Los Alamos – Gli scienziati del laboratorio di ricerca americano di Los Alamos, nel New Mexico, hanno messo a punto un'avanzata tecnologia di screening in grado di stabilire in tempi ristretti se un liquido rappresenta una potenziale minaccia (principalmente se si tratta di esplosivo) o meno. Il sistema si chiama MagRay, ed è in parte finanziato dal Dipartimento Usa di Homeland Security.
Il fastidioso ma necessario divieto di portare liquidi a bordo dell'aereo potrebbe quindi avere i giorni contati. Secondo quanto si è appreso, MagRay sottopone i liquidi a una scansione tridimensionale che combina risonanza magnetica, raggi X a bassa potenza e contenuto di protoni, e in questo modo riesce a distinguere i liquidi innocui da quelli pericolosi.
<<I tradizionali sistemi di scansione dei bagagli sono basati solo sui raggi X– spiega Michelle Espy, fisico a capo del progetto – e per questo hanno una limitata sensibilità e selettività per il riconoscimento dei liquidi. La risonanza magnetica è in grado di differenziare i liquidi, ma c'è una classe di esplosivi, quelli più complessi o artigianali, più difficile da individuare. Ecco perché si è reso necessario un terzo parametro, il contenuto protonico>>.
Secondo le norme vigenti, introdotte all'indomani dell'11 settembre 2001 (in Europa 5 anni dopo), nel bagaglio a mano i liquidi devono essere contenuti in recipienti di capacità massima di 100 ml e i recipienti vanno inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile di capacità non superiore a 1 litro.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.