Soave (Verona) – Quali collegamenti la nostra mente è in grado di sviluppare tra i termini vino e vulcano? Quali immagini si generano nel nostro cervello? Quali sensazioni ci aspettiamo di ricevere al naso e alla bocca all’idea di assaggiare un vino di origine vulcanica? E queste sensazioni sono sempre uguali per tutti oppure mutano a seconda del paese e della cultura?
Questo e molto altro verrà affrontato nella quarta edizione di Vulcania, il forum internazionale dei vini bianchi da suolo vulcanico, voluto dal Consorzio del Soave in collaborazione con Veneto Agricoltura, che quest’anno avrà luogo venerdì 8 giugno a Borgo Rocca Sveva.
Vulcania forte del successo delle scorse edizioni, si propone come una vera e propria officina del pensiero, al cui interno si confronteranno sul tema esperti nazionali ed esteri su temi che spazieranno dall’enologia all’antropologia. Il vulcano infatti rappresenta una chiave di lettura trasversale in grado di comunicare i valori del vino in maniera diretta anche a coloro che, da semplici consumatori o simpatizzanti, non hanno competenze tecniche specifiche. Una semplificazione comunicazionale che grazie alla forza di questo fenomeno naturale permette di veicolare contenuti senza banalizzare.
Alla luce della neo nata Associazione delle doc Vulcaniche, ufficializzata nel corso dell’ultimo Vinitaly, la cui mission è quella di promuovere i vini di origine vulcanica nel mondo, la sfida per l’edizione 2012 di Vulcania sarà tutta dedicata all’estero. Attraverso un percorso d’analisi e di assaggio che da Soave lambirà le doc Lessini Durello, Gambellara, Colli Euganei, Bianco di Pitigliano, Campi Flgrei, Etna Bianco, Vesuvio, Ischia per poi proseguire a Madeira, in un viaggio nel gusto che giungerà fino a Giappone, Oregon e Hawai, la scommessa sarà quella di cogliere analogie e differenze nella percezione dei vini vulcanici a seconda dei Paesi e delle culture.
In particolare si cercherà di capire come il “fattore vulcano” possa essere un elemento identificativo ed un marcatore d’origine, alla luce del mutamento dei descrittori del gusto nelle differenti culture nel mondo. Enologia ed antropologia a tratti finiranno per fondersi nell’ambito di un incontro che tra gli altri registrerà la partecipazione del professor Attilio Scienza, docente di Viticoltura all’Università di Milano ed il giornalista Antonio Paolini.
L’evento è esclusivamente dedicato ai professionisti, siano essi giornalisti che operatori di settore. (ore 09:35)

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