New York – Mancano meno di 48 ore all’elezione del 44.mo Presidente degli Usa e i sondaggi danno ancora una volta in testa Barack Obama. L’ultimo in ordine di tempo è stato diffuso dall’istituto Gallup e registra una ulteriore crescita nei consensi a favore del candidato democratico, dato ora in vantaggio sul repubblicano John McCain per 52-42. Un sondaggio sempre della Cbs lo vede avanti di addirittura 13 punti, 54-41. E dopo l’impennata di ieri, Obama torna a distaccare di 6 punti il rivale anche nell’ultima analisi Zogby, fino ad oggi la più conservatrice, che oggi lo da al 50% contro il 44% di McCain.
Secondo il “Washington Post” i democratici sono largamente in testa anche per il Senato, la Camera e nella corsa dei governatori. Ognuno dei 50 stati Usa dispone di un certo numero di voti elettorali che vengono assegnati in blocco a chi vince in quello Stato. Oltre ad essere avanti in tutti gli Stati conquistati 4 anni fa dal candidato democratico John Kerry (per un totale di 252 voti elettorali), Obama è in vantaggio in 5 stati vinti dal repubblicano George W. Bush: Iowa, Nuovo Messico, Virginia, Colorado e Nevada.
Preoccupano alcuni anche le stime Zogby, che vedono McCain palesemente avanti tra i bianchi con il 54% dei consensi contro il 40% di Obama. Ma il senatore dell’Arizona è assente nel voto dei neri, al 93% per Obama, e assai debole tra gli ispanici, schierati al 65% con il senatore dell’Illinois.
A premiare Obama potrebbe essere anche l’affluenza record alle urne. Oggi Gallup ha alzato le stime, pronosticando che il 64% degli americani si recherà ai seggi invece del 60% inizialmente ipotizzato.
Le presidenziali Usa 2008, quindi, promettono di essere elezioni più partecipate dal Dopoguerra, se non addirittura dell’ultimo secolo. Questa la previsione di alcuni esperti americani in materia di flussi e statistiche elettorali, che se da un lato ritengono verosimile la più grande affluenza mai vista, dall’altro non nascondono le loro preoccupazioni circa l’impatto che potrà avere in termini di attesa ai seggi.
Solo un calo di interesse dovuto alla netta vittoria di uno dei candidati potrebbe indurre elettori degli Stati dell’ovest a rinunciare ad andare a votare, sapendo dallo spoglio degli Stati dell’Est chi dei due ha già vinto. Finora, comunque, la tendenza in atto è da record.
Questo flusso straordinario ha già creato non pochi problemi in molti seggi, dove si sono create file chilometriche e attese di 4, 5, in alcuni casi anche 6 ore. Il 4 Novembre il sistema reggerà? Le autorità dicono di sì, perché le regole dell’early voting rallentano le operazioni, a differenza dell’Election Day. Un dato è certo: non si erano mai viste tante persone anticipare il voto. (ore 10:15)