Cupertino – Aveva rivoluzionato il mondo della musica digitale. Adesso, dopo oltre dieci anni dal lancio di iPod e di iTunes, Apple cambia strategia. Si è formalizzato, infatti, ufficialmente l’acquisto di Beats Electronics per 3 miliardi di dollari, di cui 2,6 in contanti e 400 milioni in azioni.  Con un colpo solo il colosso di Cupertino si porta in casa il gruppo che produce cuffie musicali e che offre ai suoi utenti un servizio di musica in streaming a pagamento.
Già da settimane si parlava del possibile accordo tra Apple e la società fondata dal rapper Dr. Dre e dal produttore musicaleJimmy Iovine che adesso entreranno a far parte del colosso.  I due gruppi hanno fatto sapere che lavoreranno insieme per dare ai consumatori di tutto il mondo nuovepossibilità per ascoltare musica nell’era digitale.
Ma la mossa, che è la più grande acquisizione della storia di Apple, rappresenta anche un altro grande cambiamento nelle politiche del produttore di iPhone, segnando uno spartiacque tra la strategia del fondatore Steve Jobs (da sempre contro le acquisizioni) e il nuovo corso stabilito dall’amministratore delegato Tim Cook.
Beats tuttavia resterà un marchio separato e continuerà a offrire le sue cuffie di alta gamma e i sui servizi di musica.  Allo stesso modo Apple ha fatto sapere che iTunes e iTunes Radio continueranno a esistere. <<Questi ragazzi sono unici – ha detto Cook in un’intervista dal quartier generale di Apple .E’come aver trovato un preciso granello di sabbia sulla spiaggia. Sono rari e molto difficili da trovare>>.
L’accordo con Beats, che sarà approvato entro la fine dell’anno, è molto diverso da tutti gli altri proprio perche Apple da sempre preferisce acquistare piccole startup da fare crescere piuttosto che colossi come la società fondata da Dr. Dre.
Intanto aumentano le domande sul perché un pioniere della musica digitale come Cupertino abbia deciso di acquistare Beats piuttosto che continuare a sviluppare prodotti all’interno dei suoi laboratori di ricerca. Forse Apple teme l’avanzata di servizi gratuiti come Spotify e Pandora che stanno mettendo in crisi il primato di iTunes nel settore.