Montevideo – Il Senato uruguayano ha approvato in via definitiva il progetto di legge che prevede che lo Stato si farà carico di produrre, distribuire e vendere marijuana. La legge prevede la creazione di un Istituto di regolamentazione della cannabis (Inc) che concederà licenze ai privati per la coltivazione delle piante da parte di singoli (massimo sei piante a testa), associazioni di consumatori (massimo 45 soci e 99 piante) e produttori più importanti, che venderanno la marijuana attraverso una rete di farmacie autorizzate per un massimo di 40 grammi mensili a persona.
Per rendere possibile il controllo del mercato della marijuana sarà creato anche un registro di consumatori, la cui privacy sarà garantita dalle norme già esistenti in materia di protezione dei dati. <<L'obiettivo della riforma – spiega il presidente uruguagio José Mujica non è diventare un Paese del fumo libero, ma tentare un esperimento al di fuori del proibizionismo, che è fallito, per riuscire a strappare un mercato importante ai trafficanti di droga>>.
I senatori del Fronte Ampio hanno spiegato che la riforma rappresenta un punto di equilibrio fra la proibizione e la legalizzazione del cannabis, attraverso la regolamentazione e il monitoraggio del ciclo produttivo della marijuana in ognuna delle sue fasi. L'opposizione, da parte sua, ha sostenuto che la legge approvata rappresenta una chiara violazione dei trattati internazionali in materia di droghe e potrebbe risultare incostituzionale perché prevede la creazione di un organismo statale a poco meno di un anno delle elezioni politiche e presidenziali previste per novembre 2014, cosa proibita dalla carta magna uruguayana.
Lo stesso Mujica ha ammesso che <<forse l'Uruguay non è pronto per questa esperienza>>. Secondo i sondaggi, oltre il 60% dei cittadini si oppone alla riforma. Responsabili del governo hanno detto che la produzione e la vendita della marijuana di Stato sarà pronta verso giugno o luglio e hanno garantito un prezzo competitivo con quello del mercato illegale (un dollaro al grammo).