Manila – E’ un’ecatombe il bilancio di 10mila morti (ancora provvisorio) causato dal devastante tifone che si è abbattuto sull’arcipelago Filippino. Gli esperti lo hanno definito uno tra i più violenti della storia con onde alte fino a sei metri che hanno raso al suolo tutto ciò che si frapponeva al loro cammino.
I soccorritori hanno enormi difficoltà considerando che ancora energia elettrica, comunicazioni e internet non sono state ripristinate completamente. Nel caldo tropicale e con la consapevolezza che ci vorranno giorni per recuperare tutti i cadaveri sotto le macerie, c'è timore anche per il diffondersi di malattie.
Come accade sempre in questi casi gli episodi di sciacallaggio dilagano, le persone entrano nelle case e razziano ciò che trovano per fare scorta. Un superstite ha raccontato ai media internazionali di essere riuscito, in mezza giornata, a riempire il suo zainetto di spaghetti, lattine di birra, sapone, biscotti e dolci: << Il tifone ci ha strappato la dignità, ma sono tre giorni che non mangio >>. Con l'aeroporto messo ko dalle onde e le strade intasate da alberi e pali della luce divelti, gli aiuti faticano ad arrivare a destinazione e in alcuni casi i convogli sono stati assaliti e depredati da bande di "gangster", come li ha definiti il segretario della Croce Rossa nazionale.
Intanto tutti i Paesi si stanno mobilitando per concedere aiuti, come l’Ue che ha stanziato tre milioni di euro, la Gran Bretagna 7 mentre gli Usa hanno messo a disposizione navi elicotteri e mezzi di soccorso.
In un messaggio al presidente delle Filippine Benigno Simeon Aquino, il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso esprime tristezza e solidarietà, e porge le sue condoglianze per le vittime. << La Commissione Ue ha già inviato una squadra in supporto alle autorità filippine – scrive Barroso – e siamo pronti a contribuire con soccorso urgente e assistenza se richiesto in queste ore di necessità >>. Anche il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) è pronto a fornire tutta l'assistenza possibile al governo di Manila. Ieri operatori del Pam si sono uniti al personale filippino in una verifica congiunta dei danni nelle province di Leyte e Samar, e altri team sono pronti a intervenire.
L'Unità di crisi della Farnesina, attraverso l'ambasciata a Manila, sta ancora effettuando verifiche sull'eventuale coinvolgimento di connazionali. Verifiche, si fa notare, rese difficili dalla complicata situazione delle comunicazioni, con linee telefoniche e internet fuori uso in molte aree anche a causa dei blackout. Al momento non si ha notizia di stranieri coinvolti. << La nostra Unità di crisi, che è in attività dai primi momenti, non mi ha comunicato nulla: però è troppo presto per escludere presenze di italiani tra i dispersi >>, ha spiegato il ministro degli Esteri, Emma Bonino. << Per quanto ne sappiamo finora, non ci sono italiani, ma l'entità del disastro è tale per cui dobbiamo ancora verificare >>.
Dalle Filippine, il super tifone si è diretto verso il Vietnam, dove per precauzione 600mila persone sono state allontanate dalle loro case. In un secondo momento però le autorità hanno consentito a circa 200mila di rientrare perché la tempesta ha cambiato direzione e perso potenza scendendo a categoria 1. Nonostante l'indebolimento, il tifone che si abbatterà prima su uno spicchio nord-orientale di Vietnam e poi sulla Cina. Porterà comunque con sé piogge torrenziali, con un sensibile rischio di smottamenti e allagamenti in aree già colpite da intense precipitazioni nei mesi scorsi.
<< Sebbene il tifone si sia indebolito man mano che procede verso il Vietnam – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children – ha variato la sua rotta e sta procedendo ora verso la regione centro-settentrionale del paese, dove la popolazione non è preparata a fronteggiarlo >>. Vista la devastazione che Hayan ha lasciato dietro di sé nelle Filippine, l'Organizzazione esprime la sua preoccupazione per i bambini della zona  ed è pronta ad intervenire a supporto della popolazione anche in queste aree distribuendo 6000 kit contenenti beni di prima necessità.