Pechino – Per fronteggiare una probabile emergenza smog in vista delle Olimpiadi di Pechino, le autorità cinesi hanno messo a punto un vero proprio piano d’emergenza battezzato: misure d’emergenza di controllo dell’inquinamento durante le Olimpiadi e Paralimpiadi in condizioni atmosferiche estremamente sfavorevoli. Gli interventi in caso di emergenza prevedono ulteriori limitazioni alla circolazione delle auto e alle attività industriali a Pechino, nella città portuale di Tianjin, 120 chilometri a sud-est, e nella circostante provincia dello Hebei. Nella capitale, dove l’attività delle fabbriche è già stata limitata da mesi, sarebbero chiusi altri 105 impianti, tra centrali elettriche e aziende produttive. Sarebbero, inoltre, fatti fermare ancora “più veicoli”, dopo che, dal 20 Luglio, é stata introdotta la circolazione a targhe alterne. A Tianjin, città protagonista della forte espansione economica di questi anni, sarebbero chiuse 56 centrali elettriche alimentate a carbone, oltre a diverse altre fabbriche, e anche qui verrebbe introdotta la circolazione a targhe alterne. Se applicato, il piano d’emergenza potrebbe essere revocato solo dopo 48 ore se le autorità addette ai controlli confermassero che il pericolo è passato.  (ore 16:00)

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