Milano – Ieri l’Europa ha lasciato sul piatto ben 220 miliardi di euro di capitalizzazione, quanti ne sono stati sacrificati sull’altare di ribassi compresi tra il 2,6% di Londra e il 4% di Parigi, con Milano scivolata del 3%. A Wall Street le perdite sono state del 2,93% per il Dow Jones e del 3,08% per il Nasdaq e sull’onda di quanto accaduto negli States anche le Borse asiatiche vivono il loro momento negativo: a Tokyo l’indice Nikkei ha perso il 4,7% a 13.099,24 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno il 4,2% a 1.298,41 punti. Tra le altre borse asiatiche, chiuse Seul, Shangai e Singapore per il capodanno lunare, mentre tra le altre piazze asiatiche che concluderanno più tardi le contrattazioni, risultano in perdita Hong Kong che cede il 5,40%, e Jakarta il 3,16%. Un tracollo così brutale non si vedeva dall’ottobre 2001, soprattutto nelle Borse statunitensi e per questo Hank Paulson, segretario al Tesoro, non ha perso tempo per ribadire ieri la necessità di varare sollecitamente il pacchetto di sgravi fiscali da 150 miliardi di dollari, in modo da poter inviare già in maggio un assegno agli indebitati cittadini americani. Per alcuni osservatori, comunque, il soccorso federale arriverà comunque fuori tempo massimo, senza dunque riuscire a evitare la crisi. (ore 12:17)

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