VALENCIA – Centinaia di espositori provenienti da tutto il mondo si incontrano nella città spagnola di Valencia in occasione della 23esima edizione della “European Photovoltaic Solar Energy Conference”, uno tra gli appuntamenti più importanti per conoscere le prospettive del fotovoltaico. Preponderante la presenza di aziende asiatiche: dopo il Giappone, da anni all’avanguardia nella ricerca e nella adozione di tecnologie per sfruttare l’energia del Sole, ora è la volta della Cina, che negli ultimi mesi ha registrato un boom nella produzione di pannelli fotovoltaici.
Daniel Lincot, direttore della ricerca del Cnrs francese, prova a dare un’idea delle potenzialità del settore: “Un barile di petrolio, che contiene 159 litri, è in grado di fornire 1,5 Megawatt per ora. Con dieci metri quadrati di pannelli fotovoltaici raggiungiamo lo stesso obiettivo”. L’attenzione per l’energia del Sole non è nuova. “Già dopo la crisi energetica degli anni Settanta c’era stato un certo interessamento – continua – ma la svolta è arrivata quando, negli anni Novanta, le politiche avviate dal Giappone e la Germania hanno posto le basi per lo sviluppo di un mercato vivace, e, sulla base delle economie di scala, hanno abbassato decisamente i costi”. Oggi “l’evidenza del cambiamento climatico e la corsa dei prezzi dei combustibili fossili stanno realizzando quello che fino a qualche anno fa sembrava un sogno: non siamo più in un ambito umanitario o filosofico, il settore sta diventando competitivo”.