Reggio Calabria – I Bronzi di Riace fanno il loro ritorno nel Museo archeologico nazionale Magna Grecia di Reggio Calabria, dopo una lunga permanenza per il restauro in un laboratorio, visibile ai visitatori, allestito appositamente in una sala della sede del Consiglio regionale della Calabria.Per il  tragitto da Palazzo Campanella sono stati riposti un due speciali casse trasportate a bordo di una cella frigorifera, ed il tragitto sino al Museo è stato percorso con la scorta dei Carabinieri e del nucleo tutela patrimonio artistico, creando una cornice di sicurezza attorno alle due statue.
<<I Bronzi di Riace – ha detto il ministro Braydopo quattro anni di restauro tornano al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Si tratta del ritorno all’esposizione di un patrimonio culturale della Calabria, ma anche dell’intera umanità>>.
Secondo il presidente Scopelliti, la Calabria <<può mettere in mostra la sua vera natura: quella culturale. E’ l’inizio della rinascita>>.
Dopo la delicata operazione per riportare i due guerrieri nel Museo, i tecnici hanno lavorato per rimettere in piedi le due statue. I due bronzi sono stati issati su speciali piedistalli a più strati, con una prima parte ancorata al pavimento sulla quale poggiano quattro sfere di marmo sopra le quali è stato fissato il basamento con il guerriero. E’ stato poi aggiunto un sistema di contrappesi per bilanciare la statua. Si tratta di una struttura sperimentale fortemente italiana anche nella scelta del materiale, che e’ marmo di Carrara.
I Bronzi si potranno finalmente ammirare al Museo archeologico nazionale Magna Grecia di Reggio Calabria dal 21 diecmbre, giorno in si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’apertura del Museo. Saranno presenti il ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray e il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti.
Purtroppo sarà una riapertura solo parziale in attesa della fine del riallestimento dell’intera struttura, prevista entro aprile 2014. Ci sarà poi la ristrutturazione della piazza antistante, con i lavori già finanziati con fondi europei per 10 milioni di euro.