Sconfitta pesante per Musharraf in Pakistan

Sconfitta pesante per Musharraf in Pakistan

 
Islamabad – Sconfitta pesante per il partito del presidente pachistano Pervez Musharraf ha nelle elezioni di lunedì.
A dodici ore dallo spoglio la Lega musulmana-N dell’ex primo ministro Nawaz Sharif guidava con il 29%, seguita dal Partito popolare pachistano (Ppp) della leader assassinata Benazir Bhutto con il 27%, contro il 9% della Lega musulmana pachistana-Q (partito costituito sei anni fa da Musharraf) e il 7% del partito nazionale pashtu Anp. Mentre è andato male il partito dei radicali islamici, Muttahida Majlis-e-Amal. Sharif, rientrato da otto anni di esilio dopo accuse di corruzione, ha capitalizzato sulla rivalità aperta con Musharraf e il sostegno ai giudici, mentre il Ppp si è rafforzato sull’onda dell’emozione dell’omicidio della Bhutto, malgrado sia ormai un partito senza leader.
Quindi se i risultati troveranno conferme ufficiali (nonostante il partito di Musharraff abbia già ammesso la sconfitta) Il Partito del popolo pachistano, del quale era leader la Bhutto, assassinata a dicembre, avrà tutti i numeri per avviare l’impeachment contro Musharraf, accusato di aver tentato un golpe all’arma bianca lo scorso novembre con la dichiarazione dello stato di emergenza.
Uomini importanti, potenti, molto vicini al presidente, come il capo del partito Lega musulmana pachistana Chaudhry Shujaat Hussain e il ministro delle ferrovie e consigliere Sheikh Rashid Ahmed, non sono stati rieletti. “
“Questa è la voce della nazione – aveva detto ieri Musharraf alla televisione di Stato – Dobbiamo tutti accettare i risultati, me incluso”. Ottanta milioni di aventi diritto, la metà della popolazione, sono stati chiamati alle urne, l’affluenza è stata del 40%, dopo una campagna elettorale silenziosa e sanguinosa, cominciata con l’assassinio della Bhutto e conclusasi con un bilancio di 450 morti dall’inizio dell’anno. Ma la giornata si è svolta senza incidenti gravi. La consultazione, per 272 dei 342 seggi del parlamento nazionale e per le assemblee provinciali, dovrebbe segnare la conclusione della transizione a un governo civile. (ore 9:45)

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