Roma – Eccezionale risultato ottenuto da un gruppo di medici dell’ospedale di Berlino che hanno effettuato un trapianto di midollo su un paziente affetto da leucemia e Aids prelevando il midollo sano da un donatore che ha una mutazione genetica che lo rende immune al virus Hiv, che è stata trasmessa con le staminali trapiantate.
Sorprendete il fatto che dopo 600 giorni il trapiantato non mostra più segni di nessuna delle due malattie nonostante il paziente avesse interrotto tutte le terapie.
Il particolare del Dna che chiude la porta al virus è già noto da tempo, e fa sì che sulla superficie cellulare non appaia una molecola chiamata Ccr5, una delle chiavi che usa l’Hiv. <<Tuttavia è troppo presto per farsi illusioni: non è detto che il virus sia scomparso dal corpo – ha detto un esperto della Rete di Competenza Hiv/Aids tedesca, Norbert Brockmeyer ; l’Hiv potrebbe ancora essere presente nel tessuto linfatico oppure della milza. Questo virus può mutare>>.
Gero Hutter, un ematologo della Berlin Charité Medical university, ha scelto fra 80 potenziali donatori compatibili per il trapianto a un paziente 42enne affetto da leucemia e da Aids il numero 61, portatore della mutazione fortunata.
<<Sono stato molto sorpreso del caso – ha spiegato Hutter – avevo sospeso le cure antiretrovirali per evitare che interferissero con il trapianto, ma avevo intenzione di farle riprendere al paziente dopo qualche tempo>>. Il caso è stato presentato alla comunità scientifica alla Conference on Retrovirus and Opportunistic infections di Boston, e molti ricercatori lo stanno studiando: l’opinione più comune é che il virus si annidi ancora nell’organismo del paziente, ma non riesca a penetrare le cellule.
Il caso riportato è <<un risultato unico – ha detto a Bild la dottoressa Anja Potthoff (32 anni) specializzata nella cura dell’Aids alla clinica universitaria di Bochum – ma gli effetti collaterali di un trapianto di midollo sono talmente pesanti, e i costi così alti, che può essere utilizzata solo per singoli casi>>.
La mutazione appare in circa l’1% della popolazione europea, mentre è assente in Africa, Asia e Sudamerica. (ore 10:20)
Nella foto: Il dottore Gero Huetter dello Charite hospital di Berlino