Roma – Stroncato da una insufficienza respiratoria è deceduto nella sua casa romana il regista Damiano Damiani. Aveva 91 anni. Nato a Pasiano di Pordenone il 23 luglio 1922 Damiani si era da tempo ritirato dall'attività per dedicarsi alla sua seconda passione, la pittura. Il suo cinema è nato nel periodo del Neoralismo e si era svillupato negli Anni Settanta tra il filone popolare e il film di denuncia. Tra i suoi titoli più importanti si ricordano "Il giorno della civetta" dal romanzo di Leonardo Sciascia, con Claudia Cardinale e Franco Nero e "Confessione di un commissario di polizia". Negli Anni Ottanta legò il suo nome al successo televisivo "La piovra" il serial con il commissario Cattani di Michele Placido ancora oggi tra i programmi più importanti prodotti dalla Rai, di cui firmò solo la prima serie. Damiano Damiani aveva cominciato a lavorare insieme col gruppo di talenti Comencini, Lattuada e Olmi. Nel 1960 firmò il primo film, "Il rossetto", in cui fece recitare nel ruolo di un commissario di polizia Pietro Germi. Gli anni '60 furono il suo decennio d'oro. Cesare Zavattini lo affiancò nell'adattamento dell'"Isola di Arturo" di Elsa Morante (1962), nell'anno successivo l'adattamento con Tonino Guerra della "Noia" di Alberto Moravia. Stesso anno, il '63, della "Rimpatriata" con Walter Chiari. Damiani si cimentò anche con gli spaghetti western con "Quien Sabe" con Klaus Kinski. Nel 1972 è stato il regista di "Girolimoni", "Il mostro di Roma" con Nino Manfredi uno dei maggiori incassi del cinema di impegno, poi "La moglie piu' bella", il film d'esordio di Ornella Muti. Nel 1986 firmò "L'inchiesta", che indaga sulla morte di Gesù da una sceneggiatura di Suso Cecchi D'Amico, preceduto l'anno prima da "Pizza Connection". In tv firmò anche "Il treno di Lenin", "L'uomo di rispetto", "Una bambina di troppo", "Ama il tuo nemico".

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