Milano – Ennesima tragedia sul lavoro ieri a Milano. Poco prima dell’una del mattino, in via Cristina Belgioioso, alla periferia cittadina lungo la linea Torino-Milano, un dipendente delle Ferrovie dello Stato è stato travolto ed ucciso da un treno in transito.
In quel punto da diversi giorni è attivo un cantiere operativo anche di notte.
La vittima è proprio il responsabile del cantiere, un uomo di 50 anni le cui generalità non sono state ancora rese note.
Nonostante il pronto intervente del 118, per l’operaio non c’è stato nulla da fare, troppo devastante l’impatto con il convoglio che lo ha travolto.
Intanto ieri c’è stata l’ennesima fumata nera per l’approvazione del decreto del Cdm sulla sicurezza del lavoro, il cui testo definitivo, però, dovrebbe essere pronto oggi in modo da venire illustrato alle parti sociali prima del Consiglio dei ministri, convocato per le 17:00 a Palazzo Chigi.
Un ritaglio di tempo per eventuali ultimi ritocchi e per cercare, in extremis, l’adesione di Confindustria e del mondo delle imprese, che anche ieri sera ha espresso un giudizio negativo sul sistema sanzionatorio contenuto nel provvedimento.
Alberto Bombassei , vice presidente di Confindustria, infatti, ha dichiarato in merito: “Nessuno mette in dubbio che l’impresa che non rispetta le norme debba essere sanzionata. Ma la sanzione deve risultare sempre proporzionata alla gravità della mancanza”. 
Secondo il ministro del Lavoro Cesare Damiano, invece, ” si è arrivati a un punto di equilibrio nella logica di rendere un servizio al Paese”.
Stessa opinione per il ministro della Giustizia Luigi Scotti, secondo il quale il Governo “ha avuto cura di garantire equilibrio e proporzionalità. E’ un testo complesso – ha spiegato il ministro – lo stiamo raffinando. Ma vogliamo rassicurare: non è un testo preoccupante, ma equilibrato. La delega ci ha imposto binari precisi: aggiornare, portare a regolarizzazione, dopo le tante disgrazie, ma senza eccessi repressivi. In tal senso, nell’unico caso di sanzione che prevede l’arresto, quando l’imprenditore regolarizza la sua posizione, invece dell’arresto può pagare una sanzione da 8.000 a 24.000 euro. L’aspetto repressivo, dunque, è subordinato alla regolarizzazione”.
Dal punto di vista burocratico è intervenuto il sottosegretario Giampaolo Patta a ricordare che “se oggi il Consiglio dei ministri non approvasse il testo, scadranno i tempi della delega e dovremmo dire al Paese che rinunciamo”. Secondo l’altro sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, “c’é stata tensione sugli aspetti sanzionatori, per i quali le imprese si sono giustamente preoccupate, ma non sono stati evidenziati aspetti di prevenzione: non si vuole arrivare all’uso delle sanzioni, ma a prevenire con la vigilanza e la formazione. Questo testo è un atto doveroso nei confronti del Paese e una risposta alle tante famiglie che hanno subito lutti”.