Lucerna – Ha fallito anche la sua ultima chance di potere gareggiare alle Olimpiadi di Pechino fra i normodotati, Oscar Pistorius, lo sprinter sudafricano con protesi ad entrambe le gambe.
Pistorius, infatti, ha corso i 400 metri in 46″26, abbassando di 11 centesimi il suo primato personale, ma non riuscendo comunque a centrare per pochi centesimi il tempo minimo di qualificazione. Per lui l’ultima speranza di correre il suo sogno da “normodotato” alle Olimpiadi è di essere scelto come sesto uomo nella 4X400, sebbene il segretario generale della Iaaf, Pierre Weiss, giorni fa ha espresso il proprio dissenso in merito ad una tale ipotesi perché a suo dire: «Vi sarebbero rischi di incolumità per lo stesso Pistorius e per gli altri atleti e pertanto la Federazione auspica una sua esclusione dalla selezione sudafricana» aveva detto Weiss.
Il ragazzo divenuto in breve il beniamino della stampa italiana per le sue immense doti di umanità, si è detto «sconcertato» per le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Iaaf, definendo la motivazione addotta «sarcastica», essendogli stato impedito di partecipare alle qualificazioni per il divieto sancito dalla Iaaf e poi ribaltato dal Tas (tribunale arbitrale dello Sport) il 16 Maggio scorso.
«Sapevo che la qualificazione per i 400 era estremamente difficile – le sue parole – mentre quella per la staffetta si è rivelata un obiettivo più realistico. In ogni caso avrò una seconda chance a Londra 2012, ma non smetterò di credere nelle Olimpiadi di Pechino fino all’ultimo istante possibile».
La cosa che più fa riflettere è che Pistorius ha affermato di aver incaricato i suoi legali di «reagire alle provocazioni della Iaaf nei modi opportuni». (ore 10:50)