Roma – Chi a sessant’anni suonati può vantare l’agilità di un vent’enne, il fisico di un quindicenne e la lucidità mentale di un trentenne? Tex Willer è uno dei pochi a poterlo fare nonostante proprio oggi quello che nacque nel 1948 più come esperimento artigianale che come fumetto destinato a divenire un fenomeno editoriale, compia oggi il dodicesimo lustro. Venne ideato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini come fumetto di “sostegno” all’altro personaggio a cui stavano lavorando all’epoca, Occhio Cupo, una classica storia di cappa e spada. Nei primi numeri del fumetto l’aspetto fisico di Tex riprende molte caratteristiche dal personaggio di Occhio Cupo: i jeans così stretti da sembrare una calzamaglia, gli stivali flosci e la camicia a frange. Quando, contrariamente a tutte le previsioni, Occhio Cupo venne dimenticato e fu Tex a riscuotere successo, queste caratteristiche vennero abbandonate in favore dell’aspetto attuale del personaggio
 Il fumetto che ha segnato un’epoca e ancora oggi vende più di altre celebri strisce come Dylan Dog e Nathan Never, propone al lettore valori come solidarietà, giustizia, amicizia, lealtà, famiglia. In occasione dei sessant’anni, è uscito un albo a colori in cui, tra l’altro, torna in un flashback anche il personaggio di Lilyth, la moglie indiana di Tex, forse fatta morire troppo presto. Il nome del ranger fu ispirato dall’insegna di un negozio milanese, “Tex Moda”. Il cognome avrebbe dovuto essere “Killer”, ma fu stemperato in Willer poco prima di andare in stampa per non sfidare le ire dei censori.
La prima striscia, Il totem misterioso, uscì nelle edicole il 30 settembre 1948 con i disegni, dicevamo, di Aurelio Galleppini, cui si aggiungeranno negli anni seguenti: Guglielmo Letteri, Erio Nicolò, Giovanni Ticci, Fernando Fusco, Claudio Villa, Vincenzo Monti, Fabio Civitelli ed altri; oltre ai citati si possono ricordare anche numerosi autori stranieri fra cui gli spagnoli Alfonso Font, José Ortiz, Jesús Blasco, Manfred Sommer, l’argentino Miguel Angel Repetto.
Ai testi, oltre a quelli del creatore, i principali apporti sono stati opera del figlio Sergio Bonelli (in realtà attribuite al suo alterego: Guido Nolitta), Claudio Nizzi e Mauro Boselli.
Tutte le copertine della serie, dagli esordi fino al numero 400 (febbraio 1994), sono state realizzate da Aurelio Galleppini; attuale copertinista è Claudio Villa.
Alla realizzazione delle tavole degli Speciali sono stati chiamati anche diversi maestri del fumetto internazionale, come lo statunitense Joe Kubert e Magnus, il celebre papà di Alan Ford. I vari disegnatori che si sono avvicendati nel tempo, poiché gli è stata concessa libertà espressiva, hanno fornito interpretazioni molto diverse tra loro di Tex, creandone di fatto molteplici versioni, che però hanno in comune fra loro l’averne conservato le caratteristiche di immediata riconoscibilità.