Lisbona – E' morta la "Pantera nera", all'anagrafe Eusébio da Silva Ferreira, considerato il giocatore più forte della storia del calcio portoghese, Pallone d'oro 1965 e Scarpa d'Oro del 1968 e 1973, nono nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da Iffhs. Aveva 71 anni essendo nato a Lourenço Marques, in Mozambico allora colonia portoghese, il 25 gennaio 1942. Sofferente per un ictus dal giugno 2012 è deceduto a causa di un arresto cardio-respiratorio sopravvenuto nella notte. La notizia è stata data dal Benfica, squadra con cui vinse la Coppa dei Campioni nel 1962.
Eusebio ereditò la passione per il calcio dal padre, centravanti del Ferroviario. Entrò giovanissimo nelle file dello Sporting Lourenço Marques, allenato dall'ex portiere della Nazionale italiana Ugo Amoretti, che lo propose, senza successo, alla Juventus, al Torino, al Genoa e alla Sampdoria. Nel 1960, l'ex centrocampista della nazionale brasiliana Bauer, ne parlò al suo ex allenatore Béla Guttmann, allora alla guida del Benfica. Eusébio fu quindi aggregato alla rosa della prima squadra, e poco tempo dopo (1962) era il centravanti titolare nella formazione che a Berna conquistò la seconda consecutiva Coppa dei Campioni segnando una doppietta nel 5-3 finale.
Con la Nazionale portoghese ottenne il finora ineguagliato terzo posto finale ai campionati mondiali del 1966, in Inghilterra. Del torneo fu anche il cannoniere con 9 reti.
Il suo palmarès riporta undici titoli nazionali, sette volte capocannoniere. Con il Benfica realizzò 291 reti in 313 partite di campionato (0,93 gol a partita), e 57 in incontri internazionali. Con la Nazionale andò in gol 41 volte in 67 incontri disputati.
Nel 1975 si trasferì in America dove militò nei Boston Minutemen, nei Toronto Metros-Croatia, nei Las Vegas Quicksilver e poi nella formazione messicana del Monterrey. Dopo un'ultima breve parentesi casalinga nel Beira-Mar chiuse l'attività agonistica. Nel 2008, in suo onore, è stata istituita l'Eusébio Cup.