L’Artico continua a sciogliersi

L’Artico continua a sciogliersi

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Roma – Le ultime rilevazioni effettuate dall’International Arctic Research Center mostrano che il ghiaccio è arrivato a coprire solo 2,03 milioni di miglia quadrate, ovvero circa 4 milioni di chilometri quadrati di mare. Una lunghezza troppo bassa, la seconda mai rilevata dal satellite dal 1979 quando la superficie coperta era pari a 1,65 milioni di miglia quadrate. La superficie ghiacciata dell’Artico si estende attualmente per circa 5,1 milioni di chilometri quadrati: un dato che non supera il record del settembre 2007, ma è il secondo di tutti i tempi. Sempre secondo gli scienziati dell’International Artic Research Center che hanno effettuato le misurazioni, la superficie della calotta polare si ridurrà ulteriormente a metà settembre, e il livello potrebbe scendere ulteriormente e superare così il record dell’anno scorso.
Non è differente e neppure rassicurante la situazione dei ghiacchi di Casa nostra. Anche i ghiacciai del Monte Rosa, infatti, si stanno assottigliando. A dirlo è uno studio condotto per conto del Servizio delle opere pubbliche del Piemonte, dai glaciologi Gianni Mortara, dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino, e Andrea Tamburini dell’Ima-Geo, una società spin-off dell’Università di Torino. <<Nel 2006  – dichiara Mortara – abbiamo posizionato nei punti più significativi dei 2km e mezzo del ghiacciaio del Belvedere una rete di paline ablatometriche che hanno consentito di misurarne il ritmo di fusione rilevando spostamenti e un’ablazione tra i 3 e i 6 centimetri ogni giorno. Nel bacino glaciale del Belvedere si stanno però sviluppando altri fenomeni di instabilità importanti: crolli di seracchi e di roccia su tutta la parete orientale del Monte Rosa dalla quale nasce il ghiacciaio e collassi di morene, gli argini naturali che bordano il Belvedere e per questo usate come sentieri, concentrati sul fianco destro del ghiacciaio stesso. Con ogni probabilità questi eventi sono la risposta al riscaldamento globale che determina la progressiva degradazione del permafrost, il terreno che rimane permanentemente gelato per almeno 2 anni, contribuendo al radicale cambiamento della parete orientale del Monte Rosa, famosissima per il suo aspetto himalayano>>. Nell’immediato, per quanto riguarda il nostro Paese, non c’è ancora pericolo per l’uomo derivante dagli scoglimento dei ghiacciai, in quanto le zone interessate sono relativamente lontane dai rifugi e dai sentieri più frequentati, ma viste le dimensioni e la frequenza che questi fenomeni stanno assumendo, nella loro evoluzione potrebbero interferire con zone più battute da alpinisti ed escursionisti. (ore 13:00)

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