“Lighting” Bolt entra nella storia: record e medaglia nei 100 e nei...

“Lighting” Bolt entra nella storia: record e medaglia nei 100 e nei 200


Pechino – Se fosse un film si dovrebbe intitolare il “ritorno del figlio del vento”. Usain Bolt si è ritagliato un angolo di cielo nell’Olimpo degli immortali stravincendo anche nei 200 dopo avere vinto i 100 con irrisoria facilità abbassando un record già suo.
Bolt è riuscito nell’epica impresa di abbattere quel muro del 19”32 edificato ben 12 anni orsono da Michael Johnson ad Atlanta che a sua volta aveva distrutto dopo 17 anni quello che Mennea aveva costruito a Città del Messico nel 1979.
“I am the number one”, io sono il numero uno, scandisce Usain con mimica e gesti piegandosi verso la telecamera, dopo un balletto ironico a piedi scalzi sulla pista.
Un bel regalo per i suoi ventiduenni con la consacrazione arrivata persino dai suoi avversari che gli sono saltati addosso, lo hanno baciato e volevano prenderlo in spalla. Ha lasciato il secondo (Shawn Crawford) a sette metri di distanza, correndo a 37,305 all’ora di media, ha rifilato il distacco più alto di tutta la storia, è diventato l’unico uomo a frantumare nella stessa Olimpiade i record di 100 e 200 metri, facendo doppietta, il quinto a battere il primato in una finale, eppure lo amavano. Si è fatto amare come un eroe da film.
Di lui Michael Jhonson ha detto: <<E’ Superman 2>>, ma lui seraficamente ha ribattuto: <<No, Michael. Io sono Lighting Bolt, Bolt il lampo. E ora sono io il numero uno…>>.
Bene anche l’Italia che stamani ha “agguantato” la medaglia di bronzo nella 20Km di marcia femminile con Elisa Rigaudo. Euforica dopo il traguardo, Elisa è soddisfatta della sua impresa: <<Per me questo vale come un oro. Devo ringraziare innanzitutto il mio allenatore Sandro Damilano, la mia società e la Federazione che mi hanno sopportato portandomi a questo risultato>>. (ore 10:00)

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