Roma – In occasione della XX Giornata mondiale dell'Unesco per la libertà di stampa, la Federazione nazionale della stampa, il sindacato unitario dei giornalisti, ha dedicato l'evento <<alla sicurezza e alla libertà di espressione, messe particolarmente a rischio nei luoghi di guerra, nelle terre dominate dai regimi e ovunque (anche in Italia) dalla malavita che infesta soprattutto le aree di frontiera". In una nota la Fnsi  ha sottolineato che "la notizia di un attentato a un collaboratore de La Nuova Sardegna mercoledì, in provincia di Sassari, è il più recente episodio di un fenomeno inquietante e da stroncare>>.
A Perugia, alla manifestazione promossa dall'Unione nazionale cronisti italiani insieme con Fnsi e Ordine dei giornalisti, il sindacato unitario dei giornalisti, continua la nota, <<propone un appello straordinario per il ritorno alla piena libertà di movimento e di parola di Domenico Quirico, l'inviato de La Stampa in Siria, del quale da quasi un mese non si hanno più notizie. La sua vicenda (unita a quella di altri reporter internazionali fermati nei mesi scorsi in Siria) è al centro di una iniziativa di diffusione delle notizie sulla reale condizione e attività, e per la loro libertà, da parte di tutti i sindacati aderenti alla Federazione internazionale dei giornalisti. Tutti questi organismi sono impegnati a creare una rete operativa utile per avere notizie dei giornalisti in difficoltà o trattenuti illegittimamente in terre martoriate da scontri tra regimi e rivoltosi>>.
La Fnsi, inoltre, <<invita tutti i media e i siti di informazione italiani a pubblicare, oggi, il fiocco giallo della speranza e dell'attesa di un buon ritorno del collega e dei colleghi in difficoltà, come già stanno facendo associazioni della comunicazione e come da giorni fanno il quotidiano La Stampa e il sito della Fnsi>>. Automotonews.com aderisce all'iniziativa della Fnsi.
Con la giornata di oggi, nel celebrare il XX anniversario dell'Unesco per la libertà di Stampa, la Fnsi, che sarà presente a Perugia, con il segretario generale ed il presidente, Franco Siddi e Giovanni Rossi, e con membri della giunta esecutiva e delle Associazioni regionali di stampa, <<intende mettere a fuoco l'implementazione dei piani di azione per la sicurezza dei giornalisti nel mondo e la lotta contro l'impunità. Gli attacchi e le violenze contro i media e i giornalisti, intaccando l'informazione quale bene pubblico primario per l'affermazione dei diritti dei cittadini e la formazione libera delle opinioni pubbliche, sono da considerare crimini contro l'umanità. L'Italia porta, alla giornata di oggi dell'Unesco, le sue buone pratiche di azione solidale, di monitoraggio relativamente ai giornalisti minacciati e colpiti (con il particolare lavoro di ricerca e sostegno dell'Osservatorio Ossigeno), di memoria attiva nell'omaggio ai giornalisti uccisi dalle mafie dal terrorismo e dalle guerre, di sostegno attivo ai colleghi in difficoltà e a favore della loro libertà>>.
Sull'argomento si registra anche un'iniziativa del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, che lancia un allarme sul fatto che <<Internet non sta garantendo maggiore libertà di stampa in Europa, anzi, al contrario ha creato uno spazio dove la libertà di espressione può in pratica essere limitata più di quanto non consentano gli standard internazionali>>
<<Mentre un sempre crescente numero di giornalisti usa internet per il proprio lavoro, l'Europa non è diventata un posto più sicuro per coloro che esprimono opinioni critiche – afferma Muiznieks -. Se è vero che i giornalisti possono raggiungere una più vasta audience e farlo più rapidamente, quando decidono di farlo ci sono vecchi e nuovi pericoli che li attendono. Le misure per assicurare la sicurezza dei giornalisti da questi pericoli devono essere rafforzate. Questa protezione deve includere anche tutti coloro che in senso più ampio fanno informazione, quindi anche i blogger e i semplici cittadini che, come i giornalisti, sono a rischio per quanto scrivono. Questo perché secondo la giurisprudenza della Corte di Strasburgo ciò che giustifica una maggiore protezione della libertà di espressione è il tipo di informazione data piuttosto che la persona che dà l'informazione>>.

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