> concessogli chiamandolo a ricoprire l’incarico. (ore 14:00)