Droga, 200 arresti tra Italia e America

Droga, 200 arresti tra Italia e America

Roma – Una operazione condotta in sinergia fra Dea (Drug enforcement administration), l’Fbi (Federal bureau investigation) e l’Ice (Immigration & customs enforcement), ha portato gli investigatori dell’arma a smantellare una rete di narcotraffico che operava fra New York e la Calabria.
Gli oltre 200 provvedimenti restrittivi, disposti dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, scaturiscono dall’indagine del Ros denominata “Solare”,che ha consentito di documentare le radicate proiezioni della ‘ndrangheta negli Stati Uniti.
La cosca Aquino-Coluccio curava da New York i propri interessi nel narcotraffico attraverso la collaborazione della famiglia affiliata degli Schirripa, incaricata di assicurare le forniture di droga alle cosche jonico-reggine attraverso spedizioni aeree e marittime. Nel corso dell’indagine sono stati verificati i collegamenti tra il gruppo Schirripa e una componente in Ecuador che faceva capo al narcotrafficante Luis ‘Tio’ Calderon, arrestato il 30 Aprile scorso a New York. Dopo l’arresto di Calderon le cosche jonico-reggine si erano associate ai narcotrafficanti Anthony Christopher Castellano e Ignacio Alberto Diaz, proiezioni newyorkesi del Cartello del Golfo, struttura mafiosa messicana responsabile del traffico di decine di tonnellate di droga verso gli Stati Uniti e l’Europa, con la ‘ndrangheta a fare da tramite.
Il Cartello del Golfo aveva assoldato squadre di mercenari paramilitari, le cosiddette ‘Los Zetas’, per assicurarsi il controllo della fascia meridionale del Paese al confine statunitense. Proprio alle ‘Los Zetas’ le indagini hanno attribuito la responsabilità delle feroci rappreseglie eseguite in Messico nei confronti di centinaia di potenziali testimoni, presunti informatori, esponenti locali della magistratura, responsabili degli organismi di polizia impegnati nelle indagini antidroga.
Sul fronte italiano, le indagini del Ros hanno documentato le interazioni tra le cosche joniche e della Piana di Gioia Tauro, consorziatesi tra loro per finanziare ingenti importazioni di cocaina dal Sud America. Il buon esito dell’operazione si deve anche alla collaborazione investigativa e giudiziaria internazionale, costantemente sostenuta dalla Procura nazionale antimafia e dalla direzione centrale per i servizi antidroga e ai ripetuti incontri, a New York e Washington degli organismi di polizia e dei magistrati delle procure interessate, guidati dal pm Nicola Gratteri. Proprio da questa attività investigativa è scaturito il 7 Agosto scorso l’arresto in Canada di Giuseppe Coluccio, esponente di spicco dell’omonima cosca della ‘ndrangheta, inserito dall’ Fbi nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi. (ore 13:00)

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