Roma – Assurda fine per cinque donne (tra loro una madre e le due figlie) travolte da un auto mentre aspettavano che lo scuolabus venisse a prendere le figlie a Fiumicino per portarle a Maccarese.
L’incidente è stato innescato da una Fiat Stilo che al centro della carreggiata, piuttosto stretta e trafficata, si è scontrata con una Jeep Mitsubishi. Entrambe le vetture non si sono fermate nell’urto e mentre la Stilo è andata a scontrarsi con una Fiat 600, la Mitsubishi, ha proseguito sul rettilineo, si è scontrata con una Golf, che proveniva dalla stessa direzione della Stilo, e che ha poi deviato verso destra, piombando inevitabilmente prima sulle mamme e le bambine in attesa del pullman, poi contro una Yaris ferma.
Il bilancio è dei peggiori: a morire sul colpo Rotzica Ciobanu, una romena 36enne che stava aspettando lo scuolabus con le due figlie, Bianca e Joana, rispettivamente di 7 e 13 anni, anche loro decedute. Le altre due vittime sono Marzia Micarelli, 36 anni, appena scesa da una vettura, e Jessica M., 13 anni, che attendeva lo scuolabus. Otto persone sono rimaste ferite. Sul posto sono intervenuti cinque mezzi dei vigili del fuoco e dieci ambulanze del 118. Otto le persone rimaste ferite. All’Aurelia Hospital è ricoverata una persona che nell’incidente ha riportato vari traumi. Al San Camillo, altri due feriti gravi, uno dei quali, un ragazzino trasportato in elicottero, si trova in rianimazione. All’ospedale Grassi di Ostia sono ricoverate due persone alle quali è stato necessario effettuare una Tac. Mentre al Cto di Roma sono stati trasportati tre feriti in codice verde.
Alcuni residenti hanno sfogato il proprio sconforto affermando: «Si poteva prevedere che potesse succedere una tragedia del genere ci sono stati in passato già incidenti su questa strada, l’ultimo la scorsa settimana, in particolare proprio all’incrocio con via Idra. E poi qui molti corrono ad alta velocità: sembra come se sia Les Mans».
«C’è sconforto e commozione in tutta la città – ha affermato il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, arrivato sul luogo dell’incidente – siamo increduli per quanto avvenuto. Tragedie come questa – ha detto il sindaco – possono e debbono essere evitate. Le istituzioni e i cittadini insieme devono impegnarsi collaborando perché si torni a dare valore alla vita, evitando di mettere a rischio la propria e quella altrui».
Dai dati dell’Istat (gli ultimi disponibili risalgono al 2006) emerge che morire da “pedoni” non è una novità, anzi ogni giorno in Italia 60 persone vengono investite e puntualmente almeno in due perdono la vita. Nel 51% degli incidenti i pedoni sono solo vittime incolpevoli della follia di questo o quel “pilota della domenica”, e addirittura nel 29’3% dei casi a morire è proprio il pedone più ligio, ovvero colui che attraversa sulle strisce. In genere i più colpiti sono gli over 65 me nei ragazzi sotto i 15 anni il tasso di incidentalità è in crescita del 60%. In Italia, come lamentato più volte da Giorgio Biserni, non si fa quasi nulla per migliorare la sicurezza dei pedoni. La segnaletica orizzontale, le zebre per l’attraversamento, è carente così come sono praticamente assenti sottopassaggi e soprapassaggi. Manca il controllo delle forze dell’ordine ed è del tutto inesistente il senso civico. In poche parole sarebbe bene se prima di metterci al volante ricordassimo un po’ tutti che non siamo nati dotati di ruote, ma di piedi che prima dei diciotto anni (e in molti casi anche dopo) ci hanno sostenuto per le strade. Un po’ di rispetto in più verso chi a bene a mente la differenza fra uomo e macchina non guasterebbe di certo. (ore 9:55)