Berkeley – Paul Kalas dell’Università della California a Berkeley, è riuscito ad ottenere le prime spettacolari immagini di un pianeta “extrasistema solare”, «Fomalhaut b» che orbita attorno alla stella Fomalhaut nella costellazione del «Pesce australe»; un astro vicino alla Terra (25 anni luce) molto giovane, di soli duecento milioni di anni e 16 volte più brillante del Sole.
Kalas, insieme ad altri sei astronomi che dal 2001 con lui osservavano la “polvere di stelle” attorno alla stella Fomalhaut,grazie al telescopio spaziale Hubble della Nasa, è riuscito ad isolare confrontando fotogrammi del 2004 e del 2006, un puntino giallo che ad un occhio inesperto sembrava uno dei tanti intorno alla stella era invece un corpo consistente.
Finora con varie tecniche sono stati trovati in cielo circa 300 pianeti extrasolari, ma nessuno è mai stato visto. La loro presenza veniva certificata solo indirettamente per le anomalie nel comportamento della stella madre o per un indebolimento della sua luminosità. E fino a ieri sembrava che ogni strumento esistente fosse troppo limitato per cogliere il volto dei remoti corpi. Invece è arrivata la sorpresa. Kalas e colleghi aiutati dalla fortuna e dall’occhio risolutore di Hubble hanno avvistato il profilo di Fomalhaut nel disco di polveri e corpi ghiacciati che circonda la stella madre analogamente alla fascia di Kuiper avvolgente la nostra Terra e dove si trovano Eris e Plutone. «Fomalhaut b» è un pianeta gassoso e caldo simile al nostro Giove con una taglia però forse tre volte superiore ed ha probabilmente gli anelli come il nostro Saturno.
Per compiere un giro intorno all’astro, inoltre, impiega 872 anni terrestri (la Terra 365 giorni) mentre la sua posizione è nel bordo interno del disco di gelida materia, a circa 17,6 miliardi di chilometri dalla superficie della stella. Proprio questa grande distanza ha permesso a Hubble di vederlo e seguirlo: se fosse stato più vicino l’abbagliante luce stellare lo avrebbe impedito. Ma le caratteristiche dell’ambiente fanno immaginare la ricerca soltanto come un primo passo proiettato verso altre presenze planetarie. «Riteniamo che nello spazio tra il nuovo corpo celeste e l’astro-madre vi siano oggetti forse simili alla Terra ma per riuscire a distinguerli dobbiamo aspettare il lancio del successore di Hubble, il James Webb Space Telescope che partirà nel 2013 guardando nell’infrarosso»,  ha dichiarato Mark Clampin del centro Goddard della Nasa, uno degli autori dell’indagine e coordinatore del progetto del nuovo telescopio. (ore 13:00)

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