Toyako – C’è l’accordo degli “otto grandi” della Terra circa la gestione delle emissioni per la salvaguardia del pianeta.
Da qui al 2050 si prevede un ambizioso taglio del 50% non solo per le potenze emergenti ma anche per i Paesi (circa 200) che partecipano in sede Onu alle discussioni sul clima.
Parallelamente il G8 ha anche rilasciato una dichiarazione congiunta in cui viene espressa una forte preoccupazione per situazione economica mondiale con al centro dell’analisi, e come poteva essere diversamente, il caro-petrolio. A dare il senso della gravità della situazione c’é un appello del G8 all’Opec affinché in questa fase aumenti la produzione e la distribuzione del greggio.
Infatti il G8 è “seriamente preoccupato” per l’aumento costante del prezzo della benzina che rischia di “minare l’economia mondiale”, si legge nel testo. Inoltre i leader del G8, pur premettendo di restare “positivi sulle prospettive di crescita dell’economia globale, esprimono con chiarezza “forte  preoccupazione per gli alti prezzi delle materie prime, specialmente petrolio e alimentari, in quanto pongono una seria sfida a una stabile crescita globale, hanno seria implicazioni per i più vulnerabili e aumentano le pressioni inflazionistiche globali”.
In questo quadro è stato oggi confermato che si è svolta una seria discussione sulla necessità di allargare il G8 alle potenze emergenti. L’idea non è pero passata per l’opposizione di tre Paesi, hanno spiegato fonti concordi senza precisare quali siano i Paesi.
Ieri, sia il presidente americano George W. Bush sia Berlusconi avevano pubblicamente precisato di essere contrari ad ogni ipotesi di un allargamento del formato. (ore 14:00)