Londra – Quando finisce un era, soprattutto se positiva, c’è sempre un momento di smarrimento, di malinconia nel ripensare a ciò che è stato e di dubbio circa l’avvenire…
Emozioni e sentimenti che nonostante l’abituale “freddezza” erano leggibili in fondo agli occhi dell’imperatore spodestato Roger Federer. Wimbledon è stata per il campione svizzero quello che Waterloo fu per Napoleone, speriamo solo le similitudini si fermino qui e che il leone elvetico dopo essersi leccato le ferite in silenziosa solitudine torni a fare sentire possente il suo ruggito.
La situazione inizia a farsi pesante. Se, infatti, perdere il Roland Garros contro un eccezionale Rafael Nadal starci tutta, nel senso che la terra rossa è sotto il dominio incontrastato del maiorchino (come dimostrano le 4 vittorie consecutive ottenute, impresa riuscita fino ad oggi solo a Borg), no è certo egualmente accettabile doversi letteralmente inchinare allo strapotere dello spagnolo in “casa” Federer.
Come era accaduto nella finale del Roland Garros del 2007, una delle chiavi del match sono stati i break point che Nadal, non ce ne voglia lo svizzero, Federer si è “mangiato” (16 su 17 allora, 11 su 13 oggi).
La Nadalite quest’anno ha colpito Roger due volte a Monte Carlo (è stato 4-3 e servizio nel primo, 4-0 nel secondo), due volte ad Amburgo (5-1 nel primo, 5-2 nel secondo) e ora, la più pesante da digerire, in terra inglese dove è arrivata la definitiva(?) debacle.
Rafael Nadal, come Borg nel 1980, è riuscito a vincere in quattro settimane sia il Roland Garros che Wimbledon ed è diventato a suon di rovesci, meno eleganti di quelli dello svizzero ma decisamente più efficaci, il giocatore al momento più forte in circolazione. Non solo: Nadal è il secondo spagnolo a vincere Wimbledon dopo Manolo Santana, campione nel 1966. Lo spagnolo è imbattuto da 24 partite di fila e nel ranking di domani mattina avrà 6055 punti contro i 6600 di Federer. Ma la classifica poco importa. Nadal centra il suo quinto slam mentre Federer non riesce ad acciuffare il tredicesimo titolo.
Non è certo un esempio di compostezza Nadal che in campo soffre, si scompone, fa “faccine”, fino ad esplodere in un pianto liberatorio alla vittoria e poi “scalare” le tribune del centrale di Londra per abbracciare la sua famiglia e passeggiare sul tetto, fino al Royal Box e stringere la mano del Principe di Spagna. Alla faccia di qualsiasi protocollo.
A vederli in campo lui e Federer si ha l’impressione di trovarsi faccia a faccia con i due antipodi del tennis: tanto tecnico ed elegante Federer, quanto istintivo e potente Nadal.
Per il maiorchino è il coronamento di un sogno che, solo tre anni fa sembrava davvero impossibile da realizzare.
E adesso la stampa spagnola può davvero sbizzarrirsi. “Eroico” è il titolo che giganteggia sul sito del quotidiano sportivo madrileno Marca, mentre per il suo concorrente As, “Nadal ha scritto la storia”. E chissà che con la vittoria di ieri Rafa non abbia anche determinato la definitiva caduta di un mito… (ore 13:00)