Roma – Durante la conferenza sul cosmo “Cool Stars 15”, svoltasi in Scozia, un gruppo di ricerca australiano, scozzese e americano ha presentato una scoperta inattesa e quanto mai gradita: la Stella Polare, che sembrava destinata a imminente spegnimento, ha ricominciato d’improvviso a brillare con un vigore mai visto nel secolo scorso.
La “bussola dell’astro” adottata per secoli dai naviganti, per la sua posizione sempre fissa sul Polo Nord (si trova nell’Orsa Minore a oltre 433 anni luce dalla Terra), appartiene al gruppo delle Cefeidi, astri variabili giunti alla fine della loro vita che devono le variazioni di luminosità all’espansione e alla compressione dei gas che compongono la loro atmosfera. Nel caso della Stella Polare la variazione avviene nel giro di pochi giorni. Il fenomeno però si era ridotto dal 10% di 100 anni fa al 2% della fine degli anni ’90, lasciando supporre che fine della stella fosse vicina, invece dopo una fitta campagna di osservazioni sia da telescopi basati a terra sia spaziali, intraprese per la verità per osservarne “in diretta” lo spegnimento, si è appreso con sorpresa che la stella del nord ha invertito la sua rotta incrementando la sua attività e la sua luminosità fino a mostrare una variazione di brillantezza del 4%. Le ragioni del fenomeno sono ancora inspiegabili, per chiarirle il gruppo di ricerca autore della scoperta che sarà pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal, ha programmato di incrementare le osservazioni. (ore 10:00)