Roma – L’estate è la stagione pòreferita da molti, ma non da tutti ion assoluto… I cani, come del resto molti altri animali domestici, sono fra quanti vorrebbereo che la bella stagione non arrivasse mai. Per contrastare l’orribile fenomeno dell’abbandono degli animali, ogni anno circa 150mila animali in Italia vengono abbandonati prima della partenza per le vacanze, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, con un’ordianza urgente ha sollecitato Regioni e comuni a mettersi in regola con l’obbligo di microchip e anagrafe per tutti i cani, anche i trovatelli ospitati nei rifugi. L’obiettivo è assicurare così un’applicazione uniforme dello stesso provvedimento a livello nazionale. Solo nelle case degli italiani, i cani sono almeno sette milioni. Si stima siano invece 600 mila i randagi in Italia, di cui solo un terzo ospitati nei canili-rifugio.
<<Questa ordinanza ribadisce la necessità del microchip e della registrazione dell’anagrafe e il fatto che questo avvenga in modo contestuale – ha spiegato spiega Raimondo Colangeli, dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che ha partecipato al tavolo di confronto del ministero su questa materia – Bene, poi, che a fare l’inoculazione del microchip sia personale medico e che si migliori la trasmissione dei dati fra anagrafe regionale e nazionale>>.
Di seguito i punti salienti della normativa appena varata:
APPLICAZIONE MICROCHIP: essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione accompagnerà il cane in tutti i trasferimenti di proprietà; DIVIETI VENDITA: cuccioli di età inferiore ai due mesi o cani non identificati o registrati. A due mesi scatta infatti l’obbligo di inserire il microchip elettronico, che per i cani di età superiore diventa obbligatorio entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza; COMUNI: questi devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell’osservanza di tali procedure. Al fine di effettuare controlli di prevenzione del randagismo dovranno dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile;PRODUZIONE MICROCHIP: questi possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dove viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti;SCADENZE: entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali definirà, con un provvedimento da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni, le modalità per assicurare l’interoperatività tra la banca dati canina nazionale e le anagrafi canine regionali. Lo stesso provvedimento individuerà un unico documento di identificazione e registrazione dei cani, che dovrà essere adottato in sostituzione della certificazione attuale.
Basterà il provvedimento a bloccare la disumana pratica dell’abbandono in vista delle ferie? Non ci contiamo più di tanto poiché se a convincere i barbari che la mettono in atto non bastano gli occhi spaventati, sorpresi  tristi dell’animale lasciato solo, poca speranza c’è che altro riesca a portare alla ragione gli insensibili “vacanzieri a tutti costi”. (ore 10:00)