– Trovato l’accordo sulla missione Ue in Georgia: duecento osservatori saranno inviati a Tbilisi entro il 1° ottobre ed entro dieci giorni da quella data sarà completato il ritiro delle truppe russe fatta eccezione per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia. Inoltre il 15 ottobre a Ginevra comincerà un dibattito internazionale sulla crisi tra Russia e Georgia. È il risultato del vertice tra il presidente russo Medvedev, il capo di Stato francese Sarkozy, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e l’Alto rappresentante Ue per le politiche estere Javier Solana, che si è tenuto nella residenza fuori Mosca di Medvedev, il Castello di Meiendorf.
SARKOZY: «200 UOMINI» – Sarkozy ha annunciato che la missione ci sarà e che 200 uomini saranno inviati nell’area della crisi entro il 1° ottobre. Inoltre entro un mese – ha aggiunto il presidente di turno della Ue – sarà completato il ritiro delle forze russe dalla Georgia. Medvedev ha confermato che il ritiro delle truppe russe in Georgia sarà completato dieci giorni dopo il dispiegamento degli osservatori internazionali. Sarkozy ha sottolineato che Ossezia del Sud e Abkhazia sono parte integrante del territorio della Georgia, ma nelle due regioni resteranno i soldati russi. Medvedev dal canto suo ha ricevuto dalla Ue garanzie sul non uso della forza da parte della Georgia in Abkhazia, con una lettera del presidente Saakashvili, e ha detto che il riconoscimento russo delle repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud è «irrevocabile».
CHECKPOINT A POTI – Il primo punto dell’accordo riguarda i checkpoint russi in territorio georgiano: «Entro una settimana – ha scandito Sarkozy – saranno rimossi i checkpoint russi nella regione di Poti», vicino al Mar Nero. Il capo di Stato francese ha ringraziato Mosca per aver convenuto sulla necessità di «scadenze precise».
«NO A MISSIONE UE» – Poco prima la Russia aveva preso posizione dicendosi contraria al dispiegamento di una missione di osservatori dell’Unione europea in Georgia, perché potrebbe portare a una «frammentazione» dello sforzo di monitoraggio già condotto dalle Nazioni unite e dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Ma auspica che il contributo di osservatori Ue possa venire, nel quadro del mandato dell’Osce «nella zona adiacente all’Ossezia del Sud». «Quanto all’idea di un dispiegamento in Georgia d’una missione autonoma dell’Unione europea nel quadro della Politica europea di sicurezza e difesa, proposta nella riunione dei ministri degli Esteri europei, noi riteniamo che condurrebbe a una frammentazione superflua» ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri, Andrei Nesterenkoha -. L’Onu e l’Osce assicurano già de facto il monitoraggio».